E continuavano a chiamarlo ospedale…

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Ravello, Costiera amalfitana. L’euforia è contagiosa. Contagiosa a tal punto che può capitare di esultare solo perché trascinati  dalla felicità collettiva senza capirne esattamente le ragioni.

L’euforia è spesso anche illogica tanto che qualche giorno dopo ci si può interrogare su cosa ci fosse di particolarmente coinvolgente da festeggiare o, addirittura, vergognarsi per essersi lasciati andare. Ancora più spesso la sola percezione di un traguardo finalmente raggiunto fa leggere in modo a noi favorevole una dichiarazione, una frase, il cui contenuto ha un valore esattamente opposto.

Non vorrei fosse il caso dell’ormai dichiarato ex ospedale di Castiglione di Ravello.

Ex, perché nonostante la profusione di ringraziamenti ad amici, ministri e commissari,  di dichiarazioni sul “io c’ero”, forse in vista di una campagna elettorale ormai prossima, è un piccolo inciso nell’ultimo decreto del on. Caldoro del 16 Marzo (quello che per intenderci ha scatenato l’ondata di euforia) a sancire la  definitiva cancellazione di Castiglione quale Presidio Ospedaliero e la sua declassazione a semplice struttura polifunzionale per la salute.

 “Si dispone che il P.O.I. Castiglione di Ravello, come ridisegnato nel decreto 49, confluisca nell’A.O.U. Ruggi d’Aragona di Salerno, che presenta la maggiore prossimità geografica” è la frase che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ad una intera colletività.

Ma quel “come ridisegnato nel decreto 49”  contenuto nel passaggio saliente del decreto del 16 Marzo che riguarda il presidio di Castiglione non ha il valore di “come previsto” (che sembrerebbe farlo diventare una sezione staccata del San Leonardo) ma di “come dismesso e riconvertito” proprio come stabilito da quel decreto 49 contro cui ci si è in questi mesi tanto lottato.

Infatti il decreto n.49  del Commissario ad Acta, On. Stefano Caldoro,  del 28 Settembre del 2010 per la “…dismissione/riconversione/riorganizzazione dei presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza e di efficacia” fotografava lo stato della struttura di Castiglione come un Ospedale dotato di 10 posti letto (3 in chirurgia generale, 2 in oculistica, 3 in ortopedia e traumatologia, 2 in terapia intensiva) e indicava in tre mesi il tempo per la dismissione con la disattivazione delle funzioni di ricovero e la riconversione una SPS (struttura polifunzionale per la salute) le cui funzioni  dovevano essere individuate nel Piano Operativo Aziendale dell’ASL Salerno.

Il Piano Operativo, successivamente approvato con la delibera del 31 Gennaio 2011 del Commissario Straordinario dell’ASL Salerno, divenuta fra l’altro esecutiva lo scorso 4 Febbraio, ha stabilito che “entro 3 mesi dalla presente, come già indicato nel piano attuativo aziendale, il PO di Castiglione di Ravello viene dismesso come presidio ospedaliero e vengono disattivati i posti letto in essere e, in accordo con le indicazioni del decreto 49, viene convertito a PSP, che ospiterà una struttura di primo soccorso utilizzando le risorse dedicate già esistenti, nonché una guardia rianimatoria che verrà utilizzata per i trasferimenti dei pazienti critici e impiegata sul territorio in supporto ai medici SAUT e alle ambulanze non medicalizzate…” nonché la riduzione dell’orario di funzionamento del laboratorio di analisi ai soli giorni feriali e a 12 ore su 24 (invece delle attuali 24 ore su 24 per 7 giorni su 7) e la refertazione degli esami radiologici da effettuarsi non sul posto ma da un medico in servizio in un’altra struttura.

Con generale esultanza stiamo in questi giorni celebrando il nostro addio al Presidio Ospedaliero di Castiglione realizzata con un semplice passaggio: trasferimento della competenza dall’Ospedale di Cava de’ Tirreni al Ruggi d’Aragona di Salerno con declassamento a semplice  struttura polifunzionale come ribadito dall’ultimo decreto dell’onorevole Caldoro.

E’ lecito domandarsi chi sia oggi il vincitore?

Pasquale Palumbo