SALERNITANA FINANZA IN SEDE

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ati dalla Procura della Repubblica diVallo; la Guardia di Finanza ed i carabinieri che entrano nella sede del club per sequestrare contratti e altri documenti contabili della societá: è il nuovo fotogramma che fa tremare la Salernitana. • Alla 9 di ieri agenti tributari della Guardia di Finanza di Salerno, insieme ai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, su disposizione del sostituto procuratore diVallo Alfredo Greco, hanno bussato alla porta della sede: erano in 9 ed avevano un mandato di perquisizione e di sequestro. Nell’atto riportate le accuse per Antonio Lombardi, proprietario della Salernitana e Francesco Rispoli, amministratore unico della societá da marzo 2007 sino a febbraio 2011, pluri squalificato in ambito sportivo e che tra qualche giorno dovrá rispondere in tribunale, sempre penalmente, per mancato versamento dell’Iva 2008: i due sono indagati per calunnia e, filtrerebbe, anche accusati di reato simulato. Finanzieri e carabinieri sono stati in sede per più di 4 ore, hanno atteso l’arrivo prima del segretarioD’Ambrosio e poi dell’avvocato del club D’Aiuto. Sono andati via con le copie dei contratti di Francesco Caputo e di Mariano Stendardo e con altre documentazioni relative ai pagamenti dei due giocatori. • L’indagine giudiziaria, partita mesi fa, è legata alla vicenda legata ad assegni emessi nel 2009 dal club in favore dei due giocatori al momento dell’ingaggio, della successiva denuncia di smarrimento del libretto d’assegni presentata dalla societá (Rispoli, il 2 luglio 2010) che aveva portato al mancato incasso (fuori termine per il protesto ma insoluto) per i giocatori, accusati poi di ricettazione.Vicenda che aveva poi portato agli interrogatori di Caputo e Stendardo sino alla richiesta di sequestro degli assegni da parte del club (rigettata il 26 gennaio quella controCaputo): ad essere indagati ora sono Lombardi e Rispoli. • Vicenda penale che si somma a quelle civili e sportive: al tribunale diSalerno pendono decreti ingiuntivi e opposizioni mentre sportivamente il Collegio Arbitrale ancora non s’è pronunciato sui mancati pagamenti lamentati dai giocatori e la circostanza legata a quella delle ultime due mensilitá (maggio e giugno) potrebbe costare un nuovo deferimento di Palazzi che ha ricevuto da mesi dalla Covisoc l’esposto dei legali dei giocatori. • Dalla vicenda penale la Salernitana rischia zero: la responsabilitá è personale.Secondo il racconto fatto mesi fa da uno degli avvocati dei giocatori (le vicende Stendardo e Caputo sono simili) e poi dai giocatori, fu Lombardi in persona a consegnare gli assegni firmati da Rispoli (su un conto del club su cui poteva operare anche un altro ex tesserato) al procuratore dei giocatori Gaetano Fedele alla presenza dell’allora ds granata Acri. Così il 27 gennaio l’avvocato diCaputo, Malagnini raccontava a “la Cittá”: «Sul contratto federale venne scritta una cifra non elevata così che il club potesse pagare meno tasse e contributi.Al giocatore veniva contestualmente assicurato un extra, un assegno di 140mila euro su cui doveva pagare le tasse. Finita la stagione, la Salernitana prendeva tempo mentre Caputo insisteva.Stanco del tergiversare andò in banca per incassare ma l’assegno tornò indietro». • Il 2 luglioRispoli intanto presentava denuncia di smarrimento di due assegni (l’altro quello diStendardo): perciò fu fatta segnalazione del mancato incasso del titolo.Intanto il 27 agosto l’a vvocatoMalagnini scriveva al club: «Qui la contraddizione della societá è palese. Scrivo al club facendo notare che l’assegno diCaputo è tornato indietro.Dalla Salernitana nessuna risposta.Le indagini proseguono e soltanto il 3 gennaio Rispoli, richiamato dalla sede, dice di essere venuto a sapere chi è in possesso dell’a ssegno, e cioé Caputo».Da allora una serie di interrogatori, di sequestri e di ribaltamenti di scena, fino al blitz di ieri. (La Città)