LAMPEDUSA, 1.700 MIGRANTI TRASFERITI IN NAVE -VIDEO

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LAMPEDUSA – Sono circa 1.700 migranti stanno salendo tramite le motovedette sui traghetti che li porteranno in altre località pronte ad accoglierli. L’operazione avviene con le motovedette che fanno la spola tra il molo Favaloro e La Superba (2.000 posti), all’ancora da quattro giorni. La motovedetta affianca la nave sulla fiancata sinistra e le persone fanno ingresso sull’imbarcazione dal portellone di poppa. «La Superba» può trasportare oltre duemila passeggeri, ma non si sa ancora quanti ne imbarcherà. Le operazioni di trasbordo sono più complesse rispetto a quelle effettuate in banchina e richiedono molto più tempo. Ieri la San Marco, che ha usato un sistema analogo, prelevando i migranti con proprie scialuppe (la cui capienza è di 140 posti), ha impiegato circa 6 ore per compiere il trasbordo di 471 persone. Sulle motovedette usate oggi il numero massimo dei posti è di circa la metà rispetto a quello dei mezzi di sbarco della nave militare.

I NUMERI Dei 3.650 migranti presenti ieri a Lampedusa, finora ne sono stati portati via 2.272 (471 con la San Marco, salpata stanotte intorno alle 2), 1.731 con la Excelsior, da poco partita, e 70 (tutti minori) con il traghetto di linea Palladio. I migranti ancora sull’isola sono 1.740, compresi i 362 dei quattro sbarchi di oggi. MOlti di questi si stanno imbarcando su altre due navi, La Superba e la Clodia. Intanto, sono attesi nelle prossime ore altri migranti, circa 400, avvistati su 5 barconi al largo dell’isola.

MINORI APPICCANO INCENDIO Ancora disagi e problemi sull’isola di Lampedusa, dove alcuni minorenni ospitati dalla casa Fraternità della parrocchia hanno appiccato un incendio nella stessa casa dove alloggiavano.  I ragazzi hanno messo a soqquadro l’edificio rompendo porte e vetri e qualcuno si è anche leggermente ferito. Sul posto è intervenuta la polizia in tenuta antisommossa e adesso la situazione sembra tornata alla calma. I ragazzi hanno inscenato questa protesta perchè chiedono di partire immediatamente.  Nella struttura della parrocchia, guidata da don Stefano Nastasi, sono attualmente ospitati 36 ragazzi, dopo che 20 sono stati imbarcati stamattina sul traghetto di linea per Porto Empedocle. Proprio stamane, quando i giovani hanno visto andar via i propri coetanei, hanno cominciato a protestare. Gli operatori umanitari, subito arrivati, hanno provato a ristabilire la calma, ma nel pomeriggio la rivolta è esplosa, nonostante la promessa che in giornata sarebbero partiti. I ragazzi hanno ammassato alcuni materassi all’esterno della casa e poi hanno appiccato il fuoco. In questo momento sono seduti lungo la strada che costeggia la struttura e lamentano il lungo periodo di permanenza nell’isola: alcuni sono qui già da 15 giorni. «Nel mio paese – dice un ragazzino a torso nudo – abbiamo impiegato pochi giorni per mandare via Ben Alì. Siamo arrivati qui per riconquistare la nostra libertà e invece ci tengono chiusi in una casa prendendoci in giro e dicendoci ogni giorno che domani partiremo».

VERTICE BERLUCONI-SARKOZY «Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ricevuto oggi una telefonata dal Presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy. Il lungo e cordiale colloquio si Š incentrato sull’emergenza immigrazione ed Š stato deciso di realizzare quanto prima un vertice tra i ministri italiani e francesi (esteri, interni ed economia) a cui parteciperanno anche il Presidente Sarkozy e il Presidente Berlusconi». Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi «Il Presidente Berlusconi e il Presidente Sarkozy – si legge ancora nel comunicato stampa – hanno concordato di continuare a tenersi in stretto contatto». Palazzo Chigi ricorda che «venerd scorso il Presidente del Consiglio aveva affrontato il tema dell’immigrazione clandestina in una telefonata con il Presidente della Commissione Europea, Jos‚ Manuel Dur’o Barroso, e ieri in un’altra telefonata con il Primo Ministro del Regno Unito, David Cameron, aveva analizzato la situazione in Libia».

FUGHE DA MANDURIA Circa 300 immigrati che erano nella tendopoli di Manduria hanno rotto una parte della recinzione e sono fuggiti sulla strada provinciale per Oria. Le forze di polizia sono mobilitate per cercare di bloccare i fuggitivi.

