NUOVE ESTERNAZIONI DI PADRE NICOLA DE MARIA SULLA REALTA´ECCLESIALE E GIURIDICA DEL TRIBUNALE DI SORRENTO‏

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Riceviamo e pubblichiamo.

Desidero ardentemente un Vescovo che apra le porte dell’episcopio e le case vuote dei preti e monaci ai disperati che sono costretti a vivere in modo bestiale a Lampedusa ma non solo a Lampedusa. Queste persone e non altre come per esempio Pio IX dovrebbero essere considerati santi dalla chiesa. Costoro se non si ribellano alla loro condizione sono senz’altro da annoversi tra gli amici di Gesù Cristo che non ha avuto dove posare il capo quando è stato in terra. Santi anche sarebbero per esempio quelli che a qualunque religione appartengano stanno lavorando in Giappone per i loro fratelli pur sapendo che è certa la morte per cancro come è stato a Chernobyl. Tutta l’attenzione della gerarchia ecclesiastica dovrebbe convergere sulle tematiche suddette piuttosto che attardarsi su tematiche (vedi quelle etiche) che servono solo a crearsi nemici e far vedere la fede cattolica; questo ho sentito dire diverse volte in tv attraverso il mio carissimo don Carlo come altri prima di lui (don Milani, don Mazzolani, don Puglisi) hanno trovato molta ostilità nei loro confratelli che al dire di Gesù, a differenza di Giovanni Battista, stanno nei palazzi (vedi anche quelli di propaganda fide che ben conosce il Cardinale Sepe) e vestono sontuosamente bramando anche di ricevere appellattivi di eminenza, eccellenza o addirittura santità. Io mi auguro perciò che il nuovo Vescovo dica già all’ingresso che non gradisce l’appellativo di eccellenza ma solo quello di fratello e che gli parlino col tu. Concludo dicendo che senso ha proclamare santo Papa Woytila e non farlo per il Cardinale Romero, martire moderno, quando nei primi tempi della chiesa subito venivano proclamati santi solo i martiri subito dopo la morte. Quanto poi alla proclamazione di Beato di Pio IX non è sembrato alla gerarchia clericale che avrebbe meritato un riconoscimento Garibaldi piuttosto che Pio IX in quanto che Garibaldi gli storici se lo presentano come uomo affatto individualista e non malato di egocentrismo.
P.S.: La sentenza di un giudice togato emessa recentemente dal tribunale di Sorrento a danno della chiesa di San Biagio e a vantaggio della parrocchia di Sant’Agnello. Lo stesso dicasi di sentenze dello stesso tribunale: una a danno della onlus Eleonora Crawford e don Onorio Rocca, che quella di sfratto coatto dal risto-mensa di piazza Cota a Piano e dalla casa dei Padri Sacramentini di Piano. Tutto ciò è potuto avvenire in seguito a comportamenti verso padre Nicola De Maria del Vescovo Cece che resta ancora aggrappato alla sedia gestatoria nonostante siano stati superati i limiti di tempo a lui consentiti dalle leggi canoniche attuali. Sono certo che se al vescovo Cece succedesse il vescovo Arturo, come il sagrestano di San Michele va dicendo, le situazioni suddette si perpetuerebbero nel tempo e tra l’altro fra’ Nicola verrebbe espulso anche da San Biagio come va dicendo il parroco di Sant’Agnello. Allo stesso per sentenza del giudice fra’ Nicola deve restituire le pigioni riscosse per la proprietà Maresca dall’agosto 2009 al marzo 2011 invece che ricevere dal parroco di Sant’Agnello le somme da lui prese dal 2006 all’agosto 2009. Se i giudici togati sono capaci di questo figurarsi che cosa possono combinare i giudici supplenti.
Don Nicola De Maria rettore di San Biagio prete dei clochard.