COMUNE DI NAPOLI: VIZIO DI FORMA NELLE FIRME, NO ALLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO, LA IERVOLINO RESTA AL SUO POSTO

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ALLEANZA PER NAPOLI CON TE, DIMISSIONI RESTANO Il gruppo consiliare ‘Alleanza per Napoli con te’, formato da Erasmo Caccavale, Stefano Palomba, Raffaele Scala, riaffermano, in una nota, “l’azione politica intrapresa con i cugini del Pdl per liberare la città da una classe politica inadeguata”. “Nonostante i vizi procedurali rilevati dal prefetto, l’atto politico rimane. ‘Alleanza per Napoli Con Te’ resta fermamente convinta – si sottolinea in una nota – della volontà di liberare questa città da una classe dirigente di basso profilo. Ci appelliamo al buon senso del sindaco per una azione di responsabilità e di dignità verso la città di Napoli ed i suoi cittadini senza appellarsi a vizi di forma. La cittadinanza tutta è stanca di programmi non attuati”. SCHIFONE,FORMALISMO NON CAMBIA DATO POLITICO “Qualcuno avrà pure sbagliato l’indirizzo dove inviare le proprie dimissioni, per cui il Prefetto si è visto costretto a rinviare lo scioglimento del Consiglio comunale, ma il dato resto: 31 consigliere su 60 hanno detto basta, alla Iervolino ed alla giunta da lei guidata. La parte più consapevole dell’ex maggioranza consiliare, insomma, ha dovuto prendere atto del fallimento politico del decennio amministrativo della Iervolino e sta cercando, seppure in extremis e nei limiti del possibile, di correre ai ripari ‘licenziando’ il ‘comandante’ che continua a dimostrarsi assolutamente inadeguato al proprio ruolò'”. A sostenerlo è Luciano Schifone, consigliere regionale e comunale del Pdl, “a proposito dell’annullamento, da parte del prefetto, delle dimissioni di alcuni consiglieri perché erroneamente non risultavano indirizzate al Consiglio comunale”. “Del resto – continua – parlare oggi come fa la Iervolino, relativamente a qualche dimissionario, di voltagabbana, venduti e ‘puttani’ e lanciare accuse a destra e a manca, significa non aver chiarezza su quanto è successo, non solo in questo momento, ma anche negli ultimi due anni, durante i quali la maggioranza è andata sgretolandosi un poco alla volta, perdendo pezzi un giorno si e l’altro pure. Non a caso, 2 consigli comunali su tre (ad essere ottimisti) pur regolarmente convocati sono andati deserti per mancanza di numero legale”. “Ed il peggio – conclude Schifone – è che essendo questi due anni il tratto terminale di un decennio di amministrazione assolutamente fallimentare, per altro, facente seguito ad altri 10 anni, altrettanto insulsi, ad uscirne penalizzati sono stati Napoli ed i suoi cittadini. Non rendersene conto, come mostra di fare il presidente del Consiglio Leonardo Impegno, che annuncia la convocazione di una conferenza dei capigruppo per decidere la calendarizzazione della discussione sulla mozione di sfiducia, é segno di cecità politica e di inusitato attaccamento alla poltrona che serve soltanto a prolungare di qualche settimana l’agonia di Palazzo San Giacomo, nell’estremo tentativo di poter affrontare la campagna elettorale stringendo fra le mani le leve del potere, per continuare a foraggiare amici, clienti e portatori di voti. Ma è anche dimostrazione di disinteresse nei confronti di una città che ogni giorno di più va allo sfascio”. LAMURA (PDL), RACCOGLIAMO DI NUOVO FIRME “Stiamo raccogliendo di nuovo le firme necessarie per determinare lo scioglimento del Consiglio comunale”. Lo ha detto Carlo Lamura, capogruppo Pdl del Consiglio comunale di Napoli. “Benincasa si è preso 24 ore di tempo, aspetta che arrivi Cesa per parlarne con lui – ha affermato – Intanto noi raccogliamo le firme, secondo le disposizioni del Testo Unico”. “Non avevano considerato l’articolo 38 – ha poi sottolineato – ma questa è lana caprina, resta il dato politico che 31 consiglieri si sono comunque dimessi”. Nei giorni scorsi, ha poi ricordato, “ho fatto appello a tutti perché malumori si erano registrati anche nel centrosinistra, ma continuiamo a parlare con chi ha già firmato. Anche Giudice e Malvano sono d’accordo a rifirmare”. Lamura ha inoltre fatto sapere che sono alla ricerca di un nuovo notaio perché “lo studio di Bellecca é al Centro direzionale, ne cerchiamo uno più vicino”. “Il presidente Impegno mi ha telefonato per chiedermi della seduta solenne del Consiglio prevista per domani sulla sicurezza sui luoghi di lavoro – ha concluso Lamura – E’ una questione serissima che non va sottovalutata, ma la situazione politica ora è un po’ particolare. Credo sarebbe meglio discuterne in altri modi, magari con una conferenza stampa”. Martusciello, scelta Lettieri segnale decisivo per citta’ ”La scelta di Gianni Lettieri a candidato a sindaco di Napoli per il Pdl e’ un chiaro e decisivo segnale di attenzione per la citta’ da parte del Presidente Silvio Berlusconi”. E’ quanto afferma Antonio Martusciello, gia’ viceministro del secondo governo Berlusconi. ”E’ giunto il momento di operare una svolta decisiva – aggiunge Martusciello – che riscatti l’intera citta’ da una gestione amministrativa fallimentare e dannosa, il cui scotto continua ad essere pagato soprattutto dai cittadini”. “Lettieri rappresenta la scelta migliore che il centrodestra partenopeo potesse mettere in campo – aottolinea Martusciello – Una personalita’ di alto livello e di spiccata professionalita’ che riuscira’ a sanare le ferite inferte in questi anni alla citta’ dal malgoverno della sinistra. Una figura credibile ed estranea ai compromessi della politica – conclude l’ex parlamentare azzurro – che sapra’ lavorare con entusiasmo e passione civile per la rinascita di Napoli”. