Jacarande a rischio a Sorrento a Vico Equense gli ulivi

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Il Comune ha in programma di abbattere sei grossi alberi, ma il Wwf chiede di desistere. Accade a Sorrento, la cittadina che spesso, negli ultimi tempi, è finita al centro delle cronache per simili vicende. L’ultima a gennaio, quando un pino di 130 anni, alto 12 metri e con una circonferenza di 332 centimetri, fu eliminato dai proprietari i quali sostennero che era ammalato. Il caso, dopo la denuncia dell’associazione del Panda, fu ripreso dai maggiori quotidiani nazionali.

 

Sorrento, gli alberi tagliati

Quell’albero, infatti, era uno dei simboli della città delle sirene. Secondo gli ambientalisti, era stato piantato dal barone Maximilian Von Gunderrode di Francoforte ai primi del ‘900 sulla terrazza di Villa Nardi, poi trasformata in hotel Europa e in hotel d’Angleterre. Questa volta le piante che rischiano di cadere sotto i colpi della motosega sono un Tiglio, un Ficus, 4 Jacarande. Vegetano da decenni all’altezza del civico 288 di Corso Italia. L’amministrazione ha in programma di sradicarle e di sostituirle con ben più piccoli alberi di Arancio amaro, di 5 centimetri di diametro. Così prevede l’atto di Giunta numero 32 del 17 febbraio 2011. Spesa prevista: 10.584 euro, che andranno alla ditta Bonifico Group srl, assegnataria dei lavori.

WWF CONTRO SINDACO – Il primo cittadino di Sorrento, Giuseppe Cuomo, giustifica l’intervento con motivi di sicurezza e di pubblica incolumità. Sostiene, infatti: «Le radici di quegli alberi hanno completamente divelto la pavimentazione stradale. Spiace anche a me di dover tagliare quelle piante, ma non c’è altra soluzione. Peraltro saranno sostituite e, a chi ci critica, ricordo che abbiamo recentemente messo a dimora oltre trenta piante, sul territorio sorrentino». Le parole del primo cittadino non convincono Claudio d’Esposito, il referente del Wwf in costiera sorrentina. Sottolinea l’ambientalista: «Quegli alberi, al di là dell’indubbio valore estetico e della notevole frescura che procurano ai passanti, nelle giornate assolate, rivestono un ruolo fondamentale come barriere fono assorbenti e nella purificazione dell’aria dai gas di scarico, proprio in un punto dove il traffico veicolare è caotico». Aggiunge: «L’effetto paesaggistico offerto dalle Jacarande durante il periodo delle fioriture blu – violacee è notevole, come pure quello delle folti e verdi chiome del Tiglio e del sempreverde Ficus». Secondo il Wwf, piuttosto che tagliare i sei alberi, si potrebbe porre rimedio allo spostamento dei cubetti di porfido, in prossimità delle radici, «con la risistemazione dei marciapiedi. Basterebbe l’accortezza di lasciare alla base delle piante uno spazio idoneo alla crescita, eventualmente con appositi grigliati che consentano il transito dei pedoni. Insomma, la questione va affrontata con l’ordinaria manutenzione, certo non con l’eliminazione degli alberi».

VAS: INTERVENGA LA SOPRINTENDENZA – Claudio d’Esposito propone anche una mediazione all’amministrazione: «In ultima ratio, il Wwf chiede di lasciare assolutamente in sito i due esemplari più importanti, vale a dire il Tiglio e il Ficus, e di valutare l’ipotesi di spostare sole le 4 Jacarande in altra zona, attendendo però l’inverno, che è la stagione più idonea. Le Jacarande dovranno comunque essere rimpiazzate da altri 4 alberi. Suggeriamo, al posto degli Aranci amari, l’Ontano napoletano, l’Acero campestre, la Rovella, l’Orniello, il Leccio, il Biancospino». Alberi nella bufera anche a pochi chilometri di distanza da Sorrento, a Vico Equense, porta di accesso alla costiera sorrentina. «L’amministrazione comunale», denuncia Franco Cuomo, responsabile di zona dei Verdi ambiente e società(Vas),ha deciso di svellere tutte le piante di corso Umberto I, che erano state potate solo qualche tempo fa, e di sostituirle con aranci giovani. Come Vas, abbiamo chiesto alla Soprintendenza se l’intervento era stato autorizzato e ci interroghiamo sul perché non sia stato esposto, durante i lavori, alcun cartello che indicasse la ditta esecutrice e l’ammontare dell’importo». I Vas segnalano anche che nel vallone di Seiano, per realizzare una strada di servizio destinata ai camion che dovranno portare via i fanghi dal costruendo depuratore di Punta Gradelle, sono state abbattute decine di piante di ulivo. Secondo l’associazione, la strada è inutile e ad elevato impatto ambientale. I mezzi, infatti, avrebbero potuto benissimo percorrere il tracciato già in uso, via Murrano, opportunamente riqualificato e ristrutturato. In costiera sorrentina, da tempo, il verde è sotto attacco. La speculazione edilizia ha creato guasti molto gravi al territorio. Più recentemente, la legge che consente di realizzare parcheggi interrati perfino sotto agrumeti ed uliveti ha provocato danni gravissimi al territorio ed alle testimonianze della cultura materiale di quei luoghi. I box auto hanno soppiantato gli alberi. L’obbligo di ripiantare, a lavori ultimati, al di sopra dei box, non è stato quasi mai rispettato. Se anche lo si è fatto, il ripristino ambientale non è mai andato a buon fine: aranci, limoni ed ulivi non sopravvivono se, per le radici, hanno a disposizione solo un metro di terreno.

Fabrizio Geremicca