GIAPPONE, PAURA FUKUSHIMA: RISCHIO FUSIONE IN 2 REATTORI "MAGNITUDO RIVISTA A 9". I VIDEO

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TOKYO – Neanche il tempo di una prima stima dei danni causati dallo tsunami (e dei morti, almeno un migliaio ufficiali), e il Giappone deve fare conti con l’incubo nucleare. Il reattore n.1 della centrale di Fukushima 1 ha problemi gravi al sistema di raffreddamento: prima il fumo, poi un’esplosione manda in frantumi la grande gabbia di contenimento e costringe il governo nipponico a dichiarare l’emergenza atomica ed ampliare l’evacuazione ad un raggio di 20 km. Radiazioni sono anche fuoriuscite dal reattore 3 della centrale, mentre il livello dell’acqua si è abbassato scoprendo le barre di combustibile atomico per un’altezza di tre metri. “Il limite legale di radioattività è stato superato nel sito della centrale nucleare”, ha quindi ammesso la Tepco (Tokyo Electric Power Company), l’operatore della centrale nucleare, citata dall’agenzia Kyodo. Il governo giapponese ha messo in guardia dai rischi di processo di fusione nei reattori 1 e 3 della centrale Fukushima n1, colpita venerdì scorso dal terremoto e tsunami. PROSSIMO UN INTERVENTO Un intervento per diminuire la pressione all’interno del reattore 3 della centrale giapponese di Fukushima Daiichi (la n. 1) dovrebbe essere effettuato a breve dopo i problemi insorti nel sistema di raffreddamento d’emergenza. Secondo la BBC online, gli operatori della centrale dovrebbero effettuare una emissione controllata di vapore radioattivo per impedire che il reattore si surriscaldi e che l’aumento della pressione possa portare alla fusione del nucleo. Dopo il violento sisma che venerdi ha colpito il Giappone, un’analoga operazione era stata effettuata ieri sul reattore numero 1 della stessa centrale dopo una violenta esplosione registrata all’esterno della struttura di contenimento. I vapori rilasciati hanno provocato una contaminazione a basso livello di un’ampia area circostante e circa 110 mila persone sono state evacuate dalla zona. PERSONE CONTAMINATE Alcuni abitanti sono stati esposti alle radiazioni contenute nel vapore rilasciato per rimpedire che il reattore danneggiato saltasse in aria. Inizialmente si era parlato di meno di dieci persone ma poi le autorità hanno ammesso che sono tra le 70 e le 160: impossibile al momento sapere se necessitino di decontaminazione. Tepco, l’operatore della centrale, ha spiegato che la cassa di contenimento del primo reattore non è danneggiata, nonostante la potente esplosione avvenuta al suo esterno. Tuttavia, il livello di radiazioni raggiunto attorno all’area «è 1.000 volte più elevato del normale», fa sapere l’Agenzia. Un livello però non giudicato pericoloso. In più località nella zona di Fukushima si registrano lunghe file per l’acqua potabile distribuita e che raccolgono in contenitori di fortuna: il consiglio è non uscire da casa e di respirare con le mascherine. SISMA IN GIAPPONE, MAGNITUDO RIVISTA A 9 La magnitudo del terremoto che ha colpito il Giappone e’ stata rivista a 9 contro la precedente stima di 8.8 (era di 8,9 secondo l’Usgs). Lo ha reso noto oggi l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma), aggiungendo che si tratta di un sisma tra i piu’ potenti mai registrati. CONTINUANO LE SCOSSE Una forte scossa di assestamento di magnitudo 6,3 sulla scala Richter è stata avvertita al largo delle coste orientali dell’isola giapponese di Honshu, secondo l’Istituto americano di geofisica (Usgs). Il movimento tellurico è stato registrato alle 07:22 locali (le 23:22 italiane di sabato sera) a 293 chilometri a nord-est di Tokyo, stando al sito Internet dell’Istituto. L’epicentro è stato localizzato sotto il livello del mare a una profondità di 14,3 chilometri. GLI ITALIANI DISPERSI Non lontani dalla prefettura di Fukushima, «in questo momento, ci sono ancora cinque italiani», spiega l’ambasciatore a Tokyo, Vincenzo Petrone, mentre sono 17 gli italiani residenti nelle prefetture più colpite dallo tsunami non contattati. LE CIFRE DEL DISASTRO Oltre 200 corpi sono stati trovati nella località costiera di Higashimatsushima, nella prefettura di Miyagi, dopo il sisma e lo tsunami che hanno devastato il nord est del Giappone. Lo rende noto un portavoce della polizia nazionale giapponese aggiungendo che la polizia locale aveva cominciato a recuperare i cadaveri. Il premier Kan nel pomeriggio ha parlato alla Nazione: invita all’unità e promette l’invio di 50.000 militari: «Dobbiamo ricostruire il Paese dando priorità alla vita umana e lavorare sodo per dare aiuto a chi oggi, domani e dopodomani si troverà senza cibo». Le notizie che si accavallano nel primo vero giorno di soccorsi sono tremende: circa 10.000 persone risultano disperse a Minamisanriku, città portuale travolta dal violento tsunami, a fronte dei 17.000 abitanti. Ma ce ne sono anche di buone. Si è saputo che una nave passeggeri che sembrava essere stata investita dallo tsunami non ha subito danni. TROVATI I TRENI SCOMPARSI E in serata è stato annunciato il ritrovamento dei quattro treni scomparsi con una settantina di passeggeri a bordo. Che stanno bene. Sempre nella prefettura di Miyagi, il capoluogo Sendai registra molte zone senza luce, la benzina è razionata, mentre continuano ad affiorare cadaveri lungo la costa. L’esercito ha scoperto tra i 300 e i 400 corpi senza vita a Rikuzentakata (prefettura di Iwate). Gli evacuati, con un calcolo conservativo, sono in totale 300.000 in cinque prefetture, di cui solo 80.000 solo per la centrale di Fukushima; gli edifici ridotti in macerie 3.400, sono 5,57 milioni di famiglie rimaste senza corrente elettrica e un milione senza acqua. «Credo che oltre un migliaio di persone abbiano perso la vita», dice il capo di gabinetto Yukio Edano. ARRIVANO GLI AIUTI È anche la giornata degli aiuti internazionali (i Paesi pronti a fornire assistenza sono saliti a 50) e l’arrivo delle prime squadre di soccorso straniere da Nuova Zelanda, Corea del Sud e Stati Uniti. Da Seul potrebbero venire anche tre aerei da trasporto militare. Rinviata, invece, la partenza della missione italiana coordinata dalla Protezione Civile (ma anche quelle di Francia, Gran Bretagna e Germania) proprio per la decisione delle autorità nipponiche di accettare nell’immediato soltanto aiuti da Paesi geograficamente più prossimi. Gli Stati Uniti hanno intanto inviato due esperti nucleari per far fronte all’emergenza e l’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale annuncia l’intervento di due squadre di soccorso. La portaerei Ronald Reagan, inizialmente diretta verso la Corea del Nord, è arrivata in prossimità dello coste giapponesi per assistere nelle operazioni.

Michele Pappacoda