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, VIZI FORMA IN TUTTE LE FIRME, NO SURROGA Non si procederà a surroga dei consiglieri dimissionari. E’ quanto fa sapere il presidente del Consiglio comunale di Napoli Leonardo Impegno, dopo aver analizzato le carte. Ha spiegato che “tutte le firme hanno vizio di forma e di conseguenza sono inefficaci”. Resta da calendarizzare la mozione di sfiducia che il centrodestra ha presentato in Consiglio comunale dello scorso mercoledì. Impegno ha anche fatto sapere che convocherà una conferenza dei capigruppo all’inizio della prossima settimana per decidere quando convocare il Consiglio. LANZOTTI RIENTRA DALL’ESTERO,CONFERMO DIMISSIONI “Sono rientrato stamane dall’estero, per poche ore, per sanare l’impasse di forma nella presentazione delle mie dimissioni da consigliere di Napoli, contestualmente ad altri 30 colleghi, a testimonianza del mio impegno assoluto di liberare Napoli da questa giunta nefanda”. Così il consigliere del PDL al Comune di Napoli, Stanislao Lanzotti. “Reputo, tuttavia, imbarazzante l’attaccamento alla poltrona da parte della maggioranza, pur non essendo più maggioranza né tra i cittadini né nell’aula consiliare. Appellarsi, tralasciando il dato politico, ad un vizio di forma è l’ultimo tentativo stucchevole e puerile – aggiunge – di deformazione della realtà perpetrato con pervicacia in questi ultimi 10 anni dal sindaco di Napoli”. “Auspico che al più presto la nuova amministrazione di centrodestra risollevi la città dal baratro”, ha così concluso Lanzotti. BENINCASA, RIDIMETTERMI? ASPETTO ARRIVO CESA Al momento non rimetterà la sua firma per dimettersi: “Non farò nulla, aspetto che arrivi Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, per discutere della questione”. A parlare è Fabio Benincasa, la cui firma per le dimissioni – a causa di un errore in materia di delega al notaio – avrebbe violato l’ex articolo 38 del Testo Unico, decreto legislativo 67/2000, portando così al blocco dell’iter per lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Napoli. Cesa, annuncia Benincasa, sarà domani in città anche per la questione candidati in vista delle prossime comunali. “Noi avremo un nostro candidato – ha sottolineato Benincasa – e Cesa verrà a ribadirlo”. L’esponente dell’Udc replica anche alle parole del sindaco Rosa Iervolino Russo che aveva chiesto alla magistratura di “mettere il naso” per verificare se ci fosse stata una compravendita di consiglieri. “Sono frasi che potrebbero essere pericolose – ha precisato Benincasa – perché potrebbero utilizzate anche da qualcun altro per chiedere di indagare, in termini di diffamazione”. Il consigliere ha infine ribadito la questione delle presunte raccomandazioni per la sorella delle quali ieri il sindaco ha parlato durante la conferenza stampa a Palazzo San Giacomo. “Ho già detto che ero stato io a chiederglielo, ma siccome lei ogni tanto tira fuori che ha carte e lettere lo ribadisco ancor una volta: era in scadenza il collegio sindacale del Teatro Mercadante, la cui nomina spetta alla Regione. Io ho chiesto al sindaco di farsi portavoce presso la Regione affinché fosse inserita mia sorella, che ora ne fa parte e percepisce per tre anni 7 mila euro lordi”, conclude Benincasa. PIONATI, LETTIERI OK, UDC FUORI DA GIUNTE “Quella di Lettieri è un’ottima scelta. Finalmente il comune di Napoli sarà guidato da un esponente di spicco e di successo della società civile e non dai soliti tromboni della vecchia politica”. Così, in una nota, il deputato Francesco Pionati, Segretario Nazionale dell’Alleanza di Centro e portavoce del gruppo ‘Iniziativa Responsabile’. “Alleanza di Centro è pronta a sostenerlo con proprie liste all’insegna della massima qualità – aggiunge il portavoce di IR -. La scelta dell’Udc che ha deciso di rompere l’alleanza di centrodestra e di non condividere più il percorso seguito fino ad oggi, avvia di fatto il conto alla rovescia per mettere alla porta il partito di Casini sia alla Regione sia nelle amministrazioni provinciali di Napoli, Caserta ed Avellino”. “Oramai – conclude Pionati – è questione di giorni”. Santoro (Pdl), a mezzogiorno ripresentiamo le firme A mezzogiorno saremo davanti al segretario generale Gaetano Virtuoso per ripresentare le 31 firme dei consiglieri comunali per chiedere lo scioglimento del Consiglio”. Lo ha detto all’ADNKRONOS il consigliere comunale di Napoli del Pdl Andrea Santoro. Dunque, l’opposizione di centrodestra, dopo la bocciatura di una firma ritenuta irregolare per un vizio di forma da parte del prefetto Andrea De Martino, ci riprova a mandare a casa Rosa Russo Iervolino e la sua amministrazione. Ma, al termine di due giorni di polemiche, c’e’ qualche certezza in meno che il numero di 31 consiglieri comunali venga raggiunto. Uno dei firmatari, negli ambienti di ‘Palazzo’ si dice Fabio Benincasa dell’Udc, potrebbe venire meno e in questo caso lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Napoli non sarebbe possibile. Ma, raggiungimento o meno delle 31 firme, la vicenda dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Napoli e’ destinata a vivere altri colpi di scena. Infatti, la procedura di dimissioni e’ stata comunque avviata e potrebbe portare a spicevoli soprese per le firme ritenute invece valide. Nel caso in cui oggi l’opposizione di centrodestra non dovesse raggiungere il numero delle 31 firme per attivare la procedura di scioglimento, entro 10 giorni il presidente del Consiglio comunale potrebbe procedere alla surroga di quei consiglieri comunali le cui firme invece sono state ritenute valide in sede di prefettura. Al loro posto subentrerebbero i primi dei non eletti, provocando di fatto, il rinnovamento di quasi mezzo Consiglio comunale a due mesi dalle elezioni. Clamoroso colpo di scena al Comune di Napoli. La Iervolino resta al suo posto, per ora. Non si può procedere, almeno per il momento, allo scioglimento del Consiglio comunale. Questo perché dopo una verifica delle 31 firme dei consiglieri dimissionari, la prefettura di Napoli ha rilevato un vizio relativo ad una delle firme presentate. Si tratta della firma del consigliere dell’Udc Fabio Benincasa, ex Pd, che avrebbe presentato le dimissioni nella sede di una circoscrizione secondo modalità non previste dalla legge. Irregolarità anche nelle firme di altri 4 consiglieri. Ironica la reazione del sindaco Rosa Russo Iervolino che dice: “Non sanno neanche dimettersi”. Il Pdl si mostra tranquillo e assicura che nelle prossime ore gli equivoci saranno chiariti e le dimissoni verranno ripresentate. Intanto, è corsa alle candidature in vista delle elezioni