Frosinone. Villa Comunale. "Energie Vitali e Sintesi dinamiche" con opere di Achille Quadrini.

0

Alla Villa Comunale di Frosinone

“Energie Vitali e Sintesi Dinamiche”

secondo Achille Quadrini

 

 

Sabato 16 aprile 2011, alle ore 17.00, Achille Quadrini presenterà nell’accogliente sede della Villa Comunale di Frosinone, in Via M. T. Cicerone 22, la mostra Energie Vitali e Sintesi Dinamiche dedicata alle molteplici elaborazioni dell’opera d’arte, connessa alla rassegna L’arte visiva contemporanea, curata per il comune di Frosinone da Alfio Borghese.

La mostra patrocinata dagli assessorati alla cultura della città e della provincia di Frosinone, offre uno spazio espositivo e un dibattito culturale introdotto dal critico Alfio Borghese.

Seguiranno gli interventi dell’assessore alla cultura della provincia di Frosinone Antonio Abbate, dell’assessore alla cultura della città di Frosinone Angelo Pizzutelli.

La raccolta antologica è corredata da un catalogo contenente testi critici di Maurizio Vitiello, Pino Cotarelli, Nando Romeo, Loredana e Fernando Rea, Elisa Quadrini e arricchita da note poetiche di Domenico Mariani.

 

Achille Quadrini nasce a Frosinone dove vive e lavora.

Personalità eclettica si interessa anche di scultura, fotografia e restauro.

L’artista proviene da un fermento di esposizioni nazionali ed estere, tra le quali le mostre di Capri, Porto Sant’Elpidio, Praga, Frosinone, Roma.

 

L’artista espone una molteplicità di opere che caratterizzano il suo percorso artistico, realizzate con tecniche miste, che restituiscono l’innovazione della tecnica, la commozione per profughi di guerra, la permeazione dei materiali e la compenetrazione del tempo nel linguaggio artistico.

 

Dalle parole del critico Maurizio Vitiello, le recenti pitture di Quadrini “si presentano ancor più interessanti e compatte e il senso della realtà, conquistata e metabolizzata, domina gli scenari. L’artista però nell’incessante ricerca di sintesi estetica non dimentica paesaggi di forte sapore mediterraneo, sagaci e spericolate visioni d’insieme, scenografie pulite da assillanti e da assillate metropoli, macchie di scenari verdi e di netti azzurri guadagnano lo spazio della tela. La mano di Quadrini conquista tessiture e orditi di panorami reali, ma anche immaginati, e visioni si sospendono, tra sogno ed emozione, e s’elevano cromatismi mediterranei segnati e contrappuntati da minime figurazioni, intervallati da intersecate luci e dettagliati da ombre.”

 

Nelle parole di Fabrizio RomitiDalla sua produzione, che spazia dal figurativo alle atmosfere quasi metafisiche dei suoi paesaggi, il Maestro ha selezionato alcune preziose opere che esporrà nel locale di Via del Vantaggio…un appuntamento imperdibile rivolto ad appagare contemporaneamente le esigenze di corpo e spirito.”

 

Nelle parole di Elisa QuadriniIl percorso espositivo favorisce una visuale a tutto tondo, un’indagine introduttiva sul paesaggio contemporaneo – fruibile in angolazioni ed estensioni differenti – che è divenuta  espressione di un complesso di opere di metodo geografico – tematico: quelle a tema esplicativo, rasserenante che raccontano i profili delle metropoli internazionali, quelle  che sorgono come risposta agli interrogativi sulle sorti del sistema terra e quelle di sintesi, sia tematica che segnica, caratterizzate dalla scomposizione della materia e delle superfici terrestri. Sembrano sovrapporsi, o emergere dalle tele dell’artista due livelli di conoscenza, uno oggettivo e coordinato fisicamente, geograficamente, l’altro appartenente al substrato della coscienza umana: quella dell’artista che scompone, analizza e ricrea seguendo i dettami della propria esistenziale creatività.

