GIAPPONE, ALLARME NUCLEARE.PROBLEMI IN 4 CENTRALI. 10.000 MORTI A MIYAGI" -FOTO GUARDA VIDEO

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TOKYO – È allarme nucleare in Giappone. Il violento sisma ha provocato espolosioni nelle centrali di Fukushima, Onagawa, Miyagi e Tokai. In quest’ultimo impianto, nella prefettura di Ibaraki (a 120 chilometri da Tokyo), si è bloccato l’impianto di raffreddamento. Lo riferisce il comando dei vigili del fuoco, citati dall’agenzia Kyodo. I reattori che destano maggiore preoccupazione sono quelli di Fukushima, la cua situazione critica è stata sottolineata dal premier Kan: «È il momento più difficile dalla fine della Seconda guerra mondiale: chiedo a tutti la massima unità». Per gli impianti di Onagawa le autorità hanno dichiarato lo stato d’allerta, mentre a Miyagi è stata avvistata una nuova fuoriuscita di fumi tossici. Proprio il materiale uscito dalle centrali dovrebbe provocare delle pericolose piogge radioattive, che dovrebbero abbattersi sul Giappone nella giornata di domani. Intanto la tv di stato ha confermato il bilancio di 10 mila morti nella sola città di Miyagi. “Non ho alcun dubbio”, ha detto Naoto Takeuchi, capo della polizia della prefettura di Miyagi, nel resoconto della Nhk, in relazione alla stima catastrofica. Il capoluogo Sendai è stato devastato dall’onda anomala di oltre 10 metri di altezza e centinaia di corpi sono stati rinvenuti lungo le coste della prefettura.

ALLERTA AD ONAGAWA «Le autorità giapponesi – scrive un comunicato dell’agenzia dell’Onu, che ha sede a Vienna – hanno informato l’Aiea che il primo (cioè il più basso) stato d’allerta è stato deciso nella centrale di Onagawa dalla Tohoku Electric Power Company». Secondo le autorità giapponesi, riferisce l’Aiea, i tre reattori del sito nucleare di Onagawa «sono sotto controllo» e «l’allerta è stato dichiarato per il fatto che i livelli della radioattività registrati sono superiori ai livelli autorizzati nell’area vicino alla centrale». «Le autorità giapponesi stanno tentando di stabilire l’origine delle radiazioni».

RISCHIO PIOGGIA RADIOATTIVA Dopo gli incidenti nella centrale di Fukushima, in Giappone si teme che il materiale radioattivo, ora spinto verso Est sul Pacifico, possa ricadere a terra con la pioggia, attesa per domani sera. È quanto sta ripetendo in queste ore la tv giapponese, come riferisce il biologo italiano Matteo Guerrini, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che da 8 mesi vive a Tokyo. «Su ogni tv – ha detto Guerrini all’ANSA – esperti consigliano di non uscire, se non con asciugamani o maschera sulla bocca, di non esporsi alla pioggia, lavare viso e mani quando si torna a casa e di non mangiare verdure coltivate all’aperto». Per il ricercatore italiano «il dato più significativo diffuso dalle tv è la fuoriuscita di vapore contaminato dalle centrali danneggiate». Da biologo aggiunge: «è essenziale non venire a contatto con il materiale contaminato e, se continuerà a fuoriuscire vapore è importante non esporsi alla pioggia». Finora il tempo è stato bello, ma la previsioni meteo per domani sera annunciano pioggia. «Qui – aggiunge – ogni rete tv dispone di un esperto dedicato all’informazione sulle centrali nucleari e sulle le tv c’è una vera propria maratona di esperti impegnati a spiegare che cosa sta accadendo nelle centrali danneggiate dopo il terremoto di venerdì. In Giappone – aggiunge – il dibattito sul nucleare è cominciato da quando sono state costruite le centrali».

