Salerno, stop sale giochi in orari scuola De Luca: bingo chiusi contro i filoni

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SALERNO – «Chiuderemo le sale scommesse durante l’orario scolastico». Il sindaco De Luca lo ha annunciato ieri mattina, ma lo ha già fatto. L’ordinanza sindacale è già stata protocollata e gli uffici di palazzo di città stanno già inviando i pacchetti informativi a tutti i pubblici esercizi interessati. L’orario fissato da De Luca è probabilmente il più restrittivo in Italia: durante il periodo scolastico a Salerno le sale giochi (che comprendono anche i Bingo e le sale scommesse), potranno restare aperte dalle 13 alle 22. In estate lavoreranno dalle 9 alle 24 e non più fino alle 3 come era possibile fino a oggi. «Eliminiamo così uno dei motivi più diffusi per cui i ragazzi troppo spesso non vanno a scuola», ha detto il sindaco. No all’evasione scolastica, ma anche attenzione al by night. E l’ordinanza, anticipando di tanto l’orario di chiusura, rientra nel «pacchetto sicurezza» che regolamenta gli esercizi notturni, potenzia il servizio dei vigili urbani, mette in funzione le telecamere lungo le vie della movida. È una nuova frontiera nella politica deluchiana: attenzione alla qualità della vita dei giovani salernitani. Dalla sanità – per la quale chiede più fondi per la regione in virtù del fatto che, secondo le statistiche, è terra di giovani e quindi di «nuove patologie, quali possono essere la droga e l’alcolismo giovanile» – alla sicurezza della vita notturna, dalla formazione al lavoro alla lotta all’evasione scolastica. De Luca inaugura così una stagione di «maggiore cura» verso le nuove generazioni e la Salerno futura. Ma l’attenzione è rivolta anche agli anziani che «in qualche caso – dice il sindaco – spendono tutti i soldi della propria pensione nelle scommesse». A proposito dell’ordinanza sindacale appena emessa e diffusa, nonostante anche il ministero – dice De Luca – «incoraggi queste attività» pur lecite, perché le scommesse rappresentano introiti sicuri anche nelle casse statali, nessuna polemica o opposizione sarà possibile in quanto «le sale giochi sono pubblici esercizi, l’orario lo fissa il sindaco». Sono le parole scritte in una sentenza, che risale al 2 aprile di un anno fa, con cui la sezione seconda ter del Tar Lazio rigettò il ricorso del titolare di una sala giochi di Riano, in provincia di Roma, per l’annullamento dell’ordinanza sindacale con la quale il Comune aveva disciplinato gli orari di esercizio delle attività di vendita nel territorio comunale. Il ricorrente aveva censurato orari ben più elastici e permissivi di quelli decisi per Salerno e fissati per le sale giochi, per le quali l’apertura doveva avvenire «non prima delle 10» e la chiusura «non oltre le 23».

di Piera Carlomagno Il Mattino

proposto da Michele Pappacoda