BERLUSCONI DOMANI A TUNISI «Andrò a Tunisi a vedere se un governo non forte e non eletto riuscirà a imporsi e evitare nuove partenze»: così ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel suo collegamento telefonico al convegno di Rete Italia a Riva del Garda.

“A LAMPEDUSA NE RESTERANNO 2500”
 «A Lampedusa la situazione è difficile. Anche questa notte sono arrivati altri 346 immigrati con gli ultimi imbarchi stasera ne resteranno 2500, le condizioni del mare hanno reso impossibile ieri l’imbarco dei profughi». Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso di un collegamento telefonico con il convegno di Rete Italia.

SBARCATI 360 A LAMPEDUSA Sono più di 360 gli immigrati sbarcati tra la notte scorsa e poco fa sull’isola di Lampedusa. Sulla prima imbarcazione, arrivata intorno alle 5, c’erano 113 migranti tra cui due minori, sulla seconda 133 tra cui nove minori e sulla terza, arrivata pochi minuti fa, 98, tra cui due donne e cinque minori. L’ultimo arrivo, avvenuto qualche istante fa, è di una imbarcazione con circa 20 migranti a bordo. Sta bene intanto il fotoreporter napoletano Giulio Piscitelli che si trovava a bordo dell’ultima imbarcazione appena sbarcata che ha rischiato di affondare. Il giovane fotografo freelance ha lasciato il molo con i poliziotti senza volere rilasciare dichiarazioni. Era stato proprio lo stesso fotoreporter a lanciare l’allarme questa mattina quando il natante aveva iniziato ad imbarcare acqua.

1600 IN PARTENZA A Lampedusa è da poco arrivata la Excelsior, della Grandi Navi Veloci, che dovrà caricare a bordo 1.600 migranti, la metà di quelli ancora presenti nell’isola. Le operazioni di imbarco – considerato il miglioramento delle condizioni meteo-marine avverranno dal molo di Cala Pisana. Accantonato, dunque, il cosiddetto «Piano B» pensato qualora la nave avesse avuto difficoltà ad attraccare e che prevedeva il trasbordo in rada con scialuppe: stessa operazione che era stata compiuta ieri quando i primi 500 migranti erano stati trasportati sulla San Marco con i mezzi da sbarco di cui dispone la nave militare, che ha lasciato la fonda intorno alle 2 di stanotte. Questo primo contingente di extracomunitari è partito in nottata da Lampedusa diretto a Santa Maria Capua Vetere. Intanto, in rada ci sono «La Superba» della flotta Grandi Navi Veloci, capace di trasportare oltre 2 mila persone e la «Catania», della compagnia Grimaldi che ne può imbarcare 800. Si dovrebbero così concludere in giornata le operazioni di svuotamento dell’isola.

MANDURIA TRANQUILLA, 1350 MIGRANTI È tranquilla la situazione nella tendopoli di Manduria dopo la fuga in massa avvenuta ieri sera di centinaia di immigrati tunisini e il loro successivo rientro a conclusione di una manifestazione per chiedere ‘liberta«. Secondo dati non ufficiali, oggi nel campo ci sarebbero 1.350 persone, 250 in meno di quelle che c’erano ieri mattina. La manifestazione di ieri sera era avvenuta mentre dinanzi all’ingresso del campo era in corso un presidio dei Cobas e di altre organizzazioni di sinistra, con l’adesione della Cgil di Brindisi. Per il cedimento di una cinquantina di metri di recinzione del Campo 2 centinaia di immigrati sono fuggiti verso i manifestanti. Tutti insieme hanno bloccato la strada provinciale che porta a Oria (Brindisi) scandendo in francese più volte le parole ‘liberta» e ‘giustizia viva l’Italià. Poi, dopo alcuni minuti, gli immigrati sono rientrati nel Centro.

TUNISINI SI NASCONDONO IN UN TIR Controlli di polizia e carabinieri sui tir e sui grossi mezzi in partenza da Lampedusa per imbarcarsi sul traghetto ‘Palladiò che oggi raggiungerà Porto Empedocle. Sono decine gli immigrati che tentano di nascondersi sotto le ruote o all’interno dei tir, ma sono stati scoperti e così adesso sono aumentati i controlli delle forze dell’ordine che stanno verificando su ogni mezzo in partenza la presenza di tunisini.

