Rifuti, De Luca ricorre a Napolitano esposto al presidente sull´inceneritore

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Cirielli si rivolge alla procura. Il deputato Pdl presidente della Provincia, ha inviato un’istanza ai pm sulla variante.

SALERNO — Alla fine, dopo tante minacce verbali, lo scontro politico sul termovalorizzatore diventa una battaglia giudiziaria. Tanto che il Comune di Salerno, da un lato, e la Provincia, dall’altro, arrivano al punto di smuovere tutti i tipi di magistratura. Il sindaco Vincenzo De Luca invoca l’intervento del Capo dello Stato, inviando un ricorso straordinario al presidente Giorgio Napolitano contro il piano provinciale dei rifiuti. Il presidente di Palazzo Sant’Agostino, Edmondo Cirielli, di contro, firma un esposto penale indirizzato alla Procura contro la variante urbanistica approvata dall’esecutivo di Palazzo di Città sui suoli di via Cupa Siglia dove dovrebbe sorgere l’impianto. L’ultimo atto giudiziario — in ordine di tempo— lo piazza il primo cittadino. La delibera di giunta comunale che autorizza il ricorso al presidente della Repubblica è la numero 176 del 15 febbraio scorso. Il ricorso, preparato dall’avvocato Antonio Brancaccio, è stato notificato qualche giorno al parlamentare del Pdl e alla società provinciale Ecoambiente. Venticinque pagine e quattro punti che riassumono le presunte violazioni di legge contestate alla Provincia nella predisposizione del piano di ambito sulla gestione dei rifiuti nel Salernitano. Che sarebbe illegittimo, e quindi da annullare, perché, sottolineano da Palazzo di Città, non è stato sottoposto ad alcuna valutazione ambientale strategica. Dunque, diversamente dall’iter che sta seguendo la Provincia di Avellino, non ci sarebbero state consultazioni, né tantomeno i monitoraggi preventivi. E soprattutto non è stato chiesto il parere dell’ente comunale, sul cui territorio ricadrebbero gli effetti del futuro inceneritore. Il perno centrale della tesi sulla denunciata illegittimità del piano provinciale si concentrerebbe principalmente nell’assenza di un piano regionale sui rifiuti. Che la Regione Campania non ha ancora adottato, limitandosi la giunta Caldoro ad approvare, il 5 febbraio dell’anno scorso, solo le linee guida del piano triennale. «Questo — si legge nel ricorso— è solo il punto di partenza per l’adozione del piano regionale che, tra l’altro, per entrare in vigore, deve essere approvato unicamente dal consiglio regionale e non di certo dalla giunta». Dunque, in mancanza di un vero piano che detti i criteri e le modalità cui dovranno adeguarsi i successivi piani provinciali, quello che definisce la gestione dei rifiuti nel Salernitano non avrebbe, per legge, ragione di esistere. Alla denuncia di illegittimità presentata dal Comune di Salerno, l’ente provinciale risponde con un esposto penale. Montando un quadro accusatorio che vedrebbe il sindaco di Salerno responsabile di aver commesso un abuso d’ufficio nell’approvazione della variante urbanistica. L’esposto di Cirielli precede di qualche mese il ricorso di De Luca. E’ datato 20 dicembre 2010 e la delibera di giunta che lo ha approvato è la numero 467. Che lancia sospetti anche sui 15 milioni erogati dalla Protezione civile (e già investiti) per l’esproprio dei terreni privati e per la fase progettuale. «L’impiego delle rilevanti risorse finanziarie (complessivamente 25 milioni; ndr) — si legge nell’atto dell’esecutivo di Palazzo Sant’Agostino — verrebbe di fatto vanificato dal mutamento di indirizzo urbanistico. E’ chiaro che tali determinazioni sono indirizzate unicamente ad impedire che la Provincia completi il percorso burocratico amministrativo di realizzazione del termovalorizzatore». Così, in attesa di conoscere chi sarà l’Ati chiamata a realizzare l’impianto, si aspettano anche le prime mosse della macchina della giustizia.

Angela Cappetta Il Corriere del Mezzogiorno

proposto da Michele Pappacoda