previste il 15 e il 16 maggio. Il Pdl sembra orientato a puntare sul presidente degli industriali napoletani Gianni Lettieri che ieri ha dato il suo assenso a Berlusconi. Il centrosinistra è spaccato tra il prefetto Morcone, su cui spinge gran parte del Partito Democratico, e l’ex magistrato De Magistris, su cui insiste l’Italia dei Valori. LA GIORNATA DEL 3 MARZO. TUTTA LA CRONACA: Appello al Pd a sostenere De Magistris da avvocato diritti civili “Perche’ Luigi De Magistris no? Chiedo al Partito democratico di compiere per una volta un atto di umilta’ e di smetterla di tirare fuori dal cappello persone sconosciute ai piu’ che con Napoli hanno poco a che fare”. Lo ha detto l’avvocato napoletano dei diritti civili Elena Coccia, che ha rivolto un appello al Pd a candidare l’ex pm Luigi De Magistris a sindaco di Napoli. L’avvocato Coccia ha poi messo in “relazione la bella partecipazione dei cittadini alle primarie, indipendentemente dall’infausto esito di esse, con la grandissima manifestazione del 13 febbraio a Napoli promossa dalle donne. C’e’ una grande voglia di partecipazione che in questi anni ci e’ stata negata da quelle stesse persone che sono scese in lizza, fingendo di volere unire la sinistra ma in realta’ per dividerla -ha detto l’avv. Elena Coccia- Napoli ha bisogno di tutti noi, di Luigi De Magistris, bisogna includere non vietare”. Lettieri, ho dato disponibilita’ a mia candidatura ”Sono molto grato al presidente Berlusconi per avermi chiesto la disponibilita’ a correre come candidato a sindaco di Napoli, proposta che mi inorgoglisce come cittadino e come imprenditore. Ho dato la mia disponibilita’ con grande senso di responsabilita’, ma anche con entusiasmo e passione civile, una sfida avvincente che ha come unico scopo quello di contribuire al riscatto di una citta’ che ha necessita’ di riscoprire valori e nuova progettualita”’. E’ quanto ha dichiarato l’imprenditore Gianni Lettieri a conclusione dell’incontro avuto nel pomeriggio con il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli. ”Sono altresi’ convinto – ha aggiunto Lettieri – che per tagliare un traguardo cosi’ ambizioso e cosi’ impegnativo c’e’ bisogno del contributo di tutti coloro hanno a cuore le sorti della citta”’. Gianni Lettieri, napoletano, ha 54 anni ed e’ presidente ed amministratore delegato di Atitech. In passato, dal 2004 al 2010, ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Unione industriali della provincia di Napoli. D’Angelo, con la caduta della giunta Iervolino la politica perde dignita’ “Quello che e’ accaduto alla giunta Iervolino dimostra a mio avviso che la politica ha perso dignita’ e credibilita’. Non voglio difendere la Iervolino, ma non condivido affatto la decisione dei consiglieri che si sono dimessi determinando cosi’ il crollo della sua giunta”. Queste le parole di Nino D’Angelo. “Mi dispiace per quello che sta accadendo soprattutto perche’ poi a farne le spese sono principalmente i cittadini di una citta’ che amo molto e che ho nel cuore. Credo infine -conclude D’Angelo- che un sindaco, una giunta possa fallire, cadere, ma non condivido il modo che ha determinato la fine di questa giunta”. Di Capri, al piu’ presto giusto sindaco per citta’ che ha bisogno di aiuto “Ho appreso la notizia della caduta della giunta Iervolino dai telegiornali ma non posso di dire di conoscere al dettaglio le motivazioni e le cause di questa situazione quindi mi sento solo di dire che spero si possa individuare al piu’ presto un valido personaggio, ila giusto sindaco che possa risollevare le sorti di una citta’ che ha molto bisogno d’aiuto”. Lo ha affermato Peppino Di Capri all’ADNKRONOS, in merito alla situazione delle ultime ore che ha travolto la giunta presieduta da Rosa Russo Iervolino. “Non sento la Iervolino da molto tempo -ha continuato De Capri- ma stimo questo sindaco che in passato ha fatto bene il suo ruolo ma che forse ora e’ stato travolto dagli eventi che hanno determinato la caduta della sua giunta”. Berlusconi ‘sonda’ Lettieri, colloquio a palazzo Grazioli Il Pdl ancora non ha scelto il suo candidato sindaco di Napoli. Nel tardo pomeriggio Silvio Berlusconi ha ricevuto a palazzo Grazioli il coordinatore campano del Pdl, Nicola Cosentino e il presidente dell’Unione industriali di Napoli Gianni Lettieri. La visita del leader degli imprenditori napoletani, indicato tra i papabili per la corsa a palazzo San Giacomo in una rosa di altri quattro nomi, ha subito scatenato le voci su una sua probabile candidatura alla carica di primo cittadino del capoluogo campano. Marinella, ora voltare pagina per far conoscere altra citta’ “La parola d’ordine per tutti deve essere voltare pagina. Chiunque verra’ dopo Iervolino, di destra o di sinistra che sia, non solo deve avere idee chiare e decise ma deve portarle a termine”. Cosi’ l’imprenditore partenopeo Maurizio Marinella, il ‘re’ delle cravatte commenta all’ADNKRONOS lo scioglimento del consiglio comunale di Napoli in seguito alle dimissioni di 31 consiglieri. “Ora mi aspetto molto – sottolinea Marinella – perche’ Napoli troppo spesso e’ sulle cronache per testimoniare negativita’. Per noi che, invece, cerchiamo di trasmettere una citta’ diversa, che lavora e’ sempre piu’ complicato poter parlare di quello che di buono c’e’ a Napoli. Per il futuro – conclude – non posso che augurarmi un sindaco napoletano che conosca i problemi della citta’, che sappia dare regole per fare in modo, finalmente, che tutti conoscano un’altra Napoli”. Di Pietro a Bersani, Pd spieghi no a De Magistris “Certo che non dobbiamo consegnare la citta’ di Napoli ne’ a Cosentino ne’ al clan dei Casalesi. Proprio per questo, non si capisce la ragione per cui il Pd non voglia condividere con l’Italia dei Valori la scelta di candidare Luigi de Magistris come sindaco di Napoli. Soprattutto dopo che il Pd ha fallito l’individuazione di un candidato alternativo, autorevole e credibile con le primarie e con le altre proposte messe in campo”. Antonio Di Pietro risponde cosi’ al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in merito alla candidatura del sindaco di Napoli. ”Non riusciamo a comprendere -prosegue