Salerno aumenta anche il pane

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A Salerno Il pane non costerá più 2 euro e 50 centesimi, bensì 2 euro e 80. • Ad annunciarlo, a malincuore, l’Associazione dei panificatori del salernitano, composta da settanta soci, che ha esposto, in una lettera aperta a tutti i cittadini, le ragioni alla base della “scelta obbligata” dei rincari. Aumenti insostenibili delle materie prime e dei carburanti per i panettieri, alla base del rialzo. 

«Attualmente il prezzo della farina è aumentato del 70 per cento – ha esordito il presidente dell’associazione salernitana, Nicola Guariglia – Il prezzo del pane nella nostra provincia, e del Sud in genere, è, e rimane, al di sotto della media nazionale. A differenza delle altre categorie, non abbiamo equiparato le lire all’euro, raddoppiando il prezzario come è avvenuto per tutti gli altri prodotti del nostro Paese».

Trenta centesimi in più (ovvero il 12 per cento) per il pane, dunque, per consentire ai commercianti di scongiurare i conti in passivo, come riporta Marilia Parente sul quotidiano La Città . «Se tiriamo avanti e continuiamo a vendere il nostro pane e ad utilizzare i nostri forni, è grazie al guadagno ricavato dalla vendita degli altri prodotti che distribuiamo – continua Guariglia – Di sicuro più critica, è la situazione per i fornitori che, tra costi del trasporto e quelli della farina, davvero si barcamenano tra innumerevoli difficoltá». • I panettieri del territorio, capitanati da Guariglia, fanno appello ai carabinieri del Nas e alla forze dell’ordine in generale, affinché incrementino i controlli e sanzionino coloro che non si attengono alle norme vigenti in materia di igiene e sicurezza alimentare. «Da circa tre anni, la nostra categoria è obbligata a rispettare l’Haap, sistema di autocontrollo igienico sanitario che comporta molte spese – aggiunge il presidente dell’associazione dei panificatori – Vendere, di questi tempi, il pane a meno di 2 euro, per i clienti significa acquistare un prodotto di scarsa qualitá, e per noi confrontarci con aziende non a norma, esponendoci a concorrenza sleale. Perciò chiediamo alle forze dell’ordine controlli a tappeto». • Mano tesa, comunque, ai consumatori. «Andremo incontro ai clienti – assicura Guariglia – vendendo a 2 euro e 19 centesimi al chilo un tipo di pane che richiede meno lavorazione».

La Città