ragazza stuprata da un serbo di etnia rom sdegno e rabbia a treviso

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Lo stupro di una ragazza rom è stato punito con 50 furti, per un valore di 100mila euro. A deciderlo, il Consiglio degli anziani di Treviso, una sorta di comitato che regolamenta la giustizia all’interno della comunità rom. Dopo la violenza sulla giovane, sono incominciate le guerre tra due famiglie. Botte, spari. Fino a quando è intervenuta la Questura veneta che ha convocato i rom coinvolti per capire cosa stesse succedendo tra le varie faide che popolano Treviso.

Un intervento che li ha convinti a riportare la pace tra di loro, attraverso un accordo. Il Consiglio degli anziani si è riunito e ha dettato le condizioni per risarcire la famiglia della ragazza che ha subito violenza. 50 furti per far dimenticare quello stupro. Una storia che ha dell’incredibile. Massimo Converso, presidente Opera Nomadi, è scettico. Non crede a tutto il racconto riportato su “Il Gazzettino”.

“Innanzitutto non c’è alcuna prova di carattere sanitario, ospedaliero dello stupro della ragazzina. Il risarcimento dei 50 furti va interpretato in modo diverso. Credo che sia stata usata un po’ di fantasia in questo racconto. Si tratta un gruppo di rom di origine serba che in realtà sta in Italia dalla fine degli anni ’60, inizio anni ’70. La stragrande maggioranza di questo gruppo vive in casa. I 30 milioni di rom nel mondo sono di origine del Nord dell’India e del Pakistan, dove purtroppo è ancora normale, non tanto lo stupro, ma il risarcimento rispetto ad un matrimonio non concordato”. 
 
Quindi secondo lei non si è trattato di uno stupro?
“No, probabilmente si è trattato di un matrimonio non concordato tra due famiglie. I rom si sposano di norma una sola volta, come avviene in India. Il matrimonio significa un’alleanza tra due famiglie. Esattamente come avveniva nelle campagne venete, fino agli anni ’40-  ’50. Quindi non dobbiamo andare molto lontano nella nostra storia per capire i rom.  L’Opera Nomadi non li giustifica minimamente, sia chiaro. Anzi combattiamo, senza alcun buonismo, l’utilizzo dei minori per procacciare beni non necessari. Perché è questo che accade in questo gruppo di rom serbi che sicuramente è tra i più abbienti tra i gruppi rom che vivono in Italia”. 
 
Ci ha stupito leggere che i rom abbiano una sorta di giustizia parallela 
“Sia in Jugoslavia che in Italia loro riconoscono ovviamente i tribunali italiani. In questo caso si tratta di qualcosa di più serio. Degli equilibri tra le famiglie rom. Esiste la cris che nella loro lingua significa riunione e non tribunale. Si riuniscono non tanto gli anziani, ma piuttosto le persone significative. Sono ammessi solo gli uomini. Poi due o tre persone da un’altra comunità vengono chiamati e in questo modo si decide il da farsi. In alcuni casi viene stabilita una compensazione. Ma, di solito, non attraverso i furti. Evidentemente, il cronista che ha scritto il pezzo, gioca a fare campagna elettorale.  Bisogna comprendere i motivi, non giustificarli. E si può battere questo genere di organizzazione con una severissima politica di scolarizzazione dei minori. Bisogna far rispettare le regole anche a loro. Occorre quindi fare prevenzione”. 
 
Quindi secondo lei è da dimostrare che si sia trattato di uno stupro. Invece si tratterebbe di un contenzioso tra due famiglie per un matrimonio non combinato?
“Probabilmente c’era un’attrazione. L’uomo avrà commesso un errore imperdonabile. Quello di non concordare. E così è scattato il loro meccanismo interno. Forse non c’è stata nemmeno una sparatoria. L’articolo non descrive se siano stati trovati i bossoli, oppure segni di effrazione. Bisognerebbe avere maggiori notizie per giudicare. Sembrano non esserci prove, ma solo racconti. Ormai se succede qualcosa ai rom viene amplificato.  Certamente ci sono degli episodi di intolleranza che vanno colpiti, prevenuti. Su questo non c’è alcun dubbio.  La notizia per me è stata un po’ romanzata. Ci sarà sicuramente una parte di verità. Però noi vorremmo capire se sono state trovate tracce. Se è stata rinvenuta la pistola. Se è stata fatta una visita alla ragazzina stuprata.  Viene dipinta una società feroce con stupri, gente costretta a rubare, sparatorie. E dobbiamo stare attenti”.