Sorrento. Strada abusiva, pronte le ruspe del Comune

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Sorrento – Ruspe in azione contro gli abusi edilizi. Ai primi di maggio scade il termine di 90 giorni entro il quale la Corte di appello di Napoli incarica l’amministrazione di provvedere alla demolizione di una serie di abusi rilevati in un fondo di via Zatri, nella zona collinare di Sorrento. Il terreno è di proprietà di due persone residenti a Napoli: E.G. di 72 anni, ed S.N. di 47. La sentenza della corte di appello ha sancito che le opere rilevate nel fondo erano abusive. Si tratta di una strada lunga 32 metri e larga 3, sui bordi della quale sono stati apposti dei «ferri di attesa» per sostenere i muri di contenimento e cordoli laterali in calcestruzzo armato, di una piazzola di sosta per auto dove era in corso il getto di cemento e di un viale poderale lungo 65 metri e largo tra i 3 e i 4 metri, definito da un cordolo in cemento armato con l’ultimo tratto ancora da completare. Per l’esecuzione della procedura di abbattimento e ripristino dello stato dei luoghi il tribunale ha incaricato il sindaco Giuseppe Cuomo, il quale a sua volta ha delegato il dirigente del dipartimento Antiabusivismo, l’architetto Francesco Saverio Cannavale. Il funzionario comunale quindi, nel predisporre le modalità per eseguire le demolizioni, ha rilevato che l’area interessata ricade in una zona a elevato rischio idrogeologico. Per questo motivo è stato conferito incarico a un geologo per la stesura di un progetto degli interventi da mettere in atto che deve ottenere il nulla osta da parte dell’Autorità di bacino. Questa serie di adempimenti potrebbe portare a uno slittamento della procedura che comunque, dovrebbe essere eseguita entro la fine del mese di maggio. Tutte le spese sostenute dal Comune, quelle relative alla parcella del professionista incaricato del progetto, e al costo della ditta che si occuperà della demolizione, ricadranno sui proprietari del fondo dove sono stati rilevati gli abusi edilizi. In sostanza, i lavori saranno eseguiti in danno, con i costi anticipati dall’amministrazione che poi si rivarrà sui responsabili.

(Fonte: Massimiliano D’Esposito da il Mattino)

proposto da Michele Pappacoda

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