Vasto (CH). Scuderie di Palazzo Aragona. Leopoldo Marciani con la mostra "E´ qui la stabile dimora della luce".

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Segnalazione di  Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo il testo dedicato dal critico d’arte Leo Strozzieri al maestro Leopoldo Marciani, che si propone di seguito, nell’occasione della mostra alle Scuderie di Palazzo Aragona a Vasto. Ricordiamo con piacere Leopoldo Marciani, uomo di rara finezza e artista di fine sensibilità. Abbiamo avuto modo di conoscerlo a Chieti e di frequentare il suo studio. Rammentiamo l’antologica al Museo delle Genti d’Abruzzo, a Pescara, che riscosse notevole successo, nel 2007.

 

Vasto: Leopoldo Marciani in mostra 

Dopo la memorabile antologica al Museo Archeologico “La Civitella” di Chieti del 2009 in occasione della quale l’Amministrazione Comunale gli conferì un doveroso riconoscimento alla prestigiosa carriera, Leopoldo Marciani si ripropone al pubblico con una personale che va dal 16 aprile al 22 maggio 2011 presso le Scuderie di Palazzo Aragona in Via San Michele a Vasto, nella quale saranno esposte per lo più opere inedite. La mostra, promossa dall’Associazione Culturale “Lo Svincolo” diretta da Ugo Marciani è stata fortemente caldeggiata da Roberto Bontempo, insigne personaggio della cultura abruzzese, segretario tra l’altro del Premio Vasto, una delle più significative rassegne d’arte contemporanea del nostro paese. Dell’opera del maestro teatino a più riprese si è interessata la nostra rivista soprattutto in occasione della presentazione della monumentale sua monografia dal titolo “Leopoldo Marciani realtà interiori” al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, allorché fu evidenziata la specificità luministica della pittura dell’artista. Ora questa linea ermeneutica viene ripresa e maggiormente approfondita, tanto che all’esposizione è stato dato proprio questo titolo assai significativo e quanto mai appropriato: “È qui la stabile dimora della luce”.

Indubbiamente da sempre la luce è stata elemento determinante nella pittura ed anche nella ricerca plastica. Basti pensare alla grande lezione degli impressionisti che seppero cogliere gli effetti dell’impatto della luce sulle realtà raffigurate istante per istante, per non parlare poi dei nostri grandi a cominciare da Giotto, spirituale ed etereo, da Caravaggio, esacerbato e sinistro, e dall’immenso Piero della Francesca il cantore impareggiabile dell’homo erectus, cioè dell’uomo che non avverte più la necessità di prostrarsi dinanzi alla divinità come accadeva nel periodo medioevale, consapevole ormai della propria dignità. In tal senso la luce acquista in lui una valenza metaforica illuministica ante litteram.

Leopoldo Marciani, anche in queste opere esposte a Vasto, ribadisce la sua propensione alla spiritualizzazione del reale da perseguire proprio attraverso il caldo chiarismo d’una luce mediterranea di cui abbiamo traccia rilevante nelle scenografiche visioni paesaggistiche e marine dell’Abruzzo e in genere del mezzogiorno. Sono i colori e le luminosità della sua terra ad ispirare il maestro teatino che, va ricordato, è anche un fine poeta capace di emozionarsi, come recita la poetica pascoliana del fanciullino, dinanzi alle piccole cose, guardate con stupore e avvicinate con amore carezzevole. Ed allora ecco riversare sulle tele oggetti e tematiche feriali, quotidiane come possono essere cabine, ombrelloni, argani, marine assolate, case rurali, masserizie, cantieri con enormi e minacciose gru, composizioni floreali, rottami di periferia, giocatoli di bimbi in riva al mare e così via: tutto un campionario iconico molto comune che diviene ricettacolo della luce, esternazione della ricchezza interiore di Leopoldo. Perché io sono ben convinto in virtù anche della mia assidua frequentazione del suo studio, che se lui non fosse pervaso dalla luce, non potrebbe riversarla, come invece accade e come tutti gli studiosi gli hanno riconosciuto, sulle sue opere, che pertanto acquistano valore di testimonianza d’una condizione del suo spirito.

