cresce in numero di aziende e imprese in romania per lo sviluppo economico

0

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – , 18 apr – *** Romania: economia in ripresa, per l’Italia e’ partner strategico Il quadro macroeconomico della Romania, Paese in cui si registra la maggior concentrazione unitaria di imprese italiane all’estero, appare in netto miglioramento: dopo un 2010 in fase di rallentamento, le previsioni del 2011 indicano una moderata ripresa del PIl (nell’ordine dell’1,5%) destinata ad acquisire progressivamente di consistenza per riportare il tasso di crescita di nuovo su livelli elevati ( +4,5% ) gia’ nel 2011. E’ l’effetto previsto dalle misure draconiane di riduzione della adottate dal Governo di che, in cambio, si appresta ad accrescere gli stanziamenti per investimenti e ricerca. Si aggiungono il progetto di legge di riforma del Diritto del Lavoro in senso piu’ liberistico all’esame del parlamento, mentre la pressione fiscale sulle imprese, gia’ relativamente bassa, potrebbe essere ulteriormente ridotta per incentivare soprattutto gli . Procedono anche le riforme nel settore della giustizia e nella lotta alla corruzione ed alla cattiva amministrazione. Gradualmente, insomma, la Romania si appresta a riprendere lo sviluppo asiatico degli anni pre-crisi: in tale contesto, la crescita delle esportazioni negli ultimi mesi ha ridato fiato anche alla moneta locale, al massimo valore da undici mesi dopo una significativa caduta in concomitanza con il periodo della crisi mondiale. In questo contesto si inserisce anche la previsione di un ulteriore rafforzamento della presenza italiana. In particolare, una recente indagine di Sergio Mariotti e Marco Mutinelli ( 2010) sottolinea la tendenza degli investimenti esteri diretti dell’Italia a privilegiare il ‘near-shoring’ nel senso che a breve termine le imprese del appaiono orientate a privilegiare mercati vicini geograficamente e stabili politicamente. Si aggiunge l’ulteriore fenomeno del ‘backshoring’ cioe’ del possibile ritorno di aziende e capitali che sembravano ormai tentati da orizzonti geografici di internazionalizzazione piu’ lontani. Fenomeno alimentato anche dai rischi di instabilita’ emersi in e . In questo contesto appare come oltremodo positiva la recente apertura a Bucarest di un ufficio della SACE responsabile per tutto l’est Europa e il ritorno della Simest, autorizzata di nuovo ad operare in questo Paese. La Romania infatti riveste per l’Italia, un’importanza strategica come dimostrano i tremila Tir che operano giornalmente collegando i e i circa 450 voli diretti settimanali da e verso l’Italia. Un importante sforzo per misurare la realta’ sottostante a questo quadro e’ stato recentemente fatto dall’Istat che ha pubblicato un rapporto sulla presenza delle imprese italiane in Romania. I dati su cui si basa l’analisi risalgono al 2008 ma gia’ allora erano insediate in Romania 3.777 a totale controllo italiano, per un totale di 138mila addetti. Rispetto alla situazione attuale il numero e’ probabilmente sottostimato. Ad esempio, dai registri della Camera di Commercio della Romania, alla fine del 2010, emerge che le imprese con partecipazione italiana al erano 29.750. Va aggiunto pero’ che i criteri di selezione dei soggetti delle due indagini sono molto differenti e la stessa rumena fonte specifica che le imprese operative tra quelle identificate, erano poco meno di 20.000. Mdn (RADIOCOR) 18-04-11 14:28:06 (0220) 5 NNNN

Visualizza altro http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-924959/notiziario-farnesina-iniziative/#ixzz1K2xnX6FN