Salerno. Bollette salate, il ricorso Class action contro Salerno Sistemi

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Presentata la denuncia al Tribunale. Ottocento utenti firmano l’atto di citazione contro gli aumenti

SALERNO — La Salerno Sistemi è stata citata in giudizio dal «Movimento Difesa del Cittadino». Che, al Tribunale civile di Napoli, ha proposto una class action» contro gli aumenti delle tariffe idriche approvate dalla municipalizzata con il consenso dell’Ato. Fra qualche giorno anche l’autorità Ambito Sele sarà trascinata in Tribunale, per la stessa ragione. La battaglia sulle tariffe dell’acqua risale allo scorso gennaio, quando il «Movimento Difesa del Cittadino» di Salerno diffidò l’Ato e la Salerno Sistemi a revocare le maggiorazioni applicate sulle tariffe e restituire il surplus pagato dai cittadini dal 2002 fino ad oggi. All’epoca si trattava ancora di una diffida. Da, lunedì scorso, invece, con il deposito dell’atto di citazione in Tribunale si è costituita una vera class action che ha raccolto già 800 adesioni. L’atto che dà vita al contenzioso legale denuncia nuovamente la presunta illegittimità degli aumenti sulle bollette. Che, secondo i calcoli stimati dall’associazione, avrebbero superato il 7%.

Il presunto vizio di legittimità si estenderebbe anche alle cinque fasce individuate e praticate dalla municipalizzata per l’inquadramento delle varie tipologie di tariffe. Compresa quella industriale applicata ai proprietari e possessori di box auto «nonostante il parere contrario reso dal ministero dell’Economia il 15 dicembre 2004 e regolarmente trasmesso alla Salerno Sistemi dalla Camera di Commercio di Salerno». La contestazione travolge anche, e soprattutto, le società a cui l’Ato ha consentito, in provincia di Salerno, la gestione dei servizi idrici da parte dell’Ato: la Consac, l’Asis, l’Ausino e la Salerno Sistemi. In particolare, per quanto riguarda la municipalizzata del capoluogo di provincia, alla società viene contestata la mancanza dell’iscrizione all’albo dei concessionari legittimati alla riscossione del canone. Non avendo, sottolinea l’associazione, sottoscritto alcuna convenzione con l’Agenzia delle Entrate.

«Nonostante ciò— veniva scritto nell’atto di diffida dello scorso gennaio, oggi confluito nell’atto di citazione — la Salerno Sistemi non solo continua ad effettuare abusivamente attività di riscossione volontaria omettendo di pagare all’erario i relativi tributi dovuti, ma addirittura conferisce mandato a professionisti esterni al fine di esercitare contra legem attività di riscossione coattiva tramite richiesta all’autorità giudiziaria di decreto ingiuntivo, addebitando illegittimamente le spese legali agli utenti presunti morosi e riscuotendo somme che non appartengono al Comune di Salerno ma all’Ato Sele». Nell’elenco delle presunte illegittimità denunciate finisce anche il trattamento dei dati personali. «L’abusivo esercizio dell’attività di riscossione — contesta l’associazione — fa sì che vengano illegittimamente trattato dati sensibili dei cittadini, non solo dai dipendenti della Salerno Sistemi ma anche da persone terze estranee alla società».

Angela Cappetta Il Corriere del Mezzogiorno

proposto da Michele Pappacoda