Alluvione Atrani, partono i lavori di rifacimento del Corso. Commercianti e privati ancora in attesa dei risarcimenti.

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A sei mesi dall’alluvione che ha colpito Atrani, sono iniziati i lavori di rifacimento del corso principale del paese sotto il quale scorre il fiume Dragone. Come si ricorderà, in quel terribile 9 settembre scorso, un tratto di strada che attraversa il cuore dell’abitato, esplose a pochi metri dal Municipio per l’enorme pressione generata dell’acqua proveniente da monte.

Dopo un lungo ritardo dunque, (dovuto per lo più alla disattivazione di una cabina elettrica i cui cavi correvano proprio sotto il manto stradale danneggiato e all’allacciamento ad una nuova cabina) è in fase di ripristino il corso del paese così come era il giorno prima dell’alluvione.

“Così facendo si ripristina anche il rischio in caso di nuovi capricci del tempo”, si ostinano a ripetere i membri del Comitato S.O.S. Dragone che dal 2003 lanciano allarmi sulla pericolosità del Fiume e, da allora, suggeriscono opere di prevenzione a salvaguardia dell’incolumità