Ex Mcm, scatta il processo: udienza per De Luca, De Biase e Lettieri

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Sott’accusa la variante per la delocalizzazione e la riconversione del sito. Il Comune di Salerno ha deciso di costituirsi parte civile. Si riprende ad aprile

Ha preso finalmente il via, pur tra mille intoppi, il processo che dovrá stabilire se la variante urbanistica per la delocalizzazione delle ex Mcm nell’area Asi e la contestuale riconversione dello storico sito di Fratte in un centro polifunzionale con ipermercato, strutture di servizio e verde attrezzato, fu il frutto di un accordo politico-affaristico basato, secondo l’accusa, su una serie di falsi e truffe. • Ieri mattina al tribunale di Salerno, si è svolta – nei fatti – la prima udienza per i 14 imputati che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falso e truffa. Si tratta dell’attuale sindaco (all’epoca dei fatti deputato dell’Ulivo) Vincenzo De Luca, dell’a llora ex primo cittadino Mario De Biase, del vicesegretario generale del Comune e allora presidente Asi, Felice Marotta, dell’e x assessore alle attivitá produttive, Mauro Scarlato, dell’a ssessore all’Urbanistica, Domenico De Maio; dei funzionari e tecnici Alfonso ed Alberto Di Lorenzo, Bianca De Roberto, Lorenzo Criscuolo (passato di recente alla Provincia), Matteo Basile, Raffaella Esposito; dell’imprenditore e patron delle Mcm, Giovanni Lettieri, presidente dell’Unione industriali di Napoli e probabile candidato a sindaco di Napoli per il Pdl; Vincenzo Iannucci e Michele Galgano, legali rappresentati della “Salerno Invest”, la societá nata per gestire l’intera operazione. • Secondo il gup Di Florio, che il 29 aprile del 2009, dispose il rinvio a giudizio per gli imputati, tutto è aperto al vaglio dibattimentale, compreso l’esame di quegli spunti di indagine che possono derivare «dalle intercettazione telefoniche (…) ma anche le dichiarazioni testimoniali in atti (tra tutte quelle di Fausto Martino – ex assessore all’urbanistica, ndr)». «Evitando di soffermarsi in questa sede sulla idoneitá delle stesse a fondare un giudizio di responsabilitá degli imputati, va detto che da esse certamente emerge l’esistenza, al tempo dei fatti, di una realtá politico-amministrativa ambientale tale da poter giustificare un’i niziativa del pm orientata nei confronti di un singolo centro di potere burocratico-amministrativo: se l’emergenza degli elementi fin qui riassunti fonda l’accoglibilitá della richiesta di rinvio a giudizio del pm non può sottacersi che resta imprescindibile lasciare che sia il dibattimento a valutare in primis l’eventuale sussistenza della predetta situazione ambientale ma soprattutto la sua incidenza sulla qualificazione penalistica dei fatti». • Secondo Lettieri «il provvedimento del gup (…) manifesta tutta l’inconsistenza e l’infondatezza dell’impianto accusatorio», dichiarò dopo la decisione di Di Florio. Per l’imprenditore «la verifica dibattimentale non potrá che portare alla dimostrazione dell’inconsistenza delle accuse». Tra gli avvocati del collegio difensivo vi sono Paolo Carbone, Arnaldo Franco, Silverio Sica, Antonio Brancaccio, Marco Martello, Arturo Froio, Alberto Surmonte. La prossima udienza è sará ad aprile. Parte civile nel procedimento è il Comune di Salerno.

di Luigi ColomboLa Citta

proposto da Michele Pappacoda