Di Pietro- il motivo per cui, non avendo il Pd altri candidati che abbiano uguale credibilita’ e visibilita’ per poter vincere le elezioni a Napoli, non accetti la candidatura di de Magistris, se non per fare un dispetto all’IdV. Il nostro impegno e’ quello di avere una coalizione unita, in cui vi sia fiducia reciproca e nella quale l’Italia dei Valori non venga vista come un serbatoio di voti e non sia trattata come un panno usa e getta”. ”Il Pd ci spieghi -conclude il leader dell’Idv- perche’ non va bene la candidatura di Luigi de Magistris e per quale ragione, pur di non accettarla, si cercano candidati improbabili, addirittura non di Napoli e poco conosciuti, se non ad una ristretta cerchia di persone. Per questo, invitiamo, ancora una volta, il Partito democratico ad aderire a un progetto unitario che veda de Magistris come il punto di riferimento del riscatto della citta’ di Napoli, all’insegna della trasparenza e del rinnovamento”. Rivellini (Fli), attendiamo tavolo di discussione con Pdl “Registriamo favorevolmente l’analisi di Marcello Taglialatela sulla possibilita’ di un tavolo di discussione a Napoli tra Pdl e Polo della Nazione”. Cosi’ Enzo Rivellini, coordinatore campano di Futuro e Liberta’ per l’Italia (Fli). “Fli che ha piu’ volte dichiarato che intende allearsi con i napoletani e non coi partiti, – afferma Rivellini – e’ tuttora in attesa di conoscere programmi, candidato e squadra di governo per poter fare le proprie valutazioni. Naturalmente le vicende degli ultimi mesi, tanto del centrosinistra quanto del centrodestra (in cui pare che l’unica cosa importante sia la mera ricerca di un nome salvifico per Napoli) determinano la necessita’, come Fli, di considerare anche la possibilita’ di percorrere strade alternative”. “Per questo – conclude Rivellini – attendiamo dal coordinatore cittadino del Pdl Taglialatela, che cio’ che oggi ha dichiarato: con gli amici del Polo della Nazione aspettiamo il tavolo di discussione”. Caldoro, candidato Pdl non sia scelta del salotto della politica Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Napoli, “e’ il momento di voltare pagina”. Conclusa l’esperienza dell’amministrazione Iervolino, “che noi del centrodestra giudichiamo assolutamente negativa”, il Pdl dovra’ “scegliere un nome forte e credibile di fronte all’opinione pubblica, che non sia solo il prodotto del salotto del teatrino della politica”. Cosi’ il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro commenta all’ADNKRONOS il ‘terremoto’ politico che ha investito il Comune di Napoli dopo le dimissioni, a pochi mesi dal voto, di 31 consiglieri dell’opposizione. “Tra un paio di mesi si sarebbe comunque arrivati alle elezioni, dal punto di vista tecnico amministrativo la consiliatura era gia’ finita – prosegue Caldoro – E’ stato dato un segnale politico dall’opposizione ma anche da una parte della maggioranza, perche’ era il momento di concludere un’esperienza che noi giudichiamo assolutamente negativa”. Secondo Caldoro la mossa del centrodestra non e’ stata tardiva. “L’opposizione non aveva i numeri, essendo minoranza, per poter fare quello che si e’ fatto in questi giorni – sottolinea il governatore – quindi vuol dire che alle opposizioni si e’ unita una parte della maggioranza. Adesso c’e’ bisogno di cambiare pagina. Siamo un po’ in ritardo, dobbiamo scegliere – aggiunge il governatore in merito alla scelta del candidato – A partire da Mara Carfagna, il centrodestra ha tantissimi candidati autorevoli e capaci, che si sono misurati sul territorio. Dobbiamo guardare alle alleanze e scegliere un nome forte e credibile di fronte all’opinione pubblica, che non sia solo un prodotto del salotto del teatrino della politica”. Bersani, no agli strappi, si cerchi soluzione unitaria Per la scelta del candidato sindaco a Napoli “si cerchi una soluzione dentro un contesto unitario”. E’ Pier Luigi Bersani a lanciare un appello per l’unita’ in questa fase pre elettorale che si e’ formalmente aperta a Napoli dopo le dimissioni di una fetta dei consiglieri comunali. “Il centrosinistra e’ in condizione di allestire una coalizione vincente, nessuno strappo -ha sollecitato il leader Pd-. Si cerchi una soluzione dentro un contesto unitario di centrosinistra. Nessuno detti il compito per trovare una soluzione che non consegni Napoli alla destra di Cosentino”. Bersani ha sottolineato, a proposito del voto amministrativo, che “nell’insieme noi siamo ai blocchi, il centrodestra non ancora. Questo sara’ il primo voto da un anno e mezzo a questa parte, sara’ il voto per le citta’ ma anche per il Paese. Faremo valere questo ragionamento”. Il segretario del Pd ha fatto avere il suo appoggio al sindaco uscente: “La Iervolino e’ una persona per bene, onesta. Ce l’ha messa tutta in una condizione difficilissima. E’ vergognoso quello che e’ successo. Solidarieta’ alla Iervolino”. Soro (Pd), grazie Iervolino ha resistito con onesta’ e coraggio “Dieci anni fa ho avuto un qualche ruolo per indurre Rosetta Iervolino ad accettare la candidatura a sindaco di Napoli”. Lo ricorda in una nota Antonello Soro del Pd. “Ero il suo capogruppo alla Camera e -prosegue- la consideravo(la considero) il miglior presidente di commissione affari costituzionali da me conosciuto. Nel giorno in cui lascia l’incarico di sindaco sento il dovere di ringraziarla per aver resistito con onesta’ e con passione in questo straordinario e generoso servizio, nella trincea in cui troppo spesso l’abbiamo lasciata da sola”, conclude. Lamura (Pdl), addio Iervolino? Sua amministrazione responsabile degrado “Iervolino deve assumersi le sue responsabilita’ e invece di invocare l’intervento della magistratura deve analizzare meglio quello che e’ accaduto: la situazione attuale si e’ determinata grazie ai ‘pezzi’ che lei ha perso nel tempo”. Lo ha detto all’ADNKRONOS il capogruppo del Pdl al Consiglio comunale di Napoli, Carlo Lamura, commentando lo scioglimento del consiglio comunale del capoluogo campano. “Iervolino e la sua amministrazione hanno la responsabilita’ dello sfascio di questa citta’ – sottolinea Lamura – che e’ sotto gli occhi di tutti. Una situazione di degrado