Sì: aboliamo le “gite” scolastiche

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Riceviamo e pubblichiamo

Le “gite” scolastiche, tanto in voga in questo periodo e che pomposamente, nel linguaggio burocratico, vengono denominate visite guidate o viaggi d’istruzione, vanno abolite, perché non hanno più alcuna ragione d’essere, creando solo disagi e problemi. Alle scuole, che di certo non ricavano un’immagine positiva dall’esportazione di un modello quale quello sovente rappresentato dagli studenti fuori dalle mura scolastiche, legato sovente ad atti di vandalismo e di bullismo, come testimoniano anche le cronache  di questi giorni, con il grave episodio che vede coinvolta una scuola napoletana; alle famiglie, specialmente quelle numerose, che ai nostri giorni non possono sopportare l’ulteriore carico di spesa che, viste le note carenze dei bilanci scolastici, cadono quasi integralmente su di esse, con importi anche di diverse centinaia di euro per ogni studente. Senza considerare lo sgomento dei docenti “immolati” quali accompagnatori e le tragedie, con perdite di vite umane, che, in qualche caso, hanno costellato queste iniziative. Certo c’è anche chi trae vantaggio da tutto questo, a partire dalle agenzie di viaggio, il cui giro d’affari legato al comparto può essere quantificato in svariate centinaia di migliaia di euro. Ma che senso ha, senza peraltro un’idonea preparazione, mandare gli studenti in località, per lo più amene e destinate al turismo di massa, in un contesto del tutto avulso dalla cosiddetta programmazione didattica? Non sarebbe più opportuno, senza perdere ulteriori giorni di proficue lezioni, organizzare nella scuola gratuitamente corsi, seminari, dibattiti sulla legalità, coinvolgendo magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine, per spiegare tra l’altro agli studenti che danneggiare la cosa altrui, pubblica o privata che sia, è un reato, come reato è compiere atti di bullismo o di vera e propria violenza nei confronti del personale scolastico o dei compagni di scuola? Ci auguriamo che l’attuale ministro della P.I. voglia emanare a breve apposite disposizioni in materia tese ad abolire un istituto che, così, come è oggi concepito, risulta del tutto inutile e, in qualche caso, dannoso, senza lasciare tale decisione alla discrezionalità delle singole istituzioni scolastiche.

 

Gennaro Capodanno

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