Salerno. Insetti killer altre 320 palme dovranno essere abbattute

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Solo per riparare i danni prodotti dal coleottero rosso, l’insetto killer che ha ucciso impietosamente esemplari di palme delle Canarie nell’ambito del territorio comunale, palazzo di città dovrà impegnare nei prossimi mesi una somma che ammonta a 400mila euro. Soldi che verranno spesi esclusivamente per interventi di abbattimento e messa in sicurezza dei fusti colpiti dalla invasione dell’insetto e che potrebbe causare problemi anche per la salute dei cittadini. Sono ottocento le palme delle Canarie abbattute sino a oggi tra Lungomare Trieste e zona orientale dai responsabili del Verde pubblico del Comune. Ma non è finita qui. Come confermano i responsabili del settore, ci sono ancora 320 palme che attendono solo di essere abbattute avendo oramai presentato i primi sintomi della malattia legati all’incubazione del virus. Il punteruolo rosso li ha segnati. Tempo ancora uno, due mesi (le larve hanno un’incubazione di quattro mesi) e il nuovo, doloroso programma di abbattimenti stilato da palazzo di città sarà portato a conclusione. In tre anni di intense e frenetiche attività di abbattimento il Comune ha sostenuto una spesa pari a 300mila euro, è facile pensare che molto ci sia ancora da fare. «Senza voler cedere ai toni allarmistici, non sbagliamo se diciamo di trovarci in piena calamità naturale, purtroppo è triste dirlo, ma Salerno è solo una delle tante tappe percorse dal coleottero lungo il Tirreno», afferma Biagio Scanniello, responsabile dell’ufficio Verde pubblico ed esperto nella malattia da punteruolo rosso che sta affliggendo le palme delle Canarie. Resistono per ora le palme di Washington, e a Salerno ce ne sono ancora molte, ma la certezza che vengano risparmiate in futuro anche loro ad oggi non esiste. Secondo l’esperto sono 320 le palme agli ultimi scampoli di vita per le quali il destino è ormai segnato. «Questo è un periodo tranquillo – osserva Scanniello – ma con l’inizio della stagione estiva l’insetto tornerà a colpire le poche palme ancora sane». A Salerno, dunque, a pagarne pesantemente in termini di assetto paesaggistico è stato soprattutto il Lungomare Trieste, devastato letteralmente dalla marcia dell’insetto che ha fatto strage dietro di sé in altre zone affacciate sul Mediterraneo: 500 sono infatti le palme soppresse lungo la storica passeggiata a mare nel cuore della city. Ma a uscire depauperato è l’intero territorio comunale che in almeno tre anni si è trasformato in un cimitero di fusti mozzati. Al danno naturalistico stimabile addirittura tra i 2-3 milioni di euro, per la perdita di esemplari arborei di notevole pregio.

Gianluca Sollazzo Il Mattino

proposto da Michele Pappacoda

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