SEI BARCONI DI IMMIGRATI VERSO LAMPEDUSA -FOTO. GHEDDAFI: SE CADO, UE INVASA

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TRIPOLI – Sei barconi in navigazione verso Lampedusa sono stati avvistati in serata da un aereo Atr 42 della Guardia di Finanza, in servizio di perlustrazione nel Canale di Sicilia. Le imbarcazioni si trovano in questo momento a circa 50 miglia a Sud – Sud Ovest dall’isola, in acque internazionali. Non si conosce ancora il numero dei migranti a bordo, anche se alcuni testimoni hanno riferito che su un solo barcone partito dal porto di Zarzis, sulle coste meridionali della Tunisia, vi sarebbero almeno 200 persone. L’arrivo a Lampedusa è previsto tra questa notte e domattina.

BOMBARDATA RAS LANUF L’aviazione del leader libico Muammar Gheddafi ha bombardato la città portuale di Ras Lanuf, circa 660 km a ovest di Tripoli, dove sono riparati gli insorti ritiratisi oggi dalla vicina Ben Jawad, che avevano conquistato ieri, cacciati dalla controffensiva delle forze pro-Gheddafi. Fonti dei ribelli nelle retrovie hanno detto all’inviato dell’ANSA che la città è ancora controllata dai ribelli. Al Jazira ha invece riferito che la città sarebbe caduta in mano ai filo governativi. Un corrispondente della Bcc a Ras Lanuf ha riferito che i ribelli sono a corto di carburante e che anche un elicottero delle forze pro Gheddafi ha sorvolato la città per una ricognizione sui loro effettivi e le loro difese.

DUE MORTI A BANI JAWAD Si combatte ancora nella zona di Bani Jawad tra le brigate di Muammar Gheddafi ed i ribelli libici. Secondo quanto riferisce l’inviato della tv araba ‘al-Jazeerà, il bilancio degli scontri di oggi nella zona è di 2 morti e 20 feriti. Si registrano inoltre continui raid aerei dei caccia libici su Ras Lanuf, su Brega e su al-Uquila per impedire ai rivoltosi di avanzare verso Sirte. Per impedire questa avanzata il regime libico ha dispiegato le brigate di mercenari africani nella zona di Wadi al-Ahmar

CAMERON: «GHEDDAFI SE NE VADA» «Continueremo ad esercitare pressioni sul regime libico. La situazione è chiara: il colonnello Gheddafi se ne deve andare». Lo ha detto il premier britannico David Cameron durante un discorso tenuto alla conferenza del partito conservatore.

USA: «PRENDEREMO IL PETROLIO»  L’amministrazione Obama è pronta ad attingere alle sue riserve strategiche di petrolio pur di aiutare a far calare il prezzo del greggio, in fortissimo rialzo in seguito alla crisi libica. Lo ha annunciato il capo dello staff della Casa Bianca, Bill Daley, in un’intervista a Meeet the Press, sulla Nbc. «Stiamo analizzando tutte le opzioni», ha annunciato Bill Daley spiegando come gli Stati Uniti siano impegnati a far fronte all’aumento del prezzo del greggio e le immediate conseguenze per l’economia. «Il tema di attingere alle riserve strategiche è uno di quelli che stiamo considerando. Tutti i mezzi – conclude Daley – sono sul tavolo della discussione».

LE MINACCE DI GHEDDAFI Se il regime in Libia cadrà «migliaia di persone invaderanno l’Europa e non vi sarà nessuno a fermarli». È questa la minaccia rivolta da Muammar Gheddafi nell’intervista al francese Le Journal de Dimanche. «Dovrete fare i conti con la minaccia islamica», ha detto ancora il leader libico che comunque rivendica il fatto che al momento «il regime libico sta bene ed è stabile». «Voglio farmi capire bene: se ci minacciano, se ci destabilizzano, tutto finirà nella confusione, in mano a Bin Landen e i suoi gruppuscoli», ha aggiunto.

GHEDDAFI: “VENGA LA COMMISSIONE ONU” «Vorrei che una commissione d’inchiesta dell’Onu o dell’Unione Africana venga qui in Libia». Lo ha detto Muammar Gheddafi nell’intervista al settimanale francese Le Journal de Dimanche, affermando di impegnarsi a permettere che «questa commissione di verificare sul campo, senza nessun ostacolo». «Io non ho mai sparato sul mio popolo», ha poi aggiunto il leader libico.

GHEDDAFI: “SI SCELGA TRA ME E AL-QAIDA” «Ci sono io o al Qaeda». È quanto ha detto Muammar Gheddafi nell’intervista rilasciata al settimanale francese Le journal de Dimanche che esprime il suo massimo stupore per il fatto che «non si comprende che qui si combatte contro il terrorismo». Secondo Gheddafi «cellule dormienti» dell’organizzazione terroristica guidata da Osama Bin Laden è dietro alla rivolta: «hanno dato ai giovani pillole allucinogene». E poi rivolto ai paesi europei rinnova la minaccia: «vi sarà una Jihad islamica davanti a voi sul Mediterraneo, sarà una crisi mondiale ed una catastrofe per tutto il mondo».

