Sea Park, "Il sindaco era entusiasta di quell’idea"

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L’ex assessore comunale Fausto Martino in aula per l’udienza sull’uso dei suoli dell’Ideal Standard: “All’inizio la vicenda mi sembrò un po’ losca”.

Il sindaco Vincenzo De Luca era «entusiasta dell’idea». Non solo sarebbe stata un’«attrazione importante per Salerno», ma avrebbe risolto «il problema occupazionale». Anche se all’inizio la faccenda sembrò un po’ «losca», nonché «fumosa, oscura e poco praticabile».

• Si parla delle vicende ex Ideal Standard-Sea Park. A raccontarle, nell’aula della seconda sezione penale del tribunale di Salerno, è l’ex braccio destro del primo cittadino, Fausto Martino, per oltre un decennio assessore all’urbanistica. L’a rchitetto è comparso ieri mattina dinnanzi al collegio giudicante (presidente Eva Troiano) in qualitá di teste nel processo che vede alla sbarra una cinquantina di imputati, tra cui proprio De Luca, il suo predecessore Mario De Biase, dirigenti e funzionari di Palazzo di Cittá per accuse che vanno dalla concussione, alla truffa, all’associazione per delinquere, nell’ambito di quello che era il progetto di un grande parco marino nella zona est di Salerno.

• Un interrogatorio lunghissimo, iniziato poco prima di mezzogiorno e conclusosi nel tardo pomeriggio, nel corso del quale Martino, ha prima risposto alle domande del pm Vincenzo Montemurro, poi a quelle del nutrito collegio difensivo. La storia è vecchia di oltre dieci anni. Tutto ebbe inizio con la chiusura dell’Ideal Standard, fabbrica per la produzione di sanitari nella zona industriale di Salerno. Al secondo piano di Palazzo di Cittá, ricorda Martino, si presentarono degli «emissari di Ideal Standard». E’ un incontro informale al quale partecipano oltre l’ex assessore anche «il vice segretario Marotta e Postiglione». Tutti, rimasero molto «stupiti» della proposta che venne messa sul tavolo. Ovvero quella della cessione modale, che pur se riconosciuta perfettamente legale, «sembrò losca», «ci lasciò disturbati», ricorda Martino. Il succo era questo: Ideal Standard cedeva al Comune l’area che a sua volta doveva essere poi ceduta a un’impresa individuata sempre da Ideal. «Forse fu il modo di esporre l’idea a lasciarci perplessi – dice in aula l’architetto. Ma si parlò di sgravi fiscali, agevolazioni, che facevano pensare se non ad un’e vasione fiscale almeno ad un’elusione». Il secondo incontro con Monti e Benetti della Cecam. Sempre al Comune. «Il contatto fu creato d De Biase, all’epoca capo della segreteria politica di De Luca – ricorda Martino. Ci mostrarono progetti del parco marino». Progetto dettagliato e con depliant illustrativi. Anche se, dice Martino, «mi fecero una pessima impressione», soprattutto dal punto economico, perché – a suo dire – non sembravano in grado di reggere un investimento così importante (si parlava di 40 miliardi delle vecchie lire). I dubbi sulla soliditá finanziaria della Cecam alla fine verranno superati. Il problema maggiore restava la destinazione urbanistica e il mantenimento dei livelli occupazionali dell’ex Ideal Standard. Il parco non poteva sorgere su quest’ultimi suoli, perché è area industriale. Nell’ex Ideal Standard, invece, dovranno essere realizzate attivitá industriali a supporto del parco marino (scenografie, produzione di gadget). Ma anche l’area individuata alla fine dovrá subire una variante urbanistica, perché area industriale. L’iniziativa del parco, è storia nota, non decolla. Poi scatta l’inchiesta della magistratura e il sequestro dei suoli ex Standard. «Ma certo all’epoca non avevamo la palla di vetro», dice l’ex assessore, il cui interrogatorio sará completato il 9 maggio prossimo.

• Tra gli imputati ci sono, tra gli altri, Bianca De Roberto, Felice Marotta, Ercole Di Filippo, Mariano Mucio, Alberto Di Lorenzo, Giovanni Rocchino, Giovanni Berritto, Giovanni Paolo Santopietro, Vincenzo Grieco, Pietro Fortunato, Antonio Maiolica, Lorenzo Maiolica, Gianni Benetti, Barbara e Giovanni Ciliberti, Maurizio Vezzoli.

di Luigi Colombo La Citta

scelto da Michele Pappacoda