SCUOLA: DISABILITA´, MANIFESTAZIONE CONTRO TAGLI A NAPOLI

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C’erano anche bambini in carrozzina nel gruppo di un centinaio di persone, aderenti all’associazione ‘Tutti a scuola’ che da questa mattina presidiano la sede della Regione Campania in via Santa Lucia a Napoli. L’associazione rivendica risposte da parte dell’amministrazione sui tagli alla scuola pubblica ma soprattutto protesta per “l’inefficienza della politica regionale sul tema della disabilità”. “La riduzione delle ore di sostegno, la riduzione delle terapie riabilitative nei centri, la lenta e strisciante espulsione dei giovani disabili dai semiconvitti, la revisione dei criteri di invalidità sono solo alcuni punti fondamentali della dissoluzione dello stato sociale in atto nel paese”, spiegano le famiglie che da questa mattina stanno protestando davanti palazzo Santa Lucia, sede della Giunta regionale della Campania. “Nelle scuole pubbliche campane ci sono 21.200 bambini disabili – dice Toni Nocchetti – nelle paritarie solo 160. Questo dato dovrebbe fare riflettere il Governo e lo stesso presidente del consiglio quando parla male della scuola pubblica perché quello che accade è inaccettabile”. Il 98 per cento dei bimbi disabili campani è infatti accolto nelle strutture statali. Per sottolineare il senso della protesta l’associazione “Tutti a scuola” ha aperto alcuni striscioni con le scritte “La scuola dell’integrazione è la scuola pubblica” e “La scuola pubblica è la scuola di tutti”. “La politica, il presidente Caldoro in particolare – aggiunge Nocchetti – in un anno dal suo insediamento in Regione non ha risposto alle domande che gli avevamo posto durante la campagna elettorale, ora vogliamo risposte”. Altro tema caldo di denuncia è quello dei finanziamenti: secondo l’associazione sono stati dimezzati a livello regionale, su disposizione del governo. Tra il 2010 e il 2011, i fondi sono passati da 44 a 22 milioni. Tagli all’assistenza, ma anche ritardi nell’applicare le normative vigenti. L’anagrafe dei disabili, ricorda “Tutti a scuola”, non è stata ancora realizzata in Campania, nonostante gli impegni formali assunti.

Michele Pappacoda