CALDORO NON DA SPERANZE. NIENTE VIE DEL MARE CON SOLDI PUBBLICI. CAMPANIA CAOS TRASPORTI

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Rincari, scioperi e riduzioni dei servizi: dalla metropolitana agli autobus, dalle funicolari alle vie del mare, il trasporto pubblico in Campania è nel caos. Iniziata in sordina rispetto alle altre ormai incalcolabili emergenze napoletane e campane, la crisi del trasporto pubblico locale ha mietuto un’altra vittima. lA cancellazione del Metrò del mare, dopo dieci anni di servizio in costiera amalfitana penisola sorrentina e Cilento, insomma le aree turistiche che vanno da Amalfi, Sorrento, Agropoli, ma anche Ischia e Capri, ne subiranno danni. Proprio alla vigilia di Pasqua. E proprio chi ancora ha una economia virtuosa per questa martoriata regione.

Il motivo è sempre lo stesso: non ci sono soldi. “Per il trasporto dei pendolari abbiamo problemi tutto l’anno per il mancato trasferimento da parte del Governo del 20%”, ha spiegato il governatore Stefano Caldoro. Così, a pochi giorni delle vacanze di Pasqua, gli aliscafi e i jet che effettuavano i collegamenti sulle rotte veloci da Bacoli al Cilento, attraverso le isole e le più battute località delle coste di Napoli e Salerno si fermano. Un colpo durissimo per gli operatori turistici, che vedono sparire dai pacchetti per i visitatori un fattore attrattivo importantissimo; ma anche per i pendolari, che dovranno rinunciare ad una preziosa alternativa all’automobile, unica soluzione di fronte ad una rete di collegamenti pubblici sempre meno efficiente. LE RAGIONI DEI TAGLI E DEI RINCARI. Il fiore all’occhiello della Regione appassisce. Una caduta libera che ha mostrato tutta la sua drammaticità il primo aprile, venerdì nero in cui si sono concentrati lo sciopero nazionale del settore e l’entrata in vigore degli aumenti dei ticket, nei giorni in cui diventavano effettivi i tagli decisi per limitare il rosso delle società partecipate. Tutte sono gravate da enormi buchi di bilancio e il recupero del deficit accumulato ha portato la Giunta presieduta da Caldoro a stabilire gli aumenti del costo dei biglietti. L’assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella ha difeso la scelta sottolineando che gli aumenti sono stati necessari a mantenere tutti i vantaggi del sistema integrato, unico in Italia. “Solo per garantire questo beneficio, da vari anni le aziende aderenti al consorzio UnicoCampania accumulano perdite per ben 18 milioni di euro complessivi l’anno, cifra che va ad aggiungersi ai già disastrati bilanci”, ha detto Vetrella. IL CONFRONTO CON LE ALTRE CITTA’. Il ticket UnicoNapoli è passato da 1,10 a 1,20 euro, contro gli 1,30 euro di Palermo e gli 1,50 di Genova, e offre la possibilità di timbrare su qualunque mezzo su gomma e su ferro anche più volte nei 90 minuti di durata, ha rivendicato l’assessore. “UnicoCampania resta conveniente poi anche rispetto a Roma e Milano, che hanno biglietti singoli leggermente più economici ma di durata inferiore ai nostri e anche qui senza la possibilità di utilizzare tutti i mezzi più volte”. Tutto vero. Tuttavia, chiunque abbia mai preso la metropolitana, i treni regionali o un autobus nella capitale o nel capoluogo lombardo (le uniche città davvero paragonabili a Napoli) avrà fatto esperienza di un servizio dalla qualità incomparabile a quella napoletana e campana: mezzi più puliti, infinitamente più puntuali e molto più frequenti. Ai napoletani, invece, come per i rifiuti e la sanità, toccherà pagare più degli altri per avere un servizio peggiore. La solita, collaudata formula ‘beffa più danno’, che non può esser certo bilanciata dalla ‘soddisfazione’ di pagare il biglietto 10 centesimi in meno dei palermitani. LE REAZIONI. La decisione di interrompere il servizio del Metrò del mare ha provocato, com’era prevedibile, critiche anche aspre da parte di sindacati e opposizione. Per Mario Casillo, consigliere regionale del Pd e segretario della IV Commissione consiliare Trasporti e Urbanistica, si tratta di una scelta “assurda”, che “oltre a danneggiare migliaia di pendolari rischia di inferire un colpo durissimo all’economia dei comuni turistici proprio alla vigilia della stagione estiva. Cancellare un’esperienza vincente, che dura da nove anni, è imperdonabile”. La soppressione delle corse via mare, per il segretario generale della Filt Campania, Mario Salsano, azzoppa il turismo locale privandolo di “un formidabile volano di sviluppo”. I collegamenti marittimi dal 2001 al 2008, continua Salzano, “hanno visto una forte espansione del servizio di trasporto marittimo, con nuove linee e nuovi scali e un bacino di 1.650.000 passeggeri (fonte ACAM)”. OPERATORI CILENTANI ‘INDIGNATI’. Gli operatori turistici del Cilento, che la notizia dello stop al Metrò del Mare dicono di averla appresa dai gornali, chiedono un incontro urgente con l’assessore Vetrella. In una nota diffusa da Cilentoturismo.it, che riunisce le associazioni turistiche del Cilento e del Vallo di Diano, esprimono “indignazione”. “Nonostante nei mesi passati – si sfogano in una nota – l’Associazione avesse invocato un incontro per pianificare le azioni da mettere in campo per salvaguardare il Metro del Mare, che nelle scorse stagioni ha rappresentato il fiore all’occhiello dell’offerta turistica dell’intera regione, la risposta è pervenuta a mezzo stampa, senza tenere minimamente conto di quelli che saranno i danni di immagine ed economici che tale soppressione causerà all’economia del territorio”. “Tale scelta – continuano gli operatori – rappresenta un’ennesima offesa alla dignità ed all’orgoglio degli imprenditori cilentani ancora una volta prevaricati da scelte fatte sulle loro teste senza essere ne consultati né rappresentati”.