RIVOLTA NEL CDR DEL TG4. FEDE: "LE HO QUERELATE

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MILANO – Emilio Fede ha querelato Ambra Battilana e Chiara Danese per calunnia e diffamazione aggravata a mezzo stampa e violazione del segreto istruttorio presso la Procura di Milano e di Brescia, per le dichiarazioni rese da entrambe ai Pubblici Ministeri di Milano. Lo annuncia lo stesso direttore del tg4 in una conversazione con l’ANSA e i suoi legali precisando che le dichiarazioni delle due testimoni sono «assolutamente false e gravemente denigratorie dello stesso Fede, oltre che delle altre persone citate dalle stesse». «Ciò – fanno notare i legali del direttore del Tg4 – rende evidente, anzitutto, che nessuno dei difensori, e tantomeno degli indagati, può avere avuto motivo, o interesse, a far avere alla stampa la fotocopia degli atti depositati. Perciò si deve ritenere che gli atti stessi siano stati diffusi da altri soggetti che ne avevano la disponibilità, per ragioni di ufficio». È per questa ragione che la presente denuncia viene trasmessa alla Procura della Repubblica di Brescia. Nel merito, Emilio Fede nega di essersi «in alcun modo attivato per condurre ad Arcore Chiara Danese e Ambra Battilana, di essere mai stato oggetto di attenzioni sessuali da chicchessia, nel corso della serata ad Arcore, di avere mai detto alle stesse che, se non fossero rimaste, non avrebbero mai potuto aspirare a fare le »meteorine« e a partecipare a Miss Italia. Per altro, queste ultime affermazioni costituiscono, già di per sè, l’attribuzione di un fatto grave. »La vicenda appare costruita a tavolino, sia perchè dietro la iniziativa delle testimoni vi è un parlamentare dell’Italia Dei Valori, la cui appartenenza politica non potevano ignorare, sia perchè hanno deciso di presentare una memoria solo sei mesi dopo rispetto alla notorietà dell’inchiesta, sia perchè risulta che le stesse mandarono più di un messaggio a Emilio Fede per ringraziarlo per la bellissima serata. Soprattutto quest’ultima circostanza, della quale è stata data una spiegazione assolutamente inverosimile, rende evidente la falsità della ricostruzione dei fatti. I due messaggi sono del seguente tenore: Un bacio. Buonanotte!!«. »Salve direttore, sono Chiara, la volevo ringraziare per la fantastica serata, se non le causa disturbo quando sarò a Salsomaggiore mi farà piacere sentirla«. »Invero – hanno proseguito i legali -, la spiegazione offerta dalla Danese è del tutto inverosimile, ed è di per sè un segno evidente della falsità della testimone. La stessa avrebbe avuto come riscontro da Emilio Fede le seguenti parole: «Pensavo di averti annoiato, Daniele è un buon amico e un buon consigliere». «Bene – hanno continuato – se fosse vero che il mittente dei due precedenti messaggi appariva evidentemente Salemi, mai avrebbe potuto Emilio Fede rivolgersi alla stessa Danese, dandole del tu, parlando viceversa di Salemi in terza persona. È, per altro, dalle stesse Battilana e Danese ammesso che si recarono ad Arcore per conto loro, senza che, in alcun modo, Emilio Fede si sia interessato per il loro arrivo. Infine, è non meno incredibile che, semmai Emilio Fede l’avesse coinvolta in una serata come quella da lei descritta, per di più senza averla preavvertita, la Danese si sarebbe rivolta proprio a Fede, allorchè il suo nome venne alla ribalta, per avere consigli su come »fronteggiare questa situazione«.

CDR IN RIVOLTA Il Cdr del Tg4 a nome della redazione esprime «il proprio sgomento e imbarazzo» per le notizie pubblicate oggi da alcuni quotidiani su presunte avances denunciate da due ragazze che hanno fatto provini per condurre la rubrica del meteo al tg4. «Uno scenario, quello che emerge dalle dichiarazioni raccolte dai magistrati, che – rileva il Comitato di redazione del Tg4 – suscita un profondo senso di amarezza perchè descrive situazioni che – se venissero malauguratamente comprovate – risulterebbero così lontane dal rigore morale e professionale che ha sempre contraddistinto la redazione del tg4. Chiediamo al direttore di fare – nelle opportune sedi – immediatamente chiarezza sulla sua posizione in questa vicenda». E prosegue il Cdr «fermo restando il principio costituzionale della presunzione d’innocenza, auspichiamo che i processi si svolgano nelle sedi competenti e non sui giornali senza possibilità di contradditorio. In attesa che la magistratura faccia il suo corso chiediamo all’azienda di tutelare il buon nome della testata e delle persone che lavorano al tg4,facendosi garante davanti all’opinione pubblica che nessuno (al tg4-sipario e meteo) abbia ottenuto contratti di collaborazione in cambio di prestazioni di natura extra-professionale». Il Cdr chiede infine all’azienda e al direttore «un gesto chiaro e forte. In particolare all’azienda, cui avevamo chiesto in data 5 aprile un incontro urgente senza ricevere risposta alcuna, di interrompere il silenzio sulla situazione al Tg4».

Fonte:leggo                    scelto da michele de lucia