I Bund secondo Giancarlo Cinque

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Giancarlo  Cinque originario di Positano in costiera amalfitana scrive per il corriere della Borsa lo pubblichiamo su positanonews quotidano della costa di amalfi e sorrento

Bund: avversione al rischio, conferma dei movimenti di Giancarlo Cinque L’ andamento dei mercati in questo inizio di ottava ha manifestato come il concetto di correlazione tra i mercati sia molto attuale: ci concentriamo sulle interrelazioni tra gli indici azionari e le quotazioni del futures sul bund. Sul mercato obbligazionario della principale economia europea operano professionisti del settore, trader affermati e ovviamente gli istituzionali; questo fa si che il futures sia lo specchio dell’ avversione al rischio dell’ operatore medio-alto. Esso diventa mercato di rifugio quando le tensioni macroeconomiche e politiche incrementano (con la crisi dell’ euro-zona il bund ha toccato il suo max storico in area 135) e mercato da scaricare, invece, quando le news sono buone e la “earning-season” positiva. L’avversione al rischio, cioè la paura di perdere soldi nell’azionario, è un argomento fondamentale da comprendere per capire i mercati: quando tutti hanno paura si va sempre verso porti sicuri come il bund o l’oro. Passiamo ora all’ aspetto pratico: lunedì il ftse-mib era molto vicino all’ area dei 20000 punti, i titoli bancari vicini a supporti fondamentali (Unicredit ha rotto l’importante area a 1,5 mentre Intesa è scesa sotto la soglia dei 2 euro). L’analisi tecnica avrebbe detto di shortare i titoli finanziari e quindi anche il nostro indice, in cui il peso delle banche è notevole. C’era un particolare però, lunedì pomeriggio il bund era piatto, era sugli stessi prezzi di venerdì sera, non riusciva a salire. Gli operatori obbligazionari non percepivano una situazione così catastrofica, il loro sentimento verso il rischio dell’ azionario era sempre lo stesso della settimana precedente. In pratica gli istituzionali stavano preparando la trappola per i “pesci piccoli”, tutti short ma la percezione del rischio non cambiava. Anche martedì pomeriggio, all’ apertura di Wall Street il nostro indice veleggiava tra +0,6 +0,8%, ma il bund era piatto. Ecco che scatta il segnale long, quando il bund passa a -0,44% in pochi minuti, rompendo area 126: l’azionario diventa un porto sicuro e i piccoli investitori vengono tutti “fregati”. Per oggi, mercoledì, basta vedere la lunga candela nera del futures e quelle bianche degli indici azionari e dei titoli finanziari accompagnate dalla obbligata chiusura in perdita delle posizioni short. In pratica il ribasso di lunedì era una fase di accumulazione degli investitori istituzionali. Molti diranno: facile parlare adesso, beh ho voluto solo esprimere un concetto che ho riscontrato sui mercati in questi 3 giorni. fivegiancarlo86@yahoo.it