GHEDDAFI: “CONGELAMENTO BENI È PIRATERIA” «Questo congelamento dei beni è un atto di pirateria imposto in gran parte sul denaro del popolo libico». Così ha detto Muammar Gheddafi sfidando chiunque a dimostrare che «un solo dinaro sia mio. Volevano rubare i soldi dello stato libico ed hanno mentito».

AMNESTY: TROPPI MORTI  «La situazione è grave e talmente degenerata che non si riescono a contare quante salme arrivano negli obitori, perchè le famiglie le seppelliscono in fretta e furia. Gheddafi ha paragonato la situazione a quella della Cina, alla crisi di Tienanmen, mi rifaccio a lui nel dire che si sono superate diverse Tienanmen per numero di feriti e morti in queste settimane in Libia». Lo afferma il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury a margine di un’iniziativa in ricordo dei 4 bambini rom morti a Roma.

INFERMIERA A TV UCRAINA: “GHEDDAFI STA BENE” Muammar Gheddafi è in buone condizioni di salute ed è un «grande psicologo». Lo ha detto una delle infermiere del leader libico in un’intervista a una tv locale ucraina. La donna, filmata in segreto mentre parlava col giornalista, è stata identificata solo con il nome di Oksana. L’infermiera ha lasciato la Libia a febbraio mentre le forze leali a Gheddafi stavano cercando di soffocare la rivolta. Nell’intervista rilasciata ieri, Oksana ha detto di aver lavorato per il colonnello per oltre due anni. «Due anni e mezzo fa Gheddafi si trovava a Kiev per una visita», ha detto. E la donna era stata invitata, con altre candidate, a tenere un colloquio con lo stesso colonnello. «Sembrava di essere in un casting, è un grande psicologo. Non ha più 20 anni e qualche volta ha bisogno di un controllo per la pressione, ma comunque è in condizioni di salute meglio di lei», ha detto la donna al giornalista che la intervistava. Oksana, che vive in un paese vicino Kiev, si è poi soffermata sulle leggende che riguardano Gheddafi come quello di soggiornare in una tenda quando va all’estero. «Non vive o dorme nella tenda. E noi non dormiamo con lui», ha detto smentendo le notizie che Gheddafi abbia intrecciato legami con le sue infermiere

BEN JAWAD, DUE MORT E 30 FIERITI: INSORTI SI RITIRANO Due persone sono morte e altre 30 sono rimaste ferite nell’attacco sferrato questa mattina a Ben Jawad, 100 chilometri a est di Sirte, dalle forze leali al colonnello libico Muammar Gheddafi e i ribelli. Lo riferiscono alcune fonte mediche. «Due persone sono morte e almeno 30 sono rimaste ferite. Tre sono in gravi condizioni», ha detto Abdrabou Al-Zheiti, medico presso l’ospedale di Ras Lanuf, a una trentina di chilometri da Ben Jawad. Nel frattempo, i ribelli hanno detto di essersi ritirati da Ben Jawad dopo combattimenti con le forze fedeli al regime. «Ci siamo ritirati da Ben Jawad», ha detto uno di loro Aqil al-Farsi. «Ras Lanuf sarà la nostra linea difensiva. Ieri alcuni sono riusciti ad andare al di là di Ben Jawad, ma miliziani si sono infiltrati nella cittadina durante la notte. Sono sui tetti», ha aggiunto.

IL GOVERNO ABOLISCE LE TASSE
  Il governo libico ha disposto l’abolizione delle tariffe d’importazione sui beni di consumo e il taglio delle tasse su consumi e produzione. Lo riferisce la tv di stato. Tale decisione, continua la tv, è stata presa «in occasione delle grandi vittorie libiche sulle bande di terroristi» riferendosi agli scontri fra le forze leali al colonnello Muammar Gheddafi e gli insorti contro il regime.

PRIMO CAMPO ITALIANO AL CONFINE CON TUNISIA È in corso di allestimento il primo campo italiano nella tendopoli di Choucha dove i profughi sono oltre 17. Il campo, su cui sventola un tricolore italiano, diventerà il cuore tecnologico della tendopoli gestita dall’ Ocha e dell’Echo, le associazioni umanitarie di Onu e Ue. Ci sarà anche la centrale di controllo dei flussi della Iom, dell’ Organizzazione per le migrazioni. Si tratta di una serie di tensostrutture che ospiteranno il quartier generale delle organizzazioni internazionali di aiuti umanitari. Al lavoro ci sono uomini della protezione civile e dei vigili del fuoco coordinati dal gruppo avanzato della Farnesina giunta l’altro ieri. Stamani è partito un C130 italiano per il rimpatrio di 60 egiziani.

fonte:leggo            scelto da michele de lucia