che avevamo il dovere come opposizione di interrompere. Tutto il centrodestra, pur nelle sue diverse posizioni, ha trovato una forte coesione per mandare via questa amministrazione che ha rovinato questa citta’. Ci auguriamo che questa iniziativa possa essere il preludio per creare una forte coalizione del centrodestra e per trovare un candidato forte. Vogliamo ripetere su Napoli l’esperienza vincente di Caldoro”. Diodato (pdl):”L’aver staccato la spina alla giunta Iervolino è stato un atto caritatevole” « Premetto che il prestigio indiscusso della Jervolino – dichiara Pietro Diodato – avrebbe meritato una uscita di scena degna del suo percorso istituzionale. E questo è un dato che non può non dare dispiacere a chiunque, siano essi anche esponenti dell’opposizione che da sempre l’hanno avversata nella sua qualità di Sindaco di Napoli. Ma è altrettanto vero – prosegue Diodato – che la città, ormai in coma quasi irreversibile, avesse bisogno di un atto amorevole che interrompesse questa agonia. Adesso però, si utilizzi questo periodo commissariale per mettere a fuoco le finanze di Palazzo San Giacomo che, come molti analisti temono, sono in una fase pre-dissesto, ed avviare un’opera di risanamento che risparmi alla nuova giunta scenari cupi. » Orlando (Pd), dal tavolo di stasera uscira’ nome candidato Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale e la bufera politica che ha investito l’amministrazione di centrosinistra guidata da Rosa Russo Iervolino, il Pd corre ai ripari. Il commissario provinciale del partito, Andrea Orlando, all’ADNKRONOS assicura: “Dal tavolo di questa sera arrivera’ la risposta”. Le dimissioni di 31 consiglieri dell’opposizione, che porteranno al commissariamento del Comune pochi mesi prima delle elezioni, accelerano inevitabilmente i tempi: sia il Pd che il Pdl non hanno ancora indicato il nome del proprio candidato. “Da oggi voglio parlare a nome del centrosinistra e non del Pd – sottolinea Orlando – Adesso dobbiamo ricostruire una forte unita’. Al tavolo di questa sera sono state convocate tutte le forze del centrosinistra, compreso l’Idv – aggiunge – Sono sicuro che prevarra’ il senso di responsabilita’ da parte di tutti”. Uno dei nodi principali che il centrosinistra dovra’ affrontare sara’ ricucire lo strappo con l’Idv, dopo la discesa in campo di Luigi De Magistris: mossa che non e’ piaciuta al Pd, che continua a insistere sull’esigenza di trovare un nome esterno ai partiti. “Noi non abbiamo mai espresso alcuna pregiudiziale su nessun nome – sottolinea Orlando – Credo che l’unita’ del centrosinistra si possa costruire piu’ agevolmente su un nome terzo, estraneo a singole fazioni e forze politiche. Questo convincimento resta e vogliamo verificarlo con gli altri alleati”. Iapicca (Pdl), da consiglieri scelte libere, dopo Iervolino citta’ puo’ risorgere< “La Iervolino non deve prendersela con nessuno ne’ tirare in ballo la magistratura, quello che e’ avvenuto e’ solo colpa della sua incapacita’: non c’e’ stata nessuna ‘irregolarita” al Comune, i consiglieri hanno deciso liberamente. Oggi considero Napoli ‘liberata’, una citta’ che finalmente puo’ risorgere”. Lo ha detto all’ADNKRONOS il coordinatore vicario del Pdl di Napoli, Maurizio Iapicca, commentando lo scioglimento del consiglio comunale del capoluogo campano. “Finalmente a Napoli – prosegue Iapicca – si potra’ tornare a lavorare bene. I 31 consiglieri non hanno potutto fare a meno di firmare le dimissioni, la loro scelta e’ stata solo la diretta conseguenza di quello la Iervolino non ha saputo fare in questi anni. Non si tratta di essere voltagabbana”. Per il futuro della citta’ “mi appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per decidere in tempi brevi il candidato sindaco del centrodestra. Napoli – ha concluso Iapicca – ha bisogno di tornare ad avere un’amministrazione sana e che riporti la citta’ al suo antico splendore. Dobbiamo dare un messaggio nuovo ai napoletani”. Iervolino, adesso lavorero’ alla Casa delle donne maltrattate “Vivro’ tra Napoli e Roma, lavorero’ alla Casa delle donne maltrattate di Carol Tarantelli e alla Fondazione Iotti. Lavorero’ nel sociale, anche a Bruxelles e a Vasto”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto a Palazzo San Giacomo. A tratti appassionata, a tratti dura, Rosa Russo Iervolino ha detto che adesso cerchera’ “di cancellare i tanti vermiciattoli conosciuti da queste parti e di ricordare le tantissime persone per bene che hanno dovuto fare anche le nozze con i fichi secchi”. Il sindaco ha poi ammesso di avere commesso qualche errore. “Si, ho fatto degli errori nella scelta degli assessori, uno di questi e’ Giuseppe Gambale”. Poi, prima di chiudere la sua ultima conferenza stampa da sindaco di Napoli ha detto con ironia: “Forse avrei dovuto frequentare anche i salotti della Napoli bene ma per me e’ piu’ forte il rapporto con i quartieri popolari”. Iervolino, Pdl ha riconosciuto su Milleproroghe difficolta’ dei Comuni “Avrei dovuto registrare il colloquio in Prefettura dove c’era Luciano Schifone (consigliere comunale Pdl, ndr) che ha riconosciuto sul Milleproroghe le difficolta’ dei Comuni”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto a Palazzo San Giacomo all’indomani del deposito delle 31 firme di consiglieri comunali che con le loro dimissioni hanno provocato lo scioglimento del consiglio. “Noi siamo riusciti a garantire gli stipendi dei dipendenti, spero che anche il commissario che verra’ vi riuscira'”, ha proseguito il sindaco di Napoli che ha poi rivelato di avere ricevuto una telefonata di solidarieta’ dall’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Iervolino, non mi sono arricchita “Questi ultimi cinque anni mi sono costati tantissimo. Non mi sono arricchita. Mi sono mangiata i risparmi del Parlamento. La politica fatta a imbroglietielli non vale la pena ma la politica e’ la cosa piu’ soddisfacente che possa esserci nella vita”. