COSTA D´AMALFI: PROGETTUALITA´ COMUNE PER COSTRUIRE IL FUTURO

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Ulteriore contributo di idee per un dibattito dei candidati tra loro e con i cittadini per animare la campagna elettorale in atto

 

Il mio ultimo articolo sulla “Città/comprensorio Costa di Amalfi” ha fatto registrare un consistente numero di lettori Ciò mi spinge a qualche ulteriore riflessione sul tema; anche perchè avevo promesso di dare un contributo per riempire di contenuti la campagna elettorale  sul territorio. Ci provo, convinto come sono che storia ed economia vanno nella direzione  dell’accorpamento dei comun, sulla base della contiguità geografica e nella logica, quindi, della identità di storia, tradizioni e, soprattutto, economia, con l’obiettivo di fornire ai cittadini servizi più efficienti, un programma di sviluppo condiviso, realizzando, tra l’altro, una ottimizzazione delle risorse.

 

Per giustificare la  nascita di una “Città/Comprensorio o territorio”, che di si voglia, forse è opportuno partire, anche se sinteticamente, da lontano

 

LA STORIA.

 

 Già intorno al Mille da Cetara a Positano, ed oltre, si sviluppò la Repubblica Marinara, che fu potente sui mari e diede vita ad un meticciato di culture e di civiltà nel Mediterraneo e stupì i visitatori per la prismaticità delle attività economiche e per il fasto della vita civile (chiese, palazzi, giardini, costumi sociali,ecc.) sulla terraferma. Poi il declino sul mare e la conseguente riconversione economica nella protoindustria (cartiere, ferriere, mulini e pastifici,ecc.) nelle insenature a penetrazione di colline e montagne con lo sfruttamento dei corsi d’acqua come energia motrice. Successivamente un ulteriore declino anche in queste attività economiche e conseguente nuova riconversione con investimenti nell’agrumicoltura, nella vitivinicoltura e nelle attività silvopastorali, fino alla esplosione del TURISMO, che prese le mosse dall’eco dei réportages dei viaggiatori del Grand Tour e dall’incantamento di artisti, che trasferirono emozioni sulle tele o nelle pagine di letteratura. Di qui prese l’avvio la frantumazione, nel corso dei secoli,dell’unità amministrativa della Repubblica e susseguente Ducato e vennero fuori i comuni che velleità di piccolo potere di potentati di famiglie gentilizie,prima, e miopia di politici senza respiro di futuro, poi, hanno accentuato ed ulteriormente polverizzato, soffiando sul fuoco dell’orgoglio del municipalismo asfittico fino alla cristallizzazione attuale.

 

L’ECONOMIA

 

Il turismo che è stato, è e resta la struttura portante del territorio impone una visione  d’insieme dello sviluppo, che privilegi:a)ottimizzazione delle risorse;b)efficienza dei servizi;c) progetto unitario di promozione per essere competitivi sui mercati nazionali ed internazionali.

 

 Di qui la necessità, quindi, di una “governance”, come si dice oggi, unica, che trovi in un solo sindaco,  che gestisca l’interio territorio , valorizzando al meglio le risorse e monetizzando le opportunità offerte dai mercati.

 

E’ opportuno precisare che  la nuova  Entità Amministrativa non cancellerebbe nè storia, nè tradizioni, nè tipicità delle attuali comunità, che avrebbero, invece, ruolo e funzione di “municipalità”, alla stregua di quelle attuali nelle grandi città, portando nella nuova assemblea elettiva voce, esigenze, bisogni e speranze dei loro cittadini.

 

Il tema è interessante e non va preso sottogamba nè dagli amministratori nè dagli amministrati E come scrivevo  già qualche anno fa si potrebbe anche ipotizzare di indire un  REFERENDUM  per coinvolgere tutti i cittadini della costa ad una scelta da condividre con la forza sacrale della democrazia.. La motivazione forte sta nella necessità improrogabile di parlare una sola voce nel settore della progettualità e della promozione del turismo,che comporterebbe risultati più validi e concreti  con minore dispendio di risorse pubbliche e private,il che, con il vento che tira, non è cosa di poco conto

 

E’ una bella battaglia, necessaria, utile, entusiasmante, da fare e da vincere fin da subito. E sarebbe opportuno che   sindaci e consiglieri comunali si mettessero alla testa di questa pacifica rivoluzione, a cominciare  da Amalfi che per storia, tradizione e posizione geografica è destinata al ruolo di città/leader, per analizzare, con serietà e senso di responsabilità, la proposta, per non farsi trovare impreparati all’appuntamento che ,secondo me, è dietro l’angolo.Se mi è consentito un augurio, che è anche una speranza: VOLIAMO ALTO senza impantanarci nella polemica spicciola o nell’autopromozione sfacciata, che può soddisfare un momento di vanità personale, ma, alla lunga, diventa sterile ed improduttiva per i piccoli protagonisti del campanilismo becero e, quel che è peggio, per lo sviluppo del territorio…

 

Ma la responsabilità maggiore, in questo momento ricade sulle spalle dei candidati del territorio, Andrea REALE del Pd, Luigi MANSI di Sel e Giuseppe GUIDA di Fratelli d’Italia. Se ne facciano carico e in questo mese di campagna elettorale, ognuno per la propria parte politica, battano paesi e contrade della Costa, chiamando a raccolta gli elettori, tutti gli elettori per la realizzazione di un prigetto condiviso.Si dividano su altri temi,ma su questo no. E, all’occorrenza, stringano tra loro un patto.Così facendo lavoreranno per il futuro del l’intero territorio, Ci provino ed indicheranno a tutti per il presente e per il futuro un nuovo e più fecondo modo di fare politica

 

E, se  è necessario reclutino le migliori intelligenze e professionalità della propria area politica per arricchire e riempire di ulteriori contenuti  questa IDEA/PROGETTO. Diversamente anche questa  campagna elettorale registrerà una ulteriore occasione perduta e sarà servita soltanto ad una passerella di vanità, che lascerà qualche flebile traccia nella fatuità dell’apparire e nessuna nella concretezza dell’essere. Da parte mia un sincero augurio di fecondo Buon Lavoro per i candidati senz’altro, ma anche e soprattutto per il territorio.

 

Giuseppe Liuccio

 

g.liuccio@alice.it