I ritmi del Batucada Percussion

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Oggi l’ensemble del Conservatorio di Salerno, preparato da Mariagrazia Pescetelli, sarà ospite dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri

 

Musica contemporanea questa sera all’auditorium delle Scuole Elementari “J.F:Kennedy” di Sapri, ove alle ore 19 si accenderanno i riflettori sulle percussioni. Ospiti, infatti, della rassegna dell’Associazione “Antonio Vivaldi”, presieduta dalle pianiste Alessandra Maresca e Cristina Branda, sarà l’Ensemble di percussioni del conservatorio “G.Martucci” di Salerno, composto da Maurizio Pagnotta, Giuseppe Costa, Simone e Giuseppe Lembo, Lucio Miele, preparati dalla loro insegnante Mariagrazia Pescetelli. Il programma sarà inaugurato da  “Music of pieces of wood” di Steve Reich, un vero e proprio  studioso del modo in cui si produce la musica: un tecnico della composizione e dell’orchestrazione, e, contemporaneamente, un teorico e un ricercatore della musica primitiva. Indifferente tanto all’alea quanto alla melodia, e’ affascinato invece dal ritmo e dalla complessita’ (misurata in quantita’ di frasi che si muovono simultaneamente), dall’ordine e dalla disciplina, dal divenire della musica in quanto processo deterministico. La quantita’ insolita di situazioni e di variazioni (di movimenti e di mutamenti) culla l’ascoltatore in un intreccio di suoni  che suonano gli uni contro gli altri, e persino contro se stessi donandogli un effetto al tempo stesso ipnotico ed esotico, celestiale e subliminale. Seguirà “Mudra” composto da Bob Becker del 1990. Becker si è ispirato al termine sanscrito che si riferisce a particolari posizioni delle mani e delle dita con valenze simboliche e rituali per esprimere attraverso i gesti, i concetti caratterizzanti una data divinità o la forma in cui essa si manifesta negli uomini e praticati in tutto il mondo per ottenere benessere fisico-emotivo-mentale. Becker realizza una pagina dal linguaggio ipnotico ipnotico, in cui adatta tecniche musicali orientali e in particolari indiane, per costruire la sua particolarissima architettura accordale. E siamo al virtuosistico Millenium Bug composto nel 1999 dall’eclettico violoncellista Giovanni Sollima, un brano che è, nelle parole del compositore, «Una breve riflessione … su un’ansia che divide equamente virtuale e reale, tecnologia e spiritualità, un’antica  e ancestrale apprensione che l’uomo prova nei confronti delle “grandi transizioni”. A queste ultime, infatti, si riferisce forse la struttura del brano: cinque movimenti caratterizzati da un ben definito gruppo di percussioni o da una determinata tecnica esecutiva in cui una materia molto fisica e ritmica si alterna a  veri e propri “interspazi statici e gelidi”.  La formazione proporrà, poi,  “African Welcome piece” di Michael Udow. Formato da tre brevi episodi collegati, contenenti i ritmi tipici di tre danze dell’Africa centrale, diventa un vero e proprio omaggio al Continente dal quale provengono la maggior parte degli strumenti, ritmi e colori delle percussioni.  Il gran finale della serata sarà affidato ad un Samba di Ney Rosauro, racchiudente suoni, immagini ed energia di una notte carioca, con cui l’ensemble omaggerà il proprio nome, poiché il samba prende origine dal Batuque dell’Angola e del Congo. Oggi i termini batuque e, ancor più, batucada definiscono piuttosto un modo di suonare che un genere musicale, nel quale il ritmo è fortemente marcato dalle percussioni, estetica della quale si fanno latori i nostri giovani percussionisti.

Olga Chieffi