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, rivendica con orgoglio gli anni trascorsi a Palazzo San Giacomo. Il primo cittadino rivendica la propria onesta’ e il diritto ad elencare le cose buone fatte ma non lesina critiche alla coalizione che l’ha sostenuta. “Sulle primarie non abbiamo dato un bello spettacolo ma non ritengo siano da mettere in relazione il non avere scelto il candidato che dovra’ correre per l’elezione a sindaco alla raccolta delle firme per lo scioglimento del consiglio comunale. Io, non avrei mai mandato in ginocchio la terza citta’ d’Italia per uno scansafatiche in piu’ o in meno. Napoli e’ citta’ di angeli e diavoli -ha proseguito il sindaco- grandi giuristi e grandi mascalzoni”. Iervolino, lasciare a marzo o a giugno cambia poco “Per me lasciare a giugno oppure a marzo cambia poco”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, nel corso della conferenza stampa che si e’ svolta a Palazzo San Giacomo, conclusasi intorno alle ore 13;15 e durata circa un’ora. “Anzi -ha proseguito il sindaco- siamo piu’ liberi per la campagna elettorale che sara’ combattuta e appassionata”. Poi la Iervolino ha annunciato: “Non faro’ piu’ politica perche’ non ho correnti ma faro’ campagna elettorale perche’ amo la mia citta'”. Il sindaco ha poi detto di trovare “assurdo che la citta’ Medaglia d’Oro alla Resistenza, la citta’ che ha dato al Paese tre presidenti della Repubblica, non sia capace di governarsi da sola”. Rosa Russo Iervolino ha poi elencato alcuni degli appuntamenti che salteranno a causa dello scioglimento del consiglio comunale: “Salta la seduta solenne sulla sicurezza sul lavoro, il 5 marzo salta la seduta sull’Unita’ d’Italia. Salta anche il concerto della banda dei carabinieri e la beatificazione a Pianura di don Russolilllo”. L’elenco e’ lungo, il sindaco ha proseguito: “Salta l’inaugurazione della fermata della metropolitana di Borsa, salta anche l’affidamento della villa del camorrista Zaza alle iniziative sociali”. Il sindaco ha fatto poi l’elenco delle cose buone a suo dire fatte dall’amministrazione che ha presieduto continuativamente per dieci anni: “Noi siamo stati l’unico Comune ad avere assunto 534 nuovi dipendenti. Siccome il personale e’ ancora part time sfido chiunque a non gestirsi un concorso in proprio”. La Iervolino ha poi ricordato quello che a suo dire e’ stato il viaggio piu’ bello. “Il ricordo piu’ bello? Il viaggio in Palestina e in Israele e il grazie da questi due paesi. Vi invito a non perdere la spinta alla solidarieta'”. Iervolino, perdenti ma lontani dai voltagabbana “Noi siamo fieri di essere perdenti ma siamo anche lontani dai voltagabbana”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino nel corso della conferenza stampa durata circa un’ora che si e’ svolta a Palazzo San Giacomo all’indomani della consegna delle 31 firme autenticate dal notaio di 31 consiglieri comunali che hanno provocato lo scioglimento del consiglio. ”Il Pdl e’ eterocomandato da un grande capo – ha aggiunto la Iervolino – Che tristezza i consiglieri che si erano dimenticati la propria dignita’ e diventavano dei porta ordini. Noi, invece, liberi e forti fino in fondo. Non vi diro’ delle lettere di chi chiede una nomina per se’ o per la sorella. Me ne vado con orgoglio”. Orlando (Pd), mossa centrodestra e’ spot che pagheranno napoletani Le dimissioni di 31 consiglieri dell’opposizione che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Napoli, “sono uno spot, finalizzato a compiacere qualcuno: uno spot che pagheranno i napoletani”. Cosi’ il commissario provinciale del Pd di Napoli Andrea Orlando commenta all’ADNKRONOS lo scioglimento del consiglio comunale di Napoli. Orlando concorda con le dichiarazioni del sindaco uscente Rosa Russo Iervolino che, nel corso della conferenza stampa che si e’ tenuta questa mattina, ha richiamato l’attenzione della magistratura sui passaggi di alcuni consiglieri comunali. “E’ stata un’operazione realizzata grazie al contributo attivo di quelli che nel vocabolario italiano vengono definiti come ricattatori e credo sia interesse dei cittadini capire se si tratti di ricattatori politici o di ricattatori professionali”, sostiene Orlando. “Credo che ci sia un’involontaria comicita’ nello striscione tenuto in mano ieri da alcuni tra i 31 consiglieri, nel quali si inneggiava alla liberazione della citta’ – prosegue Orlando – perche’ ci si libera di un Consiglio comunale popolato da un numero abnorme di voltagabbana e di irresponsabili”. ”E’ evidente che questa scelta non modifichera’ il corso dell’amministrazione di questi anni – sottolinea ancora il commissario del Pd – Se fosse stato questo l’obiettivo lo si doveva produrre in un altro periodo: cosi’ invece si condannera’ la citta’ a mesi di paralisi burocratica e amministrativa, impedendo di portare a buon fine molti progetti e bloccando cosi’ le ricadute di fine mandato per le quali normalmente un’amministrazione comunale lavora”. Parla il sindaco Iervolino: magistratura indaghi su passaggi di consiglieri “Vorrei che la magistratura ci mettesse un occhio sui passaggi di consiglieri comunali, non vorrei che ci fosse stato un prezzo anche per loro”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino nel corso di una conferenza stampa che si e’ svolta a Palazzo San Giacomo a seguito delle dimissioni di 31 consiglieri che hanno provocato lo scioglimento del consiglio comunale. Solidarieta’ di Bassolino su twitter, un abbraccio a Iervolino L’ex presidente della Regione Campania e gia’ sindaco di Napoli Antonio Bassolino esprime solidarieta’ a Rosa Russo Iervolino dopo la bufera politica che ha travolto il Comune in seguito alle dimissioni di 31 consiglieri dell’opposizione, che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio comunale. Il governatore ha dedicato un messaggio a Iervolino su twitter: “Un grande e affettuoso abbraccio a Rosetta Iervolino”, ha scritto Bassolino. Laboccetta (Pdl), ora la parola passa a Berlusconi ”Il centrosinistra a Napoli e’ imploso pesantemente: grazie all’azione di 31 consiglieri comunali la Iervolino e’ stata finalmente sfrattata da Palazzo San Giacomo. Al di la’ dei tempi va sottolineata la grande valenza politica del risultato raggiunto e di questo va pubblicamente dato atto a coloro che l’hanno determinato”. Lo sottolinea Amedeo Laboccetta, deputato napoletano Pdl e membro del