RUBY, NICOLE MINETTI SCARICA EMILIO FEDE E LELE MORA GIORNALISTA: È DA PSICHIATRA

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MILANO – Nicole Minetti ‘si chiama fuori’, pensa a difendere se stessa e prende le distanze da Emilio Fede e Lele Mora, indagati, assieme al consigliere regionale lombardo, per induzione e favoreggiamento della prostituzione per le presunte feste a luci rosse ad Arcore. E con una memoria difensiva, presentata oggi ai pm di Milano, ‘puntà a spiegare agli inquirenti che lei non ha mai portato la giovane marocchina nella residenza di Silvio Berlusconi e che spetterà semmai ai magistrati stabilire chi ce l’abbia portata. Proprio a supporto della sua difesa, però, la Minetti fa anche un ‘passo avantì e cita atti di indagine degli inquirenti, come il verbale del 3 agosto scorso di Ruby davanti ai pm, nel quale la ragazza racconta di essere stata portata ad Arcore da Fede. E in più, nella stessa memoria, la difesa spiega che non c’è dubbio sulla circostanza in cui Ruby ha fatto per la prima volta il suo ‘ingressò nella vicenda: è successo col concorso di bellezza in Sicilia, che aveva tra i giurati il direttore del Tg4. Fede, a stretto giro di posta, risponde così: «Ho letto una sintesi della memoria difensiva di Nicole Minetti assistita dall’avv. Daria Pesce. L’unico elemento mancante è che entrambe avrebbero bisogno dell’assistenza di uno psichiatra». In una decina di pagine, Minetti – che ha scelto la ‘stradà della memoria difensiva preferendola all’interrogatorio, possibile dopo la chiusura delle indagini – si difende dall’accusa di aver indotto e favorito la prostituzione di Ruby, mentre non affronta il ‘capitolò del presunto reclutamento delle 32 ragazze maggiorenni per le feste di Arcore. «Su quest’ultimo punto – ha chiarito l’avvocato Daria Pesce – abbiamo già risposto nel corso dell’interrogatorio in Procura, a seguito dell’invito a comparire». Il legale, inoltre, ci tiene a precisare che nella memoria «noi non attacchiamo nessuno».

“NON ACCUSO FEDE E MORA” Ed è la Minetti poi a sottolineare che per la sua difesa «non accuso nè Emilio Fede nè Lele Mora». Nel documento depositato ai procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e al pm Antonio Sangermano, l’ex igienista dentale del premier evidenzia, in particolare, che il famoso giorno del concorso di bellezza di Taormina del 7 settembre 2009, a cui Ruby partecipò, c’era Emilio Fede, come giurato, e lei non c’era. E il video del concorso, acquisito agli atti, si legge nella memoria, «non lascia dubbi» sul giorno in cui la minorenne è entrata nella vicenda. Ed è proprio da quella data che i pm contestano l’induzione e il favoreggiamento alla prostituzione di Ruby,ma a tutti e tre gli indagati. Nella memoria, corroborata con stralci di interrogatori ed intercettazioni agli atti dell’indagine, la Minetti chiarisce di aver incontrato Ruby per la prima volta il 14 febbraio, giorno di San Valentino, dello scorso anno durante una cena ad Arcore. E di non averla mai portata a Villa San Martino, citando poi anche un altro verbale dell’indagine da cui emerge che ad accompagnarla, in un’occasione, sarebbe stato Mora. Minetti precisa anche di non averle mai dato soldi, di non aver mai tratto alcun vantaggio dalla vicenda e che tutti i contatti telefonici tra lei e la marocchina sono avvenuti a partire dal maggio 2010, dopo la notte in Questura conclusa con il ‘rilasciò della ragazza dopo la telefonata di Berlusconi. Il ragionamento difensivo, dunque, da quanto si è saputo,’puntà sul fatto che la Minetti non abbia mai avuto contatti diretti con Ruby per una sorta di reclutamento della minorenne. E se negli atti dell’indagine, invece, compaiono intercettazioni e interrogatori – tra cui anche quello del poliziotto Ermes Cafaro che portò in Questura Ruby il 27 maggio (citato anche questo nella memoria) – che chiamano in causa gli altri due coindagati, spetterà ai pm valutare la posizione degli altri. La memoria si chiude quindi con una richiesta ai pm: chiedano l’archiviazione per il reato di induzione alla prostituzione minorile a lei contestato.

FEDE: “RUBY PORTATA DA LELE” Karima el Mahroug, detta Ruby, «è arrivata ad Arcore attraverso Lele Mora». Lo sottolinea il direttore del Tg4 Emilio Fede, in diretta dagli studi di Iceberg, trasmissione di Telelombardia. Fede, intervistato dal conduttore Stefano Zurlo, ha fornito la sua versione dei suoi rapporti con Ruby: «Io – ha detto – l’ho vista in questa famosa serata in Sicilia e non l’ho mai più rivista. Poi l’ho rivista una sera ad Arcore. So che è arrivata a Milano, è stata presentata ad un impresario, che ancora non è stato interrogato. L’impresario, non convinto, l’ha mandata da Lele Mora e attraverso Lele Mora è arrivata ad Arcore. Lei dice: ‘È venuto a prendermi Emilio Fede….’». «Non è vero – ha proseguito – neanche per idea. È più che falso, commette un atto delinquenziale chi sostiene che io sono andato a prendere questa ragazza. Ha raccontato che sono andato a prenderla con un’auto di Mediaset con una scorta di carabinieri in divisa, cosa che non ha nessuno». Emilio Fede è indagato nel caso Ruby per induzione e favoreggiamento della prostituzione e prostituzione minorile.

fonte:leggo                scelto da michele de lucia

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