un indifeso cagnolino torturato ucciso e adirittura mangiato da un mostro italiano a firenze

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Il ragazzo che ha ucciso e si è cibato della femmina di cane corso di 50 chili a Firenze deve essere arrestato e deve restare in carcere in attesa di giudizio perché un reato di questa efferatezza merita una punizione esemplare”. Questo è il commento del presidente nazionale di AIDAA, Lorenzo Croce, in merito alla notizia del giovane che in un casolare sulle colline attorno a Firenze ha ucciso e mangiato il cane della sorella.

L’animale era stato sezionato e le zampe erano state messe a marinare come dei prosciutti. Le pelli del cane erano state appese invece come stuoie all’interno del casolare. Una crudeltà inaudita, che ha scioccato profondamente anche le guardie dell’Enpa intervenute sul posto.

“Purtroppo il delinquente se l’è cavata con una denuncia – ha aggiunto Croce -. Ma per noi è troppo poco”. “Vista l’efferatezza del gesto e la premeditazione di quanto ha fatto, quel delinquente deve finire in cella”, ha spiegato il presidente nazionale di AIDAA. “E’ certamente una persona disturbata – ha precisato -. Quello che ha fatto è una cosa grave: ha annunciato il suo gesto su Facebook, mostrando soddisfazione e compiacimento per aver mangiato il cane. Ha detto anche che era buono…”. “Ci costituiremo parte civile”, ha detto Croce a Tgcom.

Ma come si possono evitare atrocità del genere? L’AIDAA monitora il Web 24 ore su 24. “Abbiamo 40 volontari che si alternato sui computer e controllano siti, blog e network a rischio – ha spiegato ancora Croce -. Poi riceviamo segnalazioni via mail su reati che coinvolgono gli animali”: “Poi agiamo a seconda delle situazioni – ha continuato -. Quando siamo di fronte a reati conclamati operiamo direttamente con la polizia postale e sporgiamo denuncia, in altri casi invece cerchiamo di contattare i webmaster o i gestori dei server incriminati per rimuovere i contenuti lesivi della dignità degli animali”.