LA FARNESINA: SALVI I 254 ITALIANI NON RESIDENTI Sono stati tutti contattati e stanno bene i 254 italiani non residenti in Giappone che si trovavano temporaneamente nel Paese nipponico per turismo o motivi di lavoro. «Le segnalazioni arrivateci dalle famiglie – riferiscono infatti alla Farnesina – sono state tutte evase positivamente». Continuano tuttavia a mancare all’appello, riferiscono le stesse fonti, dieci connazionali inscritti all’Aire e residenti in due delle prefetture più colpite dal sisma, quelle di Iwate e Miyagi, nel nord est del Paese.

ACQUA DI MARE PER RAFFREDDARE IL TERZO REATTORE A FUKUSHIMA Si utilizzerà acqua di mare per il raffreddamento di un terzo reattore di Fukushima I. Lo ha riferito la Jiji press citando la Tepco. Secondo l’ agenzia le funzioni di raffreddamento del reattore n.2 della centrale di Fukushima Daiichi, che si trova nel Giappone settentrionale, sono state danneggiate dal terremoto e dallo tsunami di venerdì scorso. La Tepco, la più grande impresa elettrica giapponese, sta già raffreddando i reattori n.1 e n.3 dell’ impianto usando acqua marina.

L’ALLARME ROSSO PER IL NUCLEARE E’ allarme rosso per il nucleare. «È il momento più difficile dalla fine della Seconda guerra mondiale: chiedo a tutti la massima unità». È l’appello lanciato dal premier giapponese Naoto Kan, parlando alla Nazione. Esperti segnalano il rischio che, dopo il danno ai reattori 1 e 2 della centrale di Fukushima, a 250 chilometri da Tokyo, anche il reattore 3 è a rischio fusione. “Anche se in teoria si verificasse l’esplosione, il reattore non avrebbe problemi”, ha spiegato Edano, ripercorrendo quasi lo stesso copione di ieri, proprio in relazione a quanto accadrebbe al cosiddetto ‘piano operativo’, la grande camera sistemata sul reattore. Edano ha anche sottolineato che «il volume delle radiazioni del reattore n1 sta scendendo velocemente. Il premier giapponese Naoto Kan ha affermato comunque che “non ci sarà un’altra Cernobyl” e che le radiazioni rilasciate in aria hanno inquinato non “in grande misura”. “Questa è una situazione fondamentalmente diversa dall’ incidente di Cernobyl (1986, ndr) – ha precisato il premier – Stiamo lavorando per evitare i danni causati dalla diffusione delle radizioni”, in riferimento ai timori su un’emergenza nucleare come conseguenza dei danni causati dal terremoto.

COSA ACCADE CON LA ROTTURA DELLE BARRE D’URANIO La rottura delle barre di combustibile può provocare la fuoriuscita dall’impianto di isotopi radioattivi come iodio 131. Fin da ieri, a quanto si apprende, è stata rilevata la presenza di iodio 131 e cesio 137 a concentrazioni che gli esperti hanno definito «non preoccupanti», con un «rateo di dose al confine dell’impianto di circa 500 microsievert/ora». La rottura delle barre di combustibile è avvenuta molto probabilmente a causa di uno stress termico, dovuto all’accumulo di calore. Le barre di combustibile sono tubi di acciaio dal diametro di un centimetro e lunghi quattro metri; al loro interno si trova il combustibile in forma di pastiglie. Nel caso di rottura delle barre, gli isotopi radioattivi dei quali è pieno il combustibile possono fuoriuscire e passare nell’acqua di raffreddamento e da qui nel vapore che viene scaricato all’esterno dell’impianto.

LA FRANCIA RICHIAMA I SUOI CITTADINI
L’ambasciata di Francia ha raccomandato ai suoi cittadini di lasciare Tokyo e la regione del Kanto, l’area metropolitana, a causa del rischio di altri terremoti e l’incertezza circa la situazione dei danni agli impianti nucleari. «Sembra ragionevole consigliare a coloro che non hanno un particolare motivo per rimanere nella regione di Tokyo, a lasciare la regione del Kanto per un paio di giorni», si legge in una nota sul web della rappresentanza diplomatica in Giappone, che può essere letto con difficoltà a causa dell’eccessivo numero di contatti. «Consigliamo caldamente ai nostri cittadini – si può leggere ancora – di non recarsi in Giappone e si consiglia vivamente di ritardare un viaggio previsto». Quanto alle ipotesi sullo scenario nucleare, «forse l’esplosione di un reattore ha causato il rilascio di gas radioattivo che potrebbe raggiungere Tokyo in poche ore, a seconda della velocità e direzione del vento. Il rischio è quello della contaminazione. Il periodo critico è di tre o quattro giorni a venire».

