Positano Valore Donna per otto giorni il paese in rosa. Ecco come è nata la manifestazione

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Trecento storie di donne, più di mille foto. Per otto giorni Positano in costiera amalfitana si dipinge di rosa. Maria Rosaria Manzini, architetto, di origini abruzzesi, sposata e integrata a Positano, madre di tre bellissimi gemelli, dirigente dell’associazione Posidonia, è l’ideatrice e direttrice artistica di Valore Donna la manifestazione  che  inizierà sabato 2 aprile con eventi, spettacoli e una mostra al museo del viaggio. ”Mi sono sempre occupata delle problematiche femminili – spiega Maria Rosaria Manzini -. Da studentessa di architettura ero responsabile dell’ACLI in provincia di Chieti in Abruzzo del settore della promozione femminile, e ho lavorato tanto per questo andando in giro per informare le donne sulle tematiche femminili” Come nasce questa iniziativa?  “L’iniziativa è nata come idea alternativa ma non in contrapposizione  alla festa della donna che è stata possibile grazie alla sensibilità del Comune di Positano e del sindaco Michele De Lucia che ha creduto in questo evento. Non vedevo questo momento come una celebrazione da ricordare davanti ad una pizza. Volevo un momento di riflessione e di esternazione di ciò che ha fatto e fa il mondo femminile, in particolare a Positano, dove molti non sanno che sono proprio le donne che hanno iniziato molte attività e hanno dato spunta alla loro creatività” Positano esprime una creatività particolare?  “Positano ispira una creatività particolare, in specie per le donne. Qui le donne hanno un’autonomia notevole e gestiscono anche attività imprenditoriali, ma non è solo questo. Le donne sono in contatto con tutto il mondo, questo le porta ad aprirsi a nuove realtà e a confrontarsi con esse e quindi hanno sviluppato uno stile di vita e capacità di adattarsi, trasformarsi e inventarsi con idee e iniziative per adeguarsi a tutte le circostanze” Quali storie ti hanno  colpito? “Tutte sono particolari. La restauratrice che con la crisi che ha investito la cultura in Italia, oltre a far la commessa per esigenze immediata si è reinventata creatrice di gioielli, le donne imprenditrici poi a Positano hanno tutte una storia da raccontare. Sono storie da mettere in luce e far ricordare, queste donne sono la metà della memoria di questo territorio che merita di essere conosciuta”  Come hanno risposto le donne a questa iniziativa? “Hanno aderito circa 300 donne, di ottanta abbiamo fatte le schede con traduzione in inglese, curata dalla dottoressa Simona d’Urso, con più di mille foto. Le donne hanno risposto con entusiasmo, curiosità ed interesse.  Un grazie particolare a Dora Parlato che ha curato i contatti con il territorio e tutte le donne che hanno collaborato, sono loro stesse che hanno dato vita alla manifestazione”