Ciafrone (Pdl) chiede l’eliminazione delle barriere architettoniche a Salerno

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SALERNO – «Eliminare le barriere architettoniche nel centro e nelle frazioni di Salerno». È il componente del Pdl salernitano, candidato al consiglio comunale – la conferma della candidatura è arrivata mercoledì sera -, Gino Ciafrone a chiedere maggiore attenzione per i disabili che risiedono a Salerno. L’idea di Ciafrone è quella di «apporre dei paletti delimitatori, all’altezza degli scivoli per i diversamente abili che impediscano permanentemente la sosta e il parcheggio dei veicoli a motore innanzi a tali accessi». «Vista con gli occhi di una persona diversamente abile, Salerno è una giungla inaccessibile», afferma senza mezzi termini il presidente della Netgroup Volley 1950. «Percorrerne le vie non è una passeggiata: è una Camel Trophy di ostacoli insormontabili, vicoli ciechi, passaggi impossibili. E pericoli quasi mai prevedibili». L’esponente del Pdl chiede quindi a gran voce l’impegno del futuro primo cittadino salernitano ad individuare una quota di risorse per rilanciare il programma di eliminazione delle barriere architettoniche fin dall’assestamento e ad iscrivere nel bilancio comunale un apposito capitolo di spesa in conto capitale di importo non inferiore a 60.000 euro da finanziarsi con oneri di urbanizzazione o con altra entrata immediatamente utilizzabile. Una battaglia sociale, con cui Ciafrone vuole dimostrare di voler recuperare agli errori del passato, visto l’esistenza ancora oggi di molti luoghi inaccessibili, e di garantire attraverso un nuovo sistema di programmazione, come bus attrezzati per il trasporto. «Una città che vuol definirsi moderna e civile non, può permettersi discriminazioni di sorta. La riqualificazione urbana tesa a colmare ed eliminare le barriere che rendono difficile la vita quotidiana ai diversamente abili, è un traguardo da tagliare al più presto. L’uguaglianza tra i cittadini dovrebbe essere una costante priorità per una amministrazione. A Salerno, passi in questa direzione, negli anni scorsi soprattutto grazie al lavoro delle associazioni vicine ai disabili, ne sono stati fatti. Ma ora è il momento di una nuova accelerazione. Se vogliamo infondere e diffondere la cultura del rispetto è necessario cambiare rotta. Non deve più essere tollerato e ammesso alcun comportamento superficiale nei confronti dei diversamente abili e se non lo facciamo alimentiamo il peso delle difficoltà ai meno fortunati di noi e offendiamo la loro dignità».