Ravello Della Pietra auditorium obbrobrio bisognava pensare alla villa Romana

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L’auditorium è un obbrobrio e bisognava pensare alla Villa Romana di Minori a dirlo è il sindaco di Maiori Antonio della Pietra che ultimamente si sta facendo portavoce dei colleghi della costa d’ Amalfi  «La costiera amalfitana è uno scenario incantevole, ma estremamente fragile che ha bisogno di interventi costanti e, soprattutto, di respirare. Non so se riusciremo a lasciare ai posteri lo stesso paesaggio». Così Antonio Della Pietra, sindaco di Maiori, nonché presidente della conferenza dei sindaci della costiera amalfitana, durante la presentazione della Giornata Fai di primavera. Il primo cittadino che si è detto orgoglioso e riconoscente del fatto che ben due luoghi nel cartellone Fai rientrano sul territorio da lui amministrato, non ha nascosto le preoccupazioni per le difficoltà che quotidianamente si incontrano per la tutela di quell’incantevole fascia costiera. Difficoltà, dovute non solo alla mancanza di risorse economiche, come spiega, ma anche a leggi e cavilli che complicano il già difficile compito. Preoccupazioni, ma anche provocazioni. Come quella sull’Auditorium di RAVELLO, «un progetto estraneo all’architettura del territorio». «Un obbrobrio», come lo definisce provocatoriamente il primo cittadino, del quale si poteva fare a meno, per il sindaco, visto che con i suoi 400 posti non ha la forza di tenersi in piedi da solo, mentre altri beni culturali della zona, come la villa romana di Minori «è lasciata in uno stato di degrado assoluto, sgretolata dal vicino torrente o il Faro di Capo d’Orso, che rappresenta l’altra emergenza culturale». Insomma per Della Pietra prima di realizzare nuove opere bisogna salvaguardare il patrimonio artistico e culturale esistente e soprattutto metterlo in rete. I turisti visitano la costiera solo per il mare e la vera sfida consiste nel mettere in rete tutte queste bellezze architettoniche e storiche, chiese e monumenti nella maggior parte dei casi difficili da raggiungere, anche per le condizioni della viabilità, spesso destinate al degrado e all’abbandono. Solo creando una rete, conclude, saremo in grado di offrire ai turisti non solo la fruizione della costa e del mare, ma di tutto il nostro patrimonio che non è solo ambientale e che è costituito anche da storia, tradizioni e dalla cultura dell’ospitalità

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