DOPO IL TEATRO TROISI CONTINUA IL SUCCESSO DI BENEDETTO CASILLO CON IL SUO LAVORO "ALBOOM".

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Articolo di Pino Cotarelli – Successo al “Teatro Troisi” di Benedetto Casillo. 

 

Con il lavoro dal titolo “Alboom”, da lui ideato e condotto, Benedetto Casillo ha messo in scena al “Teatro Troisi”, il meglio di se stesso, ed è stato subito un prevedibile successo.

L’ingresso dell’attore direttamente in sala ha generato subito quel naturale feeling che ha col pubblico, al quale ha spiegato che “AlBOOM” rappresentava uno spaccato di tutta la sua vita artistica, della quale ha messo a fuoco i momenti più salienti sintetizzandoli, anticipando ciò che poi è stato rappresentato.

Una rappresentazione, di quasi due ore piacevoli, divisa in due parti; in una prima, nelle vesti di Felice Sciosciammocca per un assaggio del teatro di Petito e una seconda, con cabaret degli anni ’70 tratto da “I sadici piangenti”, in cui faceva coppia con il compianto Renato Rutigliano; quindi alcuni frammenti dei films di Luciano De Crescenzo, della serie “Bellavista”, e, infine, divertenti prese in giro di canzoni del repertorio napoletano tradizionale.

Insomma, una carriera lunga 40 anni che parte dal teatro della Gioventù Francescana (GIFRA) al C.V.E. di Napoli, che frequentava da ragazzo ed arriva al repertorio di Beckett, per il quale è stato, recentemente, premiato e del quale ne va orgoglioso.

Tutto questo fa parte dello spettacolo “ALBOOM”, una carrellata di scenette e monologhi per un esplosione di comicità intelligente, elegante, non banale, mai volgare.

Abbiamo apprezzato molto gli annddoti raccontati da Benedetto Casillo dei vari films della serie “Bellavista” di Luciano De Crescenzo, che oltre a essere un ottimo regista e bravo attore, ha sempre difeso il suo cast, nella scelta degli attori e per le scene girate e non è mai venuto meno agli impegni presi e alla sua visione del film, nonostante pressioni e tentativi di imposizioni varie.

Insomma, uno spettacolo nel segno della tradizione, ma dai ritmi moderni, stretti, serrati.

Molto gradita nel primo tempo la farsa antica e ingenua del teatro di Petito in un Felice Sciosciammocca classico simpatico, dal sapore tragicomico.

Nella seconda parte, invece, un disoccupato in cerca di lavoro all’ufficio di collocamento, uno che protesta clamorosamente sul cornicione di un palazzo, poi c’è uno scrivano abusivo che compila documenti per clienti analfabeti e, infine, canzoni del repertorio classico bonariamente prese in giro.

Il tutto per una serata da passare in allegria e in serenità, che si può recuparera nel prossimo giro di scena.

Pino Cotarelli