Monti Lattari Gragnano. Crisi al Comune prova d´intesa con i dissidenti

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 Gragnano. Ci risiamo. Il sindaco Annarita Patriarca fa di nuovo «pulizia» al Comune e apre di fatto una crisi incerta che, secondo alcuni consiglieri di maggioranza, può portare al voto anticipato. Dopo l’ultimo rimpasto dello scorso settembre, la Patriarca ha infatti azzerato per la seconda volta tutte le deleghe di assessori, senza tuttavia sciogliere la giunta per tentare di ricucire lo strappo con la fronda interna che conta 7 consiglieri comunali e, nello stesso tempo, spalancare le porte della maggioranza a un pezzo dell’Udc. Già a partire da domani mattina il sindaco avvierà le consultazioni per cercare la squadra. «L’azzeramento delle deleghe – fanno sapere dal Comune – rappresenta un tentativo per trovare il giusto equilibrio tra le forze di maggioranza e, quindi, andare avanti con l’azione programmatica. Siamo tuttavia disponibili ad aprire un dialogo con altre forze, al fine di allargare la compagine di governo cittadino». Alla finestra, per il momento restano i 7 consiglieri «dissidenti», che hanno chiesto di avere un maggiore peso politico all’interno della coalizione: si tratta di Salvatore Castrignano, Alfonso Gentile, Nicola Imperiale, Andrea Lignola, Giuseppe Abagnale, Patrizio Mascolo e Andrea Gaudino. «Non comprendiamo i motivi di questa crisi ma è chiaro che non ci dimetteremo da consiglieri comunali per entrare in giunta – affermano, stroncando sul nascere l’ipotesi di una nuova giunta politica paventata nelle scorse settimane dalla Patriarca – ma continueremo a confrontarci sui programmi da portare avanti per lo sviluppo della città». Sul caso è intervenuto anche Michele Inserra, capogruppo consiliare del Pd. «Di politico in questa crisi c’è ben poco – afferma – visto che si è aperta una guerra per bande all’interno della maggioranza, dove si legge solo il desiderio di regolare delle questioni personali. La verità – continua – è che il presidente del Consiglio Coticelli, imputato nel processo per brogli, ha chiesto la testa di Abagnale perché quest’ultimo aveva invitato 7 consiglieri a costituirsi parte civile». Intanto, continua l’inchiesta della Dda di Napoli sui presunti intrecci tra politica e criminalità organizzata. L’inizio del processo per brogli elettorali che vede imputato Giuseppe Coticelli, insieme alle presunte irregolarità rilevate in alcuni appalti hanno spinto in settimana 11 deputati del Pd a chiedere al Ministro degli Interni l’invio della commissione d’accesso. E del caso Gragnano ha parlato in Commissione Antimafia anche la senatrice Teresa Armato. «Ho chiesto di verificare se sussistono le condizioni per l’invio immediato della commissione d’accesso al Comune – afferma l’esponente del partito di Bersani -. Si fanno sempre più preoccupanti, infatti, le notizie relative alle inchieste della magistratura sull’ipotesi di condizionamento della malavita organizzata nel comune di Gragnano. Nel rispetto dei tali inchieste è necessario che si facciano al più presto le dovute e necessarie verifiche». «Ribadiamo la totale estraneità della sottoscritta – ha affermato la Patriarca – e della sua maggioranza a qualsiasi ipotesi di legame o compromissione con la criminalità organizzata, sia in fase di competizione elettorale sia durante la condotta amministrativa, chiaramente improntata a trasparenza, legalità e contrasto netto alla criminalità organizzata. Il can can mediatico – ha concluso – è stato sollevato da alcuni esponenti del Pd locale».

Francesco Fusco Il Mattino

scelto da Michele Pappacoda

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