Pitture-oggetto generate dall’utilizzo di materiali carichi di un’espressività primaria -come legno e metallo – rivelatori di istantaneità sensoriale, lontani dai mezzi espressivi tradizionali. »« L’operato dell’artista viaggia in stretto rapporto con l’ecosistema, riappropriandosi di valori essenziali come il senso della terra, della natura, dell’energia pura, della storia dell’uomo, rivisitati in chiave ludica proprio in virtù dell’oggetto scelto, che dal riciclo trae la propria dimensione energetica: sfere, triangoli, quadrati come sunti di vita in pannelli geometrici.”

 

 

Fernando e Loredana Rea col testo  “NEL LABIRINTO DEGLI ACCUMULI per dare forma all’immaginazione” hanno circostanziato quanto segue: “La consuetudine di frequentare gli studi degli artisti, di vederli vivere e lavorare negli spazi a loro congeniali è senza dubbio il modo migliore per avvicinarsi alla loro dimensione creativa e capire il senso della loro ricerca.

Entrare nello spazio lavorativo di Achille Quadrini è impresa titanica e contemporaneamente esperienza affascinante, è come muoversi in un labirinto degli accumuli: matasse di fili di ferro, lamiere, plastiche, televisori in disuso, tavole, bulloni, tele, tappi di bottiglie, mollette e poi colle e colori. Sono questi i materiali che a tempo debito troveranno giusta collocazione nelle sue opere e dialogano dialetticamente con le sculture e i quadri, a cadenzare un percorso creativo decisamente sui generis. A colpire è la stratificazione eterogenea di oggetti ingombranti e la difficoltà di rapportarsi alla loro incalzante presenza, ma quando, superata un’iniziale difficoltà, ci si inoltra nello studio come seguendo il filo di Arianna, non si può evitare di interrogarsi sulle ragioni di una manualità complessa e al tempo stesso regolata da un felice spontaneità, elemento fondante del suo carattere e del suo approccio all’arte.

Achille, infatti, si è formato guardandosi attorno, per cogliere nella quotidianità sempre nuovi motivi di ispirazione, e poi guardando dentro la storia dell’arte del ‘900 da autodidatta, osservando e studiando di preferenza gli artisti che costruiscono i loro lavori con oggetti trovati e assemblati in forme geometriche. A dominare però è la capacità di ricondurre ogni stimolo, proveniente dall’arte o dalla vita, alla sua straordinaria immaginazione ludica, che funge da filtro e al tempo stesso da elemento catalizzante.

Nello studio sui cavalletti brillano i lavori recenti, realizzati con una miriade di tappi di bottiglia, dorati, argentati, vivacemente pigmentati, incollati sulle tele a suggerire paesaggi onirici. Seminascosti dai cavalletti, quadri costruiti con vecchi cassetti recuperati da tipografie dismesse fanno capolino con i loro coriandoli di colore assemblati in forme fantasmagoriche. A un primo sguardo appaiono come opere gioiose in cui la ludicità e l’ironia padroneggiano, ma scoprendole emerge una solida struttura geometrica, che ricorda la forza elementare delle composizioni di Mondrian, il più rigoroso e radicale artista del ventesimo secolo. Emblematico in questa direzione è “Pluralità ludiche”: la struttura rettangolare nera, formata da listelli lignei che si incrociano ortogonalmente, a costruire piccole bacheche contenenti numeri colorati, richiama certamente le costruzioni geometriche care all’astrattismo, ma la rigidità della struttura è rotta dalle forme colorate, che alludono inequivocabilmente a una dimensione affabulatoria, in cui sollecitazioni di natura diversa trovano il loro equilibrio. E proprio nell’indubbia capacità di creare sinergie visive con elementi tra loro lontani e talvolta discordanti si ritrova la caratteristica specifica del fare artistico di Achille Quadrini.”

