ASL De Simone silurato perchè volevo chiudere ospedale di Cava de Tirreni

0

 

«Avrei chiuso gli ospedali di Cava de’ Tirreni ed Eboli. C’è un peccato originale voluto da qualche politico, che impone di tenere in vita strutture inutili». Ultimo giorno sulla poltrona di commissario della Asl di Salerno per Francesco De Simone. Tempo di bilanci per l’ex preside di Farmacia, e anche di rimpianti. Il più grosso resta quello di non aver potuto procedere all’assemblamento dei plessi ospedalieri, con la chiusura di presidi da sempre nel mirino dei fustigatori dei conti della sanità salernitana. Quel piano ospedaliero arenatosi perché «non c’erano alternative». Cava ed Eboli restano in piedi e allungano la lista del «cosa avrei fatto se fossi rimasto in sella». Ma così non è. Da ieri il colonnello Maurizio Bortoletti ha preso il suo posto. Una notizia accolta da De Simone con sollievo e dispiacere al tempo stesso: «Quella della Asl è una struttura molto complessa, ci sono tanti problemi da affrontare quotidianamente. Ma devo dire che mi sono fatto sedurre dal fascino della sfida e ho vissuto intensamente questi mesi. Lascio un’eredità pesante al mio successore, ma credo che sarà in grado di affrontare anche lui questa avventura». Dal 7 agosto al 7 marzo, 7 mesi per provare a risanare un deficit spaventoso e riportare oltre la mera sufficienza il livello dei servizi ai cittadini: «Per fortuna il 7 è un numero che mi piace» scherza De Simone. Ma ci sono altri numeri, pesanti, che il colonnello Bortoletti erediterà come una pesante dote dalla quale ripartire per tentare nell’impresa di rimettere in sesto i conti dell’Asl. Perché l’azione di De Simone è servita ad avviare una regolamentazione economica, ma non la ha condotta in porto: «I primi tempi del mio incarico, mi ritrovavo accerchiato dai creditori, con un’infinità di pratiche di ingiunzione nei confronti dell’azienda. In questi mesi – racconta l’ex commissario – abbiamo pensato prima di tutto a contenere le spese, con uno stretto controllo di tutte le uscite e a fermare l’emorragia di costi per le spese legali. Abbiamo avviato un percorso che deve portare al risanamento del debito, ma la strada è ancora lunga». Anche il processo di unificazione dell’Asl è costato tempo e denaro. L’accorpamento ha aperto nuovi scenari e non tutto è ancora compiuto: «È stato necessario un cambio di mentalità da parte di tutti gli attori della vicenda – spiega De Simone – perché non è facile realizzare un accorpamento che prevede innanzitutto la razionalizzazione delle risorse, facendo capire che ormai l’ottica del piccolo non paga più. Serviva pensare in grande e non sempre è stato così». Lo chiama “salernocentrismo” e non manca di avvisare il suo successore: «Questa è un’azienda che di aziendale ha ben poco. Chi sbaglia nella gestione, di solito non paga, né tantomeno viene retrocesso». Sulla discussione un’ombra, quella della politica: «Ho ancora addosso questo vestito – si schernisce – non è il momento di fare polemiche. Credo che chi dirige la sanità non debba rispondere a tessere di partito». Il segnale che arriva da Napoli, però, sembra essere un altro, visto che ancora una volta si è deciso di non dare seguito alle liste dei direttori generali delle aziende ospedaliere scegliendo per il rinnovo dei commissariamenti in tutta la regione. E sulla sua destituzione sembra aver pesato il parere del suo nemico storico, il presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli. Al posto di De Simone arriva pure un collega dello stesso Cirielli, un carabiniere: «Le divise non contano – si affretta a precisare – conta ciò che c’è dentro e il colonnello Bortoletti sarà una guida di prim’ordine per questa Asl. E poi potrà contare su un grande gruppo di lavoro, con ottimi funzionari. Non può esistere un uomo solo al comando, serve una squadra». Il professore resta comunque in sella. Nel comunicargli la decisione di sostituirlo alla guida della Asl con Bortoletti, Caldoro gli ha comunicato anche un nuovo incarico sotto le insegne della regione: «Mi occuperà di alta formazione. Non so ancora bene di cosa si tratti, quello che è certo è che, in ogni caso, metterò a disposizione la mia esperienza». Fonte Il Mattino