ENERGIA RAZIONATA DA DOMANI Da domani alla fine di aprile l’ energia sarà razionata con black-out programmati in vaste zone del Giappone, compresa la capitale Tokyo. L’ annuncio è stato dato oggi dal premier Naoto Kan in una conferenza stampa. In seguito la società elettrica giapponese Tokyo Electric Power Co. (Tepco) ha precisato che il razionamento riguarderà l’ area che comprende, oltre alla capitale, le prefetture di Chiba, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Tochigi, Saitama, Yamanashi e Shizuoka. «Da domani le imprese e gli altri soggetti riprenderanno l’attività economica…e c’è una grossa possibilità che alcune aree servite dalla Tepco si trovino in una situazione nella quale ci sarà una forte scarsità di forniture», ha dichiarato il ministro dell’ industria Barni Kaieda. La Tepco afferma che nell’ area del Giappone da lei servita, nella quale vivono 45 milioni di persone, il consumo di energia è di 4.100 milioni di kilowatt al giorno e che oggi non nè in grado di produrre più di 3.100 milioni di kilowatt. Secondo l’ agenzia Kyodo, circa il 27% dell’ energia prodotta dalla compagnia proviene dai reattori nucleari di Niigata e da quelli di Fukushima, che sono stati danneggiati dal terremoto di venerdì scorso.

SOCCORSI DA TUTTO IL MONDO Le squadre di ricerca e soccorso provenienti da 40 Paesi di tutto il mondo sono arrivate oggi in Giappone. Al largo del nord-est delle coste Giapponesi Iè arrivata anche la portaerei americana ‘Ronald Reagan’ che ha iniziato le operazioni di soccorso. La Marina degli Stati Uniti sta trasportando alimenti e persone nella zona di disastro. Intanto una squadra di 41 membri, composta prevalentemente da volontari provenienti dalla Germania, sono pronti a partire per la zona del disastro. Il team è dotato di cani da soccorso, telecamere a raggi infrarossi, sistemi di tracciamento, una motosega per tagliare il calcestruzzo e attrezzature da taglio per l’acciaio.

CONTINUANO LE SCOSSE Una forte scossa di assestamento di magnitudo 6,3 sulla scala Richter è stata avvertita al largo delle coste orientali dell’isola giapponese di Honshu, secondo l’Istituto americano di geofisica (Usgs). Il movimento tellurico è stato registrato alle 07:22 locali (le 23:22 italiane di sabato sera) a 293 chilometri a nord-est di Tokyo, stando al sito Internet dell’Istituto. L’epicentro è stato localizzato sotto il livello del mare a una profondità di 14,3 chilometri.

TROVATI I TRENI SCOMPARSI Sabato sera è stato annunciato il ritrovamento dei quattro treni scomparsi con una settantina di passeggeri a bordo. Che stanno bene. Sempre nella prefettura di Miyagi, il capoluogo Sendai registra molte zone senza luce, la benzina è razionata, mentre continuano ad affiorare cadaveri lungo la costa. L’esercito ha scoperto tra i 300 e i 400 corpi senza vita a Rikuzentakata (prefettura di Iwate). Gli evacuati, con un calcolo conservativo, sono in totale 300.000 in cinque prefetture, di cui solo 80.000 solo per la centrale di Fukushima; gli edifici ridotti in macerie 3.400, sono 5,57 milioni di famiglie rimaste senza corrente elettrica e un milione senza acqua. «Credo che oltre un migliaio di persone abbiano perso la vita», dice il capo di gabinetto Yukio Edano.

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Fonte.leggo              scelto da michele de lucia