Acerno fuga d´amore finita in tragedia si impiccano con la stessa corda

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Acerno Salerno. Duplice suicidio in montagna: è finita in localitá Piano del Gaudo ad Acerno una fuga d’amore dalla Valle dell’Irno. Lui – A.R., 64 anni, residente a Lancusi di Fisciano – e lei – L.P., 45, di Baronissi e residente ad Orignano – scomparsi dalle rispettive abitazioni lo scorso 28 marzo, si sono tolti la vita impiccandosi ad un albero con la stessa fune, più volte intrecciata per ricavarne un doppio cappio. I loro corpi sono stati trovati nel tardo pomeriggio di ieri, grazie a un cercatore di legna insospettito dalla presenza di un’auto in sosta poco lontano dal punto del suicidio. Secondo un primo esame sui cadaveri, la morte è attestabile tra le quarantotto e le settantadue ore prima. • Era giá da alcuni giorni che le persone di Acerno che frequentano quel tratto di montagna, raccontavano di quell’auto – una Fiat Punto di colore grigio – ferma tra i faggi e nascosta dalla vegetazione, parcheggiata a una cinquantina di metri dalla strada montana che collega il paese a Calabritto, in provincia di Avellino. La vettura non era visibile dalle auto in transito sulla strada e solo chi si muove a piedi nei boschi poteva vederla. Uno dei cercatori di legna ha segnato il numero di targa e lo ha comunicato ai carabinieri ed alla polizia locale. La verifica ai terminali ha permesso di scoprire che si trattava dell’automobile di A.R., un pensionato di Lancusi scomparso da casa giá da una decina di giorni. • Sul luogo della segnalazione si sono portati subito i carabinieri e la polizia locale che hanno avviato le ricerche. Nell’auto è stata notata anche una tanica di varichina che ha fatto presagire qualcosa di tragico. Carabinieri e vigili hanno allargato le ricerche nell’area intorno al ritrovamento della Punto. A circa 150 metri, in un punto scosceso, sono stati trovati i due cadaveri. Erano appesi allo stesso ramo e con la stessa corda, a poche decine di centimetri l’uno dall’altro. Il movente non è ancora chiaro, forse il rimorso per aver lasciato le rispettive famiglie. • Il magistrato di turno alla Procura di Salerno, diretta dal dottor Franco Roberti, informato del ritrovamento dei cadaveri ha incaricato il medico legale Giovanni Zotti di eseguire il primo esame esterno. Per il coroner che è stato sul luogo del ritrovamento, non ci sono dubbi sulle cause del decesso. La morte, secondo una prima valutazione sarebbe avvenuta minimo due giorni fa e da non più di quattro. Anche le stesse testimonianze dicono di aver notato l’auto ferma nello steso posto da alcuni giorni. A.R. e L.P. avevano scelto per il loro insano gesto un luogo lontano dal paese – il posto del ritrovamento è a non meno di dieci chilometri dal centro abitato di Acerno – e poco frequentato, se non dai cercatori di legna o di funghi. • Le indagini sul duplice suicidio, condotte dai carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretta dal capitano Giuseppe Costa, e dai militari della locale stazione, sono proseguite fino a sera. Anche al buio i militari, con l’aiuto di torce hanno proseguito le ricerche intorno all’auto alla ricerca di elementi utili. Gli investigatori lavorano anche alla ricostruzione del tragitto fatto dai due per arrivare ad Acerno. Di sicuro erano arrivati a Piano del Gaudo da qualche giorno. Il giovane che ha fatto scattare le ricerche, sostiene infatti di aver visto la Punto da un paio di giorni. Massimiliano Lanzotto (La Città)