COSTIERA AMALFITANA:TRAFFICO E VIABILITA’

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Non me ne voglia il sindaco di Maiori, l’amico Tonino Della Pietra, che,tra l’altro, stimo ,se gli dico, con la solita franchezza, che considero la sua proposta di introdurre un ticket di ingresso sulla strada della Costiera poco più che una boutade. E per almeno tre buoni motivi:

1) è di discutibile legittimità;

2) e di macchinosa applicabilità (ci sono ben quattro accessi in Costiera:via Vietri, Via Positano, Valico di Chiunzi. Agerola e pagherebbero tutti lo stesso ticket, anche uno scendendo da Agerola va ad Amalfi andata e ritorno? (è solo un esempio):

3) avrebbe un impatto negativo di immagine a livello nazionale ed internazionale se solo si sapesse che la Provincia di Salerno non dispone di 360.000 euro per arruolare, nei mesi estivi, gli Ausiliari del traffico e,pertanto siamo costretti a ricorrere ad un balzello, anche se di lieve entità. E, con la crisi che galoppa nel turismo e non solo, non sarebbe un bel biglietto da visita.

 

Ma veniamo, invece, al cuore del problema.

Ho scritto anche di recente, e proprio su questo giornale, che spesso la Costa di Amalfi si trova a vivere nella non invidiabile condizione di “isola sulla terraferma”. Basta,infatti, qualche giornata di pioggia intensa, cosa non infrequente nel periodo autunno/inverno, e le piccole frane rovesciano sulla carreggiata detriti e qualche masso consistente con la inevitabile conseguenza della chiusura al traffico della statale 163. E residenti e turisti sono costretti ad una lunga via crucis per tormentati percorsi alternativi. Nella bella stagione, nella primavera e lungo tutti i mesi estivi, i tortuosi chilometri da Vietri a Positano si trasformano in un lungo e lento serpente di lamiere roventi e quello che, dal punto di vista paesaggistico, è un impareggiabile paradiso si trasforma in un rovente inferno con autisti di torpedoni e macchine che smadonnano e turisti che sbuffano e si indignano. Sono scene che si ripetono da decenni, purtroppo. E stampa, opinione pubblica, politici a tutti i livelli levano alta la protesta, ma il problema resta sempre lì, insoluto.

Come affrontarlo e risolverlo non con palliativi, che lasciano il tempo che trovano, ma con interventi radicali? E’ questo l’interrogativo a cui urge dare una risposta convincente, credibile e praticabile.

Provo a dare un modesto contributo. Ci sono due soluzioni: Le vie di mare e quelle di terra, oltretutto interagenti e in sinergia tra di loro.

Le vie del mare. Quasi tutti i centri sono dotati di porti o attracchi che consentono lo sviluppo di una rete di traffico/passeggeri. Il servizio non può essere limitato al solo periodo primavera/estate, ma va esteso lungo tutto l’arco dell’anno per consentire ai turisti, ma anche e, forse, soprattutto ai residenti di trasferirsi da una località all’altra e facilitare il pendolarismo dei tanti che per motivi di lavoro, e non solo, raggiungono quotidianamente Salerno. Si fa altrove, e con risultati soddisfacenti, non vedo perchè non si possa fare anche da noi. Oltretutto suppongo che le compagnie di navigazione sarebbero disponibili ad accollarsi le spese dell’impianto di pontili  nelle poche località sprovviste di attracchi, pur di garantire ed effettuare il servizio, che, se effettuato a pieno regime, darebbe vita ad una serie di opportunità di nuova occupazione

Le vie di terra. Ho letto nei mesi scorsi che è in stato avanzato il Patto di reciprocità per mettere mano alla strada di circumvallazione di Amalfi per liberare la città dalla morsa del traffico con la conseguente scarsa vivibilità soprattutto durante i mesi estivi. E’ un buon inizio di cui va dato atto e merito al sindaco di Amalfi.. La variante da Castiglione al Vallone del Cieco va salutata con soddisfazione. Mi auguro che il progetto sia finanziato e cantierizzato in tempi rapidi. Però non risolverebbe il problema della intera Costiera, che conosce ben altre strozzature lungo il percorso, a cominciare dalla criticità dell’attraversamento di Cetara Urge, perciò, un progetto che affronti e risolva il problema da Vietri a Positano e che, dopo quella di Cetara, metta mano alle altre strozzature da Capodorso in poi. Come? Non sono un tecnico e mi lascio guidare dal buon senso. Una serie di gallerie in roccia, che da Capodorso aggirino la strozzatura di Santa Maria de Olearia e proseguano alle spalle del Cimitero di Maiori per sbucare nella valle tra Maiori e Tramonti e vadano oltre nella gola di Minori, nella zona delle cartiere, e di là vadano a congiungersi alla ipotizzata galleria di Castiglione per Amalfi potrebbe avere la dignità di un progetto di insieme con l’obiettivo di: a) liberare dal traffico i centri abitati e consentire ampie isole pedonali di tranquilla vivibilità  b) sviluppare le zone a monte ed immetterle nel circuito fecondo dei mercati turistici c) creare zone di parcheggi capaci, liberando i paesi dal traffico inquinante.

Il conseguimento di questi obiettivi pone problemi di rispetto dell’ambiente e di risorse adeguate. Le avanzate tecniche moderne consentono di risolvere il primo. Lo hanno fatto località come le Cinque Terre in Liguria e La Costa Azzurra in Francia, dove i problemi di pregio ambientale erano, e sono, identici ai nostri. Eppure lì linee ferroviarie e strade si imbucano nel ventre della terra per aprirsi ariose a squarci di luce su panorami da brividi di piacere. Potrebbe essere così anche da noi. Poi ci sono i problemi degli investimenti e delle conseguenti risorse. Ne servirebbero tante. E qui torna l’interrogativo di sempre: E’ in grado la Costiera, nel suo insieme, di avere una sola voce forte e decisa per imporre soluzioni nell’interesse dell’intero territorio? C’è un sindaco, dotato di carisma in grado di fare da capofila e coinvolgere gli altri su di un progetto unitario ed imporre, dico imporre non a caso a: 

a) Organismi comunitari europei;

b) governo nazionale;

c) governo regionale, la soluzione radicale del problema, sostenendo che nell’economia del turismo c’è una logica del dare e avere? La Costa di Amalfi dà al turismo un valore aggiunto di immagine in termini di arte, storia, cultura, tradizioni e paesaggio che è difficile quantificare in denaro. Ma di sicuro è enorme. E cosa ha ricevuto o riceve in cambio? Nulla o quasi. Di qui la necessità di fare la voce grossa ed esigere, in termini di diritti acquisti lungo decenni e decenni di storia,  i riconoscimenti dovuti in investimenti per servizi indispensabili per qualificare ulteriormente l’offerta. Costa d’Amalfi.

Ci sono operatori ed amministratori disposti a fare, a buon diritto, la voce grossa con l’Amministrazione Provinciale, che dopo aver mortificato la Costa alla recente Bit di Milano fa fatica a trovare 360.000 euro per gli Ausiliari del Traffico? C’è qualcuno in grado di ricordare al Presidente Cirielli e all’assessore al Traffico ed alla viabilità della sua Giunta che se Salerno è considerata la provincia più turistica, o una delle più turistiche, d’Italia è dovuto anche e soprattutto perchè può vantare di includere nel suo territorio un gioiello come  la Costa di Amalfi? Buon Lavoro e Buona Fortuna!!!!

Giuseppe Liuccio

g.liuccio@alice.it