 

Ecco la nota che ha redatto il critico teatrale Pino Cotarelli sull’artista di Frosinone: “Del maestro Achille Quadrini, prima ancora delle sue opere, colpiscono la disponibilità, la delicatezza e la gentilezza, che rivelano un uomo di sensibilità, non solo artistica, che coinvolge per la sua immediatezza e spontaneità nel rapporto umano. L’ospitalità è considerata dal maestro sacra ed è caratteristica principale dei Frusinati, che accolgono nella loro splendida cittadina, diverse manifestazioni popolari nelle quali dispensano, oltre alla cortesia, diversi prodotti tipici della zona a cominciare dall’ottimo vino che si può bere gratis a fiumi, nella festa delle “Cantine Aperte”, dove anche il nostro maestro fa gli onori di casa “servendo”, umilmente, nella cantina dei suoi avi, la marea di giovani e meno giovani che, in questa manifestazione enogastronomica e tradizionale ciociara arrivano da ogni parte della Provincia di Frosinone e d’Italia. Il maestro Achille Quadrini è alla continua ricerca di nuove forme d’arte e lo si evince anche dalla sua produzione che, nel tempo, ha attraversato pittura, scultura, composizioni con materiali diversi fra cui metallo, carta, plastica, etc. …  Mi ha sempre incuriosito la sua capacità di astrazione e osservazione delle cose, quasi come se per realizzare la sue opere debba avere un punto di osservazione molto alto per poter arrivare alla dimensione ottimale che vuole consegnare all’opera; è, così, che si materializzano le sue sculture, le innumerevoli pitture, le composizioni con i materiali più diversi e spesso riciclati; quadri che riportano distese di innumerevoli tetti di piccole case illuminate, legate l’un l’altra, in un’unica striscia di vita istantanea. Scenari di mondi autoriprodotti, immaginati pieni di vita altra, con strutture metalliche d’inclinazione futurista, finalizzate all’indispensabile produzione di energia vitale.

Da questi mondi il maestro torna per immergersi nelle composizioni con materiale da riciclo, utilizzando grossi punti per spillatrice che raccolti pazientemente assieme, in maniera perfettamente geometrica, riproducono scenari di città futuriste e grattacieli, che si innalzano al cielo, alternandosi con strutture orizzontali ordinate in un’architettura metropolitana moderna, che anticipa nuove organizzazioni di metropoli. Tele di varie dimensioni accolgono numerosi tappi di bottiglia, appositamente colorati, che formano soli stilizzati e che dispensano raggi rigogliosi su profili di città moderne lanciate nel futuro. Il maestro alterna la materia metallica dei tappi di bottiglia alla plastica delle costruzioni per bambini, che riprendono forma e nella loro inutilità diventano figure in rilievo di città, di case o di forme fantasiose e coloratissime. Non sono trascurate dal maestro neanche le tre dimensioni reali; infatti con una serie di sculture di globi ci anticipa quale possibile destino possa essere quello di chi trascura o distrugge le risorse naturali della terra. Meno male, però, che altri globi resistano e prospettino mondi nuovi o terre migliori e promettenti.”

 

Dopo Pino Cotarelli, ecco quanto ha scritto dal regista cine-video-tv Nando Romeo, sul miglior Quadrini, tra produzione fabulistica e fruizione giovane: “Il turning-point per la cifra espressiva di Achille Quadrini è datato 13 novembre 2010: quella sera l’associazione culturale “La rosa di Marianna“ bagna, a Frosinone, il suo new deal artistico. La mostra si intitola “Energie vitali“ e propone anche pitture-oggetto realizzate con materiali “primari”, come legno e metallo, vettori privilegiati di una pronunciata sensibilità verso i temi della natura, dell’energia pura, della storia dell’uomo: il tutto è declinato in chiave ludica per rendere al meglio la dimensione energetica derivante dal riciclo dell’oggetto scelto. Da quel momento Quadrini certifica la scelta di coraggiosa discontinuità rispetto ad accenti marcatamente figurativi e si lancia in sapienti costruzioni geometriche, paradigmi efficaci di aneliti ecologisti e vocazioni naturaliste. Le opere sono, in buona parte, realizzate con tappi, a vite e a corona, di vari tipi di bevande e la loro disposizione sui pannelli 100×100 incontra anche il favore dei più giovani. Non male in un’epoca nella quale spesso si invoca, in assenza di “buoni maestri “, la funzione didattica delle arti ed il suo potere di coinvolgimento emotivo sui grandi temi del nostro tempo. Nel suo ultimo libro “Arte contemporanea ed estetica del flusso“, l’estetologo napoletano Mario Costa afferma: “L’arte contemporanea è del tutto ininfluente dal punto di vista sociale e non agisce in nulla sul piano della formazione culturale …….”. Ci sembra che tale affermazione, di certo condivisibile in molti casi, male si attagli alla poetica per immagini di Achille Quadrini.”

