LAMPEDUSA ESPLODE, 6 NAVI PER TRASFERIRE I MIGRANTI

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LAMPEDUSA – ROMA – Nella polveriera di Lampedusa esplode la rivolta anti-immigrati. Un presidio spontaneo è stato organizzato nel porto, con i barconi dei migranti posizionati dai pescatori all’imbocco, per impedire l’ingresso delle motovedette militari che soccorrono i derelitti degli sbarchi. Una guerra tra poveri che sta infiammando l’isola, ormai allo stremo, dopo gli oltre duemila approdi delle ultime 24 ore. La scintilla è scoccata durante l’assemblea del comitato delle donne, alla presenza del governatore siciliano, Raffaele Lombardo. «Siete bestie» si è rivolto alle donne Vincenzo D’Ancona, presidente del Consiglio comunale. Si è sfiorata la rissa ed è subito scattato il presidio al porto, rimasto bloccato per ore prima che venisse rimosso. In difesa dei lampedusani si è levata la voce del presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco che ha chiesto al governo «un ulteriore sforzo perché si dia sollievo all’isola e ai suoi abitanti». Resta grave, però, l’emergenza igienico-sanitaria, anche se «non vi sono al momento rischi specifici di epidemie, né ci sono state segnalate particolari infezioni», fa sapere Santino Severoni, rappresentante speciale del direttore regionale dell’Oms Europa in Italia. Il piano di evacuazione prevede per domani l’arrivo di sei navi, con una capienza complessiva di 10 mila posti: dovranno trasferire tutti i migranti presenti ancora sull’isola. Lo ha annunciato il commissario straordinario, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso. Per il presidente della Repubblica Napolitano bisogna governare gli arrivi ed evitare «reazioni un po’ sbrigative a livello di opinione pubblica». Ma continuano gli scontri tra istituzioni, con il ministro dell’Interno Maroni che attacca il presidente della Regione Siciliana Lombardo, e nuove tensioni tra le stesse Regioni. «Perché migliaia di persone concentrate a Manduria?» si chiede il governatore della Puglia, Nichi Vendola, che critica i no preventivi di Veneto e Lombardia. Dopo Manduria e Trapani, è stata individuata in provincia di Pisa la terza tendopoli che sarà allestita per ospitare i migranti sbarcati a Lampedusa, In Libia intanto si continua a combattere. Gli insorti trovano difficoltà nella loro avanzata verso Sirte, nonostante il sostegno dei raid della coalizione. Anche se la Nato, che ha assunto il comando, precisa: «Applicheremo il mandato Onu in modo parziale». Oggi a Londra si parla di soluzioni politiche: Gheddafi se ne deve andare, il popolo libico sarà «libero di scegliere», fanno sapere in una nota congiunta il presidente francese Sarkozy e il premier britannico Cameron. Nella videoconferenza tra Usa, Germania, Francia e Gran Bretagna, l’Italia non è stata invitata ma – assicura il ministro degli Esteri Frattini – «non sente affatto la sindrome dell’esclusione».

di Claudio Fabretti