De Luca Amalfi lascio il PD sono gerarchetti

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Antonio De Luca, sindaco di Amalfi da 10 anni, non rieleggibile e, probabilmente, non ricandidato (ora lavora come medico cardiologo all’ospedale a Salerno dopo aver lasciato il Pronto Soccorso Attivo di Castiglione di Ravello presidio sanitario della costiera amalfitana )  ha fatto affiggere  un manifesto in cui spara a zero su quella che definisce «una deriva clientelare ». In un colpo solo dice addio al Pd e ufficializza la fine di «Progetto Amalfi», la compagine civica che lo ha sostenuto per ben due mandati di fila. Ovvero gli ormai ex compagni di cordata. «Ringrazio tutti i dirigenti del Pd, ma alla luce degli eventi locali e provinciali preferisco abbandonare il partito», dice De Luca a margine della sua esternazione pubblica a doppia firma con l’assessore Giuseppe Camera. «La gente deve sapere che un soviet di gerarchetti di periferia – esordisce il manifesto come  riporta Il Mattino – si è arrogato il compito di varare una nuova lista in occasione delle prossime amministrative, escludendo quanti, pur avendo dato un contributo decisivo per i successi e le realizzazioni di Progetto Amalfi, hanno manifestato di dissentire dalla loro impostazione clientelare che privilegia la ricerca del consenso spicciolo, in una logica mercantile che nulla ha da spartire con la capacità di affrontare e risolvere le problematiche cittadine». Accuse pesanti, indirizzate anche a parte della giunta e del consiglio comunale, che scaturirebbero dalla ricerca di nuovi equilibri e di nuove prospettive politiche in vista delle comunali di maggio. De Luca e Camera annunciano l’impegno per contrastare «la deriva clientelare a favore di pochi»: «Fiduciosi che gli amalfitani sapranno respingere tale concezione passatista che tanti danni ha prodotto ed è la vera ragione dei ritardi che affliggono la nostra città, vogliamo rassicurare che non abbandoneremo la lotta perché Amalfi si doti di una compagine di uomini e donne, capaci e corretti, che abbiano la ferma volontà di perseguire il bene comune».

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