Scattano i primi rimpatri, in 33 a Tunisi

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ROMA. Nella notte ne sono stati portati via trentatre, con un volo speciale partito da Lampedusa e diretto a Tunisi. Oggi ne saranno riportati a casa altri 74. Sono i primi rimpatri eseguiti in base all’ accordo siglati fra il governo e italiano e quello tunisino. Torna a casa, d’ora in avanti, chi è arrivato dopo il 5 aprile, la data spartiacque.
 A chi ha avuto la fortuna di arrivare prima resta invece la chance del permesso di soggiorno temporaneo deciso ieri dal consiglio dei ministri per disinnescare la bomba politica delle tendopoli e appianare i contrasti con la Lega.
 Il difficile accordo con le autorità provvisorie di Tunisi ha mosso dunque i primi passi con il decollo avvenuto ieri sera, poco prima delle nove, dall’isola siciliana. Lo ha confermato il ministro dell’interno Maroni. Rimpatri facilitati e pattugliamenti di spiagge e coste, dice il testo firmato tre giorni fa dal ministro dell’interno Roberto Maroni e il suo omologo Habib Hesseid, in cambio di mezzi e personale di addestramento. Ai tunisini sarebbe stata garantita una fornitura – consegna immediata – di 28 fuoristrada giapponesi a qui si aggiungono 14 motori Caterpillar da installare su lance e motovedette. Seguirebbero 20 postazioni pc fisse, 20 metaldetector portatili destinati alla circolazione transfrontaliera e altro materiale informatico. Lo scopo è quello di rafforzare la cooperazione in in materia di sicurezza «al fine di prevenire l’attraversamento illegale delle frontiere». Da qui l’impegno allo scambio in tempo reale di ogni informazione operativa.
 Quanto ai rimpatri facilitai l’accordo dice che la verifica della cittadinanza tunisina degli irregolari arrivati dopo il 5 aprile, «sarà realizzata nel luogo di arrivo in Italia, sulla base di procedure semplificate» e che «la riammissione dovrà sempre realizzarsi alla presenza dell’autorità consolare tunisina e nel rispetto dei diritti dell’uomo e della dignità umana».
 Ma il governo, ieri, ha preso anche altre decisioni. Ha nominato commissario all’emergenza immigrazione il capo delle Protezione civile Franco Gabrielli. Sarà lui ad occuparsi dell’accoglienza e dell’intesa i raggiunta con le Regioni. Intesa che partendo dal via libera alla concessione di 23mila permessi di soggiorno temporanei per motivi umanitari – vittoria delle Regioni – dovrebbe portare allo smantellamento delle tendopoli, a partire da Manduria, e alla redistribuzione degli sfollati su tutto il territorio nazionale in strutture a capienza limitata. Un piano sul quale alla fine sono rientrate anche le dismissioni del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, che ha «apprezzato la decisione di concedere i permessi, lo sforzo per un’equa distribuzione dei clandestini e non solo dei profughi, e i segnali di ridimensionamento di alcuni siti al sud». Un risultato importante per Berlusconi che ha così scongiurato il rischio di una rottura con la componenete alemanniana del Pdl in rivolta.
 L’accordo raggiunto a Palazzo Chigi con i Governatori è stato presentato al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha avuto parole di elogio per la collaborazione dimostrata da tutti i soggetti. Restano gli attriti con la Francia e con molti dei 27 stati membri della Ue che sono restii ad accogliere clandestini emigrati per motivi economici. «Ora bisogna raggiungere un atteggiamento condiviso anche in sede europea, ha commentato il presidente esortando a «superare tensioni e incomprensioni su Schengen».

(n.a.) fonte La Citta

proposto da Michele Pappacoda