In tal senso il titolo preposto alla mostra “È qui la stabile dimora della luce” va riferito senz’altro al corpus della produzione artistica che sappiamo essere stata sempre coerente in ormai oltre mezzo secolo di attività, ma ancor più alla sua persona, nobile e raffinata per cultura e portamento.

Tale predisposizione psicologica dell’artista-poeta al perimetro della luce spirituale e spiritualizzante l’ho trovata riflessa particolarmente nel campo dell’arte sacra alla quale Marciani ha dedicato non poco interesse. A questo proposito molto significativi i dipinti eseguiti per la Chiesa della Madonna delle Piane a Chieti Scalo.

Un’ultima annotazione, oltre quella sostanziale del fattore luce, riguarda l’aspetto strutturale delle opere che presentano una solidità cézanniana nelle forme e una sicurezza nelle ampie pennellate o spatolate che siano, solidità che al pari delle scenografie di Giorgio De Chirico riesce a proporre una spazialità “altra”, ovvero metafisica con talora umbratili umori e appariscente elegiaca malinconia.

Fin qui alcune considerazioni sulla mostra vastese di Leopoldo Marciani; per i nostri lettori ecco una sua breve scheda biografica:

Nato a Pescara nel 1924, egli si trasferisce da piccolo a Lanciano, città della sua famiglia, si diploma a Firenze in arti grafiche, per poi porre la sua residenza a Chieti, dove è stato docente di educazione artistica. Accanto alla sua attività di pittore, ha affiancato il lavoro di ceramista e mosaicista, avendo prodotto in tali tecniche opere di grandi dimensioni. Si è interessato altresì di illustrazione del libro e di pittura murale nonché di arte sacra con dipinti collocati in luoghi di culto. Marciani è anche apprezzato poeta, avendo pubblicato nel 2001 una silloge di sue liriche dal titolo”Divagazioni senili” Ha partecipato per invito a numerose rassegne in Italia (nel 1970 lo troviamo al Palazzo delle Esposizioni a Roma) e all’estero (Nizza, Bucarest, Toronto, Ottawa). I temi ricorrenti della sua pittura sono il paesaggio e la figura, proposti con un saldo impianto formale ed un cromatismo caldo per lo più timbrico. Ha tenuto diverse personali: da citare quelle alla Galleria Ponterosso di Pescara nel 1975, nel 1977 alla Galleria Minerva di Pavia e dieci anni dopo all’Artespaziodieci di Bologna; poi ancora all’Auditorium Diocleziano di Lanciano nel 1995 e alla Bottega d’Arte di Chieti nel 2005. Nel 2006 importante personale dal titolo Arte, esca del sentimento al Palazzo degli studi di Lanciano, mentre nel 2008 si registra una riuscitissima personale alla galleria Sartori di Mantova. Delle rassegne alle quali è stato invitato si ricordano i Premi Sulmona (diverse edizioni), Termoli, Vasto, Riviera del Conero, Avezzano, Penne. La sua attività espositiva sempre costellata da premi e riconoscimenti lo ha visto presente in diverse città, quali Roma, Genova, Livorno, Nuoro, Ancona, Pescara, Bologna, Mantova, L’Aquila, Modena, ecc. Opere di Marciani sono al Museo “Costantino Barbella” di Chieti, al Museo di Nocciano, alla Pinacoteca Corrado Gizzi di Guglionesi e alla Pinacoteca dantesca di Torre de’ Passeri. Nel 2007 mostra retrospettiva del maestro abruzzese presso il Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara curata da Leo Strozzieri e Maurizio Vitiello documentata da una bella monografia riassuntiva della sua ricerca pittorica. Sempre nel 2007 esegue una grande tavola per l’hotel Corfù di Pineto dove tiene pure una personale presso Villa Filiani, mentre l’anno successivo gli viene attribuita dalla giuria all’unanimità la medaglia d’oro al concorso di disegno “I sentieri dell’anima” (Palazzetto dei Nobili, L’Aquila). Infine nel 2009, come ricordato, antologica presso il Museo Archeologico di Chieti con onorificenza alla carriera.

Leo Strozzieri