direttivo del gruppo a Montecitorio. ”Da tempo -avverte- la Iervolino non aveva piu’ la maggioranza e vivacchiava nella paralisi. Il gesto compiuto ieri dagli amministratori napoletani l’ha pesantemente rimarcato. Ora, la parola passa a Silvio Berlusconi affinche’ indichi al popolo di Napoli un candidato Sindaco competente, preparato e motivato per governare la terza citta’ d’Italia”, conclude Laboccetta. Dall’alluvione del 2001 alla Coppa America, al suicidio di Nugnes: 10 anni nella città più difficile del mondo (Fonte: Il Mattino) – Dieci anni vissuti tutti d’un fiato, tra poche luci e molte ombre, alla guida di una delle città più difficili del mondo. Rosa Russo Iervolino esce di scena a pochi mesi dalla fine del suo secondo ed ultimo mandato. Se si guarda alle spalle, vede un cammino fatto di emergenze e di duro lavoro, con molti fallimenti e qualche sporadico successo. Ma sempre a testa alta, con dignità e senso delle istituzioni. L’alluvione – Si è insediata da pochi mesi quando deve affrontare la prima, vera crisi: Napoli viene travolta da una violenta alluvione e piomba nel caos e nel terrore. È il settembre del 2001. Lei si rimbocca le maniche però l’acqua da asciugare è tanta e ci vorranno mesi per tornare a quella normalità sempre inseguita, ma mai pienamente realizzata. Basta percorrere qualche strada della città per rendersene conto. La Coppa America – Il tempo passa e a Palazzo San Giacomo prende corpo l’idea che la svolta, in fondo, sia a portata di mano. A patto che all’ombra del Vesuvio sbarchi un grande evento, come la Coppa America. La Iervolino ci crede e convince maggioranza ed opposizione a unire le forze. L’intuizione è buona, la location meno. Nel novembre del 2003 Napoli arriva in finale con Valencia ma la rinascita a tempo di record di Bagnoli non convince gli organizzatori: oggi i fatti hanno dato loro ragione. Napoli Est – Nel libro dei sogni c’è spazio anche per Napoli Est e Scampia, con le Vele che ancora resistono, eterne e imperturbabili. I fondi scarseggiano, i morti ammazzati e i sacchetti in strada invece non si contano. La rielezione – La nave si trova in tempesta molte volte ma lei non la abbandona. E, tra mille difficoltà, ottiene risultati che a tratti sembrano eroici: le stazioni del metrò dell’arte, i nuovi parchi cittadini, le isole pedonali e lo sforzo sulle politiche sociali. Così nel 2006, contro tutte le previsioni, viene rieletta al primo turno. La vota il 57 per cento dei napoletani. Il suicidio di Nugnes – Due anni dopo si trova ad affrontare il momento più difficile della sua esperienza amministrativa: uno dei suoi assessori, Giorgio Nugnes, si toglie la vita. È il 29 novembre del 2008. Gli sfrantummati – Passano pochi giorni e altri quattro esponenti della giunta comunale vengono arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul Global service. Saranno tutti assolti. Il sindaco non getta la spugna, li chiama «sfrantummati» e nomina al loro posto tecnici e professori. Tra i nuovi arrivati c’è anche l’ex guardasigilli Luigi Scotti. Le divisioni – Nel frattempo la maggioranza inizia – lentamente ma inesorabilmente – a perdere pezzi, anche a causa dell’avanzata del centrodestra in Campania e nel resto del Paese: Berlusconi torna a Palazzo Chigi, il Pdl conquista quattro Province e la Regione. Le ultime speranze del riscatto sono affidate ad un altro evento, il Forum delle Culture: stavolta, però, le divisioni politiche prevalgono. Nel frattempo il consiglio comunale colleziona una serie di fumate nere e disfatte. Ieri, ad un passo dal traguardo, l’inaspettato epilogo. Che non le sbarra, però, le porte della storia: da sindaco, è rimasta a Palazzo San Giacomo più a lungo di tutti. Il Pd spaccato tra Morcone e de Magistris – Nel Pdl grandi manovre pro e contro la Carfagna Cade la Iervolino, elezioni vicine: i due schieramenti però sono ancora in cerca di un candidato forte per la sdida di Palazzo San Giacomo. Tensioni nel Pd – Iera sera era appena terminato il voto sul Federalismo. Ma Pier Luigi Bersani, trafelato e stanco, non perde nemmeno un minuto: sa che il segretario regionale pd Amendola è con la Iervolino e gli telefona subito. «Rosetta, è una vicenda vergognosa, una vergogna», dice a caldo il leader pd all’ormai ex sindaco quando le viene passata al cellulare. La caduta, questa caduta è una tegola pesante sul partito di Bersani alle prese in queste stesse ore con il braccio di ferro con l’Idv sul nome del candidato sindaco. Per i democrat il prefetto Mario Morcone, per i dipietristi l’ex pm Luigi de Magistris. Due vicende, la caduta e il braccio di ferro, che s’intersecano. Non solo temporalmente. «Cosentino all’attacco del Comune con l’aiuto dei voltagabbana: è scandaloso. Ed è grave l’atteggiamento di chi in queste ore è saltato dall’altra parte della barricata anche per interessi personali. Ci meraviglia anche l’atteggiamento del Terzo polo che in Campania e a Napoli sembra rispondere solo ai diktat e agli ordini e alle scelte del Pdl», attacca Enzo Amendola riferendosi alle firme dei 31 consiglieri, anche centristi, che hanno sfiduciato la Iervolino. Poi manda una stilettata all’Idv che, non solo a Napoli ma anche a Caserta e Salerno, corre contro il Pd. «Ai dipietristi dico: adesso basta con queste contrapposizioni, se qualcuno voleva un antipasto per conoscere la banda Cosentino l’ha capito oggi. Dividersi significa servirgli su un piatto d’argento la città di Napoli», dice anche per sottolineare come sulla disfatta di palazzo San Giacomo l’Idv non abbia ufficialmente detto nulla. Senza contare che tra le 31 firme c’è anche un ex dipietrista. «Ora la risposta più netta deve essere l’unità di tutto il centrosinistra», aggiunge il commissario pd Andrea Orlando richiamando sempre l’Idv. Il momento è critico: serve con urgenza un chiarimento tra Bersani e Di Pietro per disinnescare il caso Napoli. E fare in modo che, ragionano i democrat, Luigi de Magistris faccia un passo indietro e rinunci a una discesa in campo già ampiamente operativa. Sempre che Di Pietro riesca a convincere l’ex pm di Catanzaro. Doveva esserci un incontro tra i due leader stasera ma si è preferito