Al Marianiello con l´Internet.cineforum…mercoledì 9 marzo ore 19 …Storie di donne

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INTERNET.CINEFORUM Gran Caffè Marianiello Mercoledì 9 marzo ore 19.00…storie di donne
   
 

 

Incontro con…

Rita Levi Montalcini (Torino, 22 aprile 1909) è una scienziata e senatrice italiana. È stata insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986 e nominata senatrice a vita nel 2001 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. È socia nazionale dell’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche ed è tra i soci fondatori della Fondazione Idis-Città della Scienza.

 

Una serata tutta dedicate alle donne con due film come “OSAMA”(Afghanistan,2003)di Siddiq Barmak e IL SEGRETO DI ESMA(Bosnia-Herzegovina,2006) di Jasmila Zbanic, Orso d’Oro al festival di Berlino

 

I film in competizione

Osama(Afghanistan,Giappone,Irlanda,2003)di Siddiq Barmak,82’

  

È un film politico, naturalmente, che vuol illustrare il periodo dei talebani al potere: quando «nessuno aveva diritto di decideren nulla», quando «tutti avevano paura anche della propria ombra», quando era ancora più gravoso «il fardello di ingiustizie e assurdità religiose che pesava sulle spalle delle donne». Il film insegna pure che Osama è un nome come tanti, non un segno speciale di Osama Bin Laden. A Kabul, una piccola famiglia (nonna, madre, figlia dodicenne) è rimasta senza uomini dopo la morte di padre e fratello: una disgrazia che condanna alla fame le donne alle quali la legge proibisce di lavorare, parlare con estranei, uscire di casa senza essere accompagnate da un uomo. La bambina viene dunque travestita da ragazzino, con i capelli accorciati e il nome Osama viene mandata a lavorare come aiutante d’un lattaio. Ma i bambini debbono obbligatoriamente frequentare la scuola islamica che oltre al Corano insegna pure l’uso delle armi. Per inesperienza la piccola falsa-maschio commette errori, viene scoperta, arrestata; e si salva dalla lapidazione soltanto perchè la danno in moglie a un vecchio maestro-sacerdote. Momenti toccanti e pieni di pathos arricchiscono la storia: la miseria straziante (si vive d’elemosine, all’ospedale disastrato manca persino l’ossigeno); le manifestazioni di donne in burqa stroncate dalla polizia con sparatorie, getti spietati degli idranti, arresti; i ragazzini portati via dalle proprie case e dalla strada per costringerli alla scuola che sviluppano in se stessi un’analoga violenza; i rituali religiosi; le esecuzioni d’un giornalista televisivo e d’una donna stranieri, per fucilazione e lapidazione. Soprattutto, lo spavento costante della bambina-maschio, il suo perenne dolore. Come gli altri interpreti, la protagonista è una non professionista; come il film, è schietta, espressiva, commovente e bella

 

 

Il segreto di Esma(Bosnia-Herzegovina,2006)di Jasmila Zbanic,90’

 

Sarajevo, anno 2006. Le dolorose ferite della lunga guerra jugoslava, degli assedi serbo-bosniaci sono ancora tangibili e visibili, nel tessuto urbano e nell’animo delle persone. Esma, bosniaca, lavora come cameriera in un fumoso e losco club; vive con l’adolescente, irrequieta, adorata e irrispettosa figlia Sara. Chi sia il padre di Sara è l’angoscioso e torturante segreto di Esma. Quando alla fine la donna riuscirà a rivelarlo alla figlia, e a parlarne lei stessa, sul volto di entrambe sboccerà una nuova serenità e una complicità d’amore totale.
Lungometraggio d’esordio della documentarista bosniaca Jasmila Zbanic, il film è infatti una pellicola tutta al femminile, nella sensibilità, nello sguardo attento al cuore, alla gestualità, alle problematiche delle donne reduci da quella guerra che ne ha inesorabilmente determinato il percorso di vita: ed è proprio nell’unione, nella forza dell’amicizia, della complicità, dell’aiuto tra donne che il cammino verso la guarigione si rende obiettivo possibile. La macchina da presa della regista riesce bene a disegnare una situazione interiore drammatica, un grigio squallore architettonico, un dolore e una povertà diffusi in un’intera città. Un affresco totale che, sebbene abbia nella vicenda di Esma il suo centro focale, riesce anche a dipingere, con il giusto ritmo e lo spazio adeguato, i contorni che la delimitano: e così si vedono i nuovi ricchi malavitosi, le prostitute che arrivano per allietare i soldati ancora presenti, i palazzi ancora sigillati, i bambini che possono trovare pistole con cui giocare. Grande capacità della regista è l’alternanza di ritmo e montaggio, in un perfetto equilibrio tra quotidianità e scene dal forte impatto emotivo. Un piccolo grande film, che inizia a raccontare un pezzo di Storia che ancora la cinematografia non osa molto toccare