Omicidio a Tramonti in costiera amalfitana. Arrestato l´assassino, un 42enne di Scala

0

Per la procura di Salerno ha un nome l’assassino del 33enne boscaiolo Maurizio Esposito di Tramonti in costiera amalfitana, freddato sotto casa con due colpi di fucile il 16 dicembre del 2005. E sei anni dopo potrebbe essere finalmente svelato il mistero che fino ad ora avvolgeva quel cruento episodio. Sotto inchiesta c’è un uomo giá noto alle cronache della zona. Si tratta di Pasquale Bottone, 42 anni di Scala, paese della costa d’ malfi di fronte Ravello, di professione pastore, giá noto alle forze dell’ordine proprio per un tentato omicidio. Il pubblico ministero Ernesto Sassano lo accusa di essere l’esecutore dell’agguato mortale di quella notte. E con le accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e detenzione illegale di armi, Bottone rischia ora l’ergastolo. L’udienza preliminare è giá stata fissata per il prossimo 31 maggio dinnanzi al giudice Attilio Franco Orio del tribunale di Salerno. Nei giorni scorsi l’imputato è comparso nell’ufficio del gup e ha nominato quali suoi difensori gli avvocati  Paride Annunziata e Pietro Pasquali del foro di Nocera Inferiore. Toccherá a loro dimostrare l’estraneitá del 42enne – che continua a professarsi innocente – e risolvere i lati ancora oscuri di questa vicenda. Primo fra tutti il presunto movente, ancora non meglio specificato nel capo d’imputazione mentre parte civile per la moglie di Esposito ed il figlio l’avvocato Luigi d’ Uva

L’agguato mortale avvenne nella notte del 16 dicembre del 2005. Maurizio Esposito, sposato e padre di due figli, svolgeva l’attivitá di boscaiolo, rifornendo di legna sia ristoranti e pizzerie che clienti privati. Viveva in una palazzina nella frazione Cesarano, una delle tredici di Tramonti, che si arrampicano lungo la strada statale che conduce verso Ravello e il valico di Chiunzi. Pochi minuti dopo le 3, Esposito – dopo aver parcheggiato il suo furgoncino Bedford nel piazzale adibito a deposito della legna, proprio alle spalle della sua abitazione – fu freddato con due colpi d’arma da fuoco che lo colpirono al capo e al dorso. Colpi che non gli lasciarono scampo. Morì poco dopo, rendendo vani anche i tentativi dei medici allertati dal fratello e dalla moglie che, svegliati dal boato dei colpi, si resero subito conto di quanto era accaduto. Per gli investigatori, dietro una catasta di legno si era nascosto proprio il 42enne di Scala che sparò all’indirizzo di Esposito dileguandosi poi senza lasciare traccia. Il suo nome è stato iscritto per la prima volta nel registro degli indagati nel 2007. Ma fino ad ora non era mai trapelato il suo coinvolgimento nell’omicidio. E in quello stesso anno (il 5 febbraio) Bottone fu arrestato dai carabinieri della compagnia di Amalfi, all’epoca retta dal capitano Enrico Calandro, perchéritenuto responsabile di un tentato omicidio.

Quel giorno, in localitá Campidoglio di Scala, dopo un acceso diverbio con un pastore, a quanto pare scatenato dalle modalitá di abbeveraggio degli animali, Bottone imbracciò un fucile a canne mozze illecitamente detenuto e fece fuoco contro l’uomo, esplodendogli contro due colpi che lo ferirono di striscio al volto. Per quell’episodio è giá stato condannato in Appello a sei anni (in primo grado la pena era stata di dieci anni). Dopo un periodo di detenzione, ora è libero e sta scontando un periodo di affidamento in prova ai servizi sociali.