prima verificare l’esito del tavolo napoletano dei partiti di centrosinistra convocato oggi alle 21. Ci spera il Pd che con il nome di Morcone a candidato sindaco è riuscito, soprattutto, nel miracolo di ricompattare un partito dilaniato dalle primarie e ricostruire la coalizione di centrosinistra. Idv escluso chiaramente. Cozzolino, vincitore delle contestatissime primarie, è d’accordo sul prefetto. Impossibile invece sapere il pensiero dell’altro protagonista delle consultazioni del 23 gennaio: «Non voglio sapere niente», dice lo sconfitto Umberto Ranieri dribblando in corsa i cronisti all’Istituto degli studi filosofici. Ma su Morcone il dado sembra tratto… Sfida nel Pdl – Elezioni, è già l’ora X. Il centrodestra è all’opera per accelerare sulle scelte indispensabili per il voto di maggio. Con un primo obiettivo: mantenere salda la coalizione già attiva in Regione e Provincia con l’Udc, schieramento che oggi discuterà a Roma proprio le strategie per Napoli. La prassi vuole che il Pdl e gli alleati stabiliscano prima un programma per la città. Continuano però le consultazioni per la scelta del candidato sindaco. «Le elezioni restano previste per maggio, anche dopo uno scioglimento anticipato del Consiglio che di fatto è una liberazione per la città – dice Marcello Taglialatela, coordinatore cittadino del Pdl -. Sul programma stiamo lavorando e allo stesso tempo siamo sicuri di poter affidarci al buon senso affinché l’Udc sciolga le riserve e confermi l’alleanza con noi. I nomi? Ogni giorno che passa si avvicina la decisione». Taglialatela resta lui stesso tra i papabili candidati, insieme al capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale Fulvio Martusciello, che però predica calma. Ma restano forti anche il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e il senatore pidiellino Raffaele Calabrò. In ottica società civile qualche chance c’è ancora per l’ex leader degli industriali Gianni Lettieri. Molto dipenderà anche dalla composizione della coalizione. Fuori di sicuro i Popolari per il Sud, con Clemente Mastella, che ha confermato di scendere in campo in solitario «nonostante richieste forti e minacce». Udc, corriamo da soli senza se e senza ma “L’Udc ribadisce senza se e senza ma la propria decisione di correre autonomamente al Comune di Napoli. Nelle prossime ore verra’ indicato il nome del candidato sindaco, in accordo con le altre componenti del Nuovo Polo per l’Italia”. E’ l’esito dell’incontro che si e’ svolto questa mattina presso la sede romana del partito di Via Due Macelli a Roma tra i vertici nazionali, tra i quali il presidente Pier Ferdinando Casini e il segretario Lorenzo Cesa, e i dirigenti campani dell’Udc. FINE DELL’ERA IERVOLINO Rosa Russo Iervolino non è più il sindaco di Napoli, alle 20,09 di ieri sono state protocollate le dimissioni di 31 consiglieri comunali delle opposizioni consegnate in segreteria generale a Enzo Mossetti e Gaetano Virtuoso dal notaio Elio Bellecca. Mossetti quindi si è recato in Prefettura intorno alle 21 dove ha consegnato la pratica. Ad accoglierlo il prefetto Andrea De Martino. Al prefetto toccherà nominare un commissario prefettizio, probabilmente proprio il suo vicario Vincenzo Covato. Forse già oggi. Il passo successivo – entro pochi giorni – sarà la nomina di un commissario straordinario. Una partita che giocheranno Quirinale e governo, Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi. Finisce così un’avventura politica e umana durata 9 anni e nove mesi. Un’uscita di scena per la Iervolino – personalità politica di altissimo spessore, è stata a un passo, tra le altre cose, dalla Presidenza della Repubblica e la prima donna a essere ministro dell’Interno – inattesa e non esaltante e tutto sommato non meritata come le hanno riconosciuto gli stessi dimissionari. Nonostante un’attività amministrativa che non verrà ricordata certo per la sua brillantezza. Uscita che chissà, con un po’ di tattica nella quale è maestra, poteva essere evitata. Riavvolgendo il nastro di una giornata che resterà nella storia della città, in mattinata, in Consiglio comunale le 31 dimissioni non c’erano, invece c’erano trentuno firme per la sfiducia. Mozione approvata. A quel punto la richiesta delle opposizioni è stata di sospendere i lavori e calendarizzare la discussione sulla sfiducia. Invece l’aula ha bocciato questa soluzione con le opposizioni che sono andate sotto 26 a 22. La sospensione avrebbe consentito al sindaco di guadagnare un mese, quando con la data delle elezioni fissata fra il 15 e il 22 maggio avrebbe fatto sì che il Consiglio si sciogliesse per fine mandato. Invece si è andati al braccio di ferro, quello è stato l’inizio della fine. Una prova di forza non gradita soprattutto da Carmine Simeone, il trentunesimo, che ha firmato le dimissioni e ha mandato a casa sindaco e Consiglio. Una situazione precipitata in pochissime ore. E la Iervolino che non è abituata a nascondersi non ha voluto approfittare di un vizio di forma sulle dimissioni di Fabio Benincasa, oggi Udc ma fino a un anno fa capogruppo del Pd: «Non mi aggrappo a simili formalismi, la sostanza è che ci sono le dimissioni». Il sindaco – giova ricordarlo – è stato tradito nell’ultimo anno da ben nove cambi di casacca: così da che aveva 39 consiglieri che la sostenevano è scesa a 30, il punto di non ritorno. Nove passaggi, tre consumatisi negli ultimi 30 giorni eppure la non agibilità politica e amministrativa era chiara da tempo. Al centro di questo inatteso epilogo c’è il Pdl, con il capogruppo Carlo Lamura che ci ha creduto e ha approfittato delle debolezze della maggioranza per aprire un varco che cercava da anni. «Sarà il commissario che provvederà a valutare il bilancio – dice – Era proprio questa la nostra preoccupazione: e cioè di trovarci, all’indomani delle elezioni di fronte a un dissesto o a una sofferenza del bilancio del Comune con le stesse difficoltà che ha trovato il presidente Caldoro in Regione». Secondo Lamura le cose stanno così: «Avevamo chiesto al sindaco di dimettersi con un atto di responsabilità. Non lo ha fatto e abbiamo liberato Napoli dalla cattiva amministrazione».

M.P.