SOCCORSA BARCA IN EMERGENZA Uno scafo che imbarcava acqua è stato appena soccorso da una motovedetta della Guardia di finanza a circa 5 miglia al largo di Lampedusa. L’allarme è stato lanciato con una telefonata alle fiamme gialle da parte di un giornalista italiano che si trova a bordo dell’imbarcazione. In questo momento sta avvenendo il trasbordo di circa 100 persone su una motovedetta. Altri 3 natanti sono stati avvistati nel Canale di Sicilia: due non sarebbero lontani dalla costa mentre un altro si trova a circa 40 miglia a sud dell’isola. Stamani si erano verificati altri due sbarchi: 133 migranti sono arrivati all’alba ed altri 113 un paio d’ore fa. La motovedetta che ha soccorso i migranti in difficoltà è appena arrivata al molo Favaloro di Lampedusa e a bordo c’era anche il fotoreporter napoletano Giulio Piscitelli, che lavora per un’agenzia fotografica di Milano. Il giornalista è stato prelevato dalla polizia e non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ma un suo collega, anch’egli napoletano, Giampiero De Lucia, che si trova nell’isola, ha spiegato ai cronisti che Piscitelli si è imbarcato alle 5,30 di ieri mattina da Tunisi. I due si sono sentiti stamane alle 8,30, quando il barcone era in difficoltà e imbarcava acqua. Sul natante c’erano circa 90 persone. Mentre la motovedetta della Gdf attraccava, un’altra barca con una ventina di extracomunitari è giunta in banchina «scortata» da una motovedetta dei carabinieri.

GESUITI RECUPERANO BARCONE CON 70 CADAVERI  Una settantina di cadaveri, quasi certamente di migranti morti durante una traversata verso le coste italiane, sono stati recuperati davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. La notizia, che risale a giovedì scorso, è stata confermata all’ANSA da padre Joseph Cassar, responsabile del servizio dei Gesuiti per i rifugiati a Malta, che ha detto di averla appresa da alcuni profughi eritrei che si trovano ancora in Libia. I corpi sono stati sepolti nella stessa giornata di giovedì senza che fossero stati riconosciuti. Le vittime potrebbero far parte del gruppo di 68 migranti, in gran parte somali ed eritrei, partito dalle coste libiche e di cui non si avevano più notizie dal 25 marzo scorso. A dare l’allarme era stato don Mosè Zerai, presidente dell’agenzia Habesha che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. Il sacerdote aveva ricevuto una richiesta di aiuto lanciata attraverso un satellitare dagli immigrati che avevano riferito di trovarsi in difficoltà, senza viveri e con poco carburante. Un altro barcone con 335 persone a bordo risulta disperso da due settimane. L’agenzia Habesha e l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) anche in questo caso hanno dato l’allarme chiedendo che vengano intensificate le ricerche nel Mediterraneo.

DUE SBARCHI NELLA NOTTE Dopo la tregua durata quasi quattro giorni a causa del forte maestrale, riprendono gli sbarchi a Lampedusa. Sono due i barconi di immigrati arrivati sull’isola nelle ultime ore con a bordo più di 230 extracomunitari. L’ultimo sbarco è avvenuto intorno alle 8.30 con un centinaio di immigrati a bordo. Intorno alle 4,30 sono sbarcati in 133 tra cui 3 donne. È giallo invece su un’altra imbarcazione intercettata ieri mattina a una cinquantina di miglia da Lampedusa. La Capitaneria di porto dell’isola non esclude che il barcone possa essere stato intercettato da una motovedetta tunisina in acque internazionali e riportata indietro.

ZAIA: “TUNISIA COLLABORI” «La Tunisia deve assolutamente prendersi l’impegno di fermare i clandestini, che poi non è mica la missione sulla Luna, si tratta di bloccare due porti. Altrimenti dobbiamo rompere tutti i rapporti diplomatici». È quanto sostiene il governatore del veneto Luca Zaia in un’intervista al Corriere della Sera. «Confido nell’attività del ministro Maroni e del presidente del Consiglio nel ricondurre tutte le parti al buon senso – dice Zaia – perchè con le prove muscolari è inevitabile che finisca male», e cioè che «la situazione possa degenerare rispetto ai temi dell’occupazione e del turismo». «Io spero che domani li rimpatrino tutti», aggiunge. «Del resto mi dicono gli imprenditori che lì il lavoro c’è: con la deregulation il calcestruzzo per gli abusi edilizi va alla grande». Il governatore leghista non risparmia critiche nei confronti della Francia e dell’Europa. La Francia, afferma, «si è comportata in modo incredibile, trovando persino il modo di ignorare Shengen. Alla frontiera non stanno fermando solo i tunisini, ma anche gli italiani. Paghiamo lo scotto della campagna elettorale di Sarkozy». Quanto all’Europa, «non esiste», denuncia Zaia. «Ci riempie di direttive sulla lunghezza dei cetrioli ma quando si tratta di affrontare un’emergenza come questa ci lascia soli».

fonte Leggo

proposto da Michele Pappacoda