 

In conclusione, ecco il nuovo testo critico completo per il catalogo del sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello che precisa una seria riflessione: “Crediamo opportuno ora riflettere sulle ultime espansioni ludiche tra energie dinamiche di Achille Quadrini, che ritorna a esporre nella sua Frosinone, negli ambienti della bella location della Villa Comunale, che, francamente, riteniamo un buon recupero per il tessuto urbano. Dopo aver girato vari paesi europei e dopo varie personali, collettive e partecipazioni a rassegne ricompare la sua voglia di essere presente in Città. Dopo la mostra nel Salone dei Convegni dello Studio di Massimo Uccioli, la Città di Frosinone offre all’artista Achille Quadrini di esporre in questa ordinata antologica, intitolata “Energie vitali e sintesi dinamiche”, segmenti della sua produzione alla Villa Comunale, luogo diventato, nel tempo, di accoglienza dell’arte contemporanea. L’ultimo Quadrini si propone davvero interessante; su tele su cui è immerso uno strato sottilissimo di grafite emergono tappi e spillette metalliche, che disegnano un modo nuovo di misurare lo spazio e i possibili valori di un nuovo “concept”. Quadrini ha percorso numerose strade e diversificato ricerche; ora, ha scelto di concentrare il suo estro in misurati e attendibili lavori, che sostanzia in un largo flashback memoriale; insomma, i suoi lavori risultano riporti memo-ludici. Dopo aver usato l’indice intinto nei colori, in maniera insolita, per essere ancor più diretto nella composizione del quadro, stupisce e incanta con tele o rettangoli di legno su cui con tappi, a vite e a corona, in metallo di varie bevande rende omaggio a varie marche, ma, sostanzialmente, ispira il sogno della fanciullezza, del divertimento sano e gagliardamente conciliante. I bambini ne restano affascinati e gli adulti seguono e rintracciano nella loro memoria passaggi di un passato, tenero e genuino. Sono opere post-pop verso cui si spostano le simpatie di tutti, bambini e adulti, con letture e ri-letture diverse, sempre intriganti. Specialmente i bambini, che ne godono la visione, si mostrano fruitori attenti, percepiscono i diversi tappi, le differenze cromatiche, la sagomatura, le minime differenze, si mostrano esperti a giudicare; loro sanno. Il tappo è il residuo metallico della bottiglia della bevanda preferita o di quella alternativa che si gusta, di tanto, che loro usano, riutilizzano, fanno entrare in gioco. Il cerchietto metallico con le pieghe a ventaglio dentato è un oggettino lucente, colorato, sonoro, incredibilmente ludico; per tutto ciò piace ai bambini e ai ragazzini che ci giocano ricreando rapidi triangoli d’azione coi piedi o rapidi giochi sottomuro, e non solo. Dai tappi alle spillette, dalle mollettine ai minimali moduli “lego” sino a una sofisticata  molteplicità di quadrati ordina e dispone il senso della moltitudine, la percezione di una proliferazione sia segnica che cromatica, di un accrescimento e di una riproduzione di triangoli e quadrati come sunti di vita in pannelli geometrici. Le tele o i legni 100×100 accolgono anche splendori rettangolari, differenziati ori, sovrapposizioni di neri su neri, singolari ricerche del brivido geometrico, che ragionano per astrazione. Quadrini anche con i punti metallici su una sottile veste di grafite, che copre la tela o il legno, ricompone ideali profili urbani e considerazioni metropolitane. Comunque, il pensiero pittorico di Achille Quadrini, oscillante tra pittura ludica e pittura creativa, cadenza visibilità determinate, quasi estreme e sostanzia situazioni definite; riesce, in conclusione, a motivare con poco, ma ben in assetto, riferimenti accettabili e condivisibili. Tra segno familiare, conosciuto e riconosciuto, e segno astratto, semplificato e sintetizzato, promuove una sua personale cifra stilistica, apprezzabile, plausibile e comprensibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia una risposta