Perdifumo Cilento Salerno, il paese ricorda su Facebook quando rischiò tonnellate di spazzatura sulla testa

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Minuti, ore, giorni contati, paese caratteristico del Parco del Cilento, poteva diventare satellite di tonnellate di spazzatura di Napoli e provincia. La cronaca di un giorno di aprile del 2006, si apre con un servizio di una tv locale che fece calare il gelo sulla comunità di Perdifumo, Mercato, Vatolla. il testo scritto di quella notizia, su Facebook, a ricordo, così recita la pagina Facebook della lista Risveglio popolare che in quell’anno vinse le elezioni comunali.

Dal Cilento continuano a sollevarsi cori di protesta contro la discarica da realizzare a Perdifumo e di conseguenza il dibattito sulla questione rifiuti infiamma di nuovo gli animi. Non è trascorsa neanche una settimana dalla firma del protocollo d’intesa per la provincializzazione dei rifiuti ed è già polemica. Perdifumo ed altri comuni del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano insorgono ed Alleanza Nazionale si schiera apertamente con la comunità cilentana. Secondo i dissidenti del protocollo siglato assieme al Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti, Bertolaso, la localizzazione della discarica a Perdifumo è assurda, sia dal punto logistico per problemi di viabilità, sia sotto il profilo idrogeologico, a causa dell’impermeabilità del sito individuato, troppo vicino alle falde acquifere della zona. Alle proteste prova a mettere fine il presidente della Provincia Angelo Villani che sottolinea come “il tempo delle vacche grasse sia finito”. «Togliamoci dalla testa la possibilità di “esportare” spazzatura fuori dalla provincia o dalla regione» – ha tuonato Villani. Il presidente della Provincia ha evidenziato come sia necessario smettere di pensare che altri debbano risolvere i nostri problemi ed ha aggiunto che, qualora a Perdifumo dovessero emergere problemi di natura ambientale, è giusto che la discarica non venga realizzata, ma questo lo stabiliranno gli addetti ai lavori. «La provincializzazione della gestione dei rifiuti – ha concluso Villani – implica una forte assunzione di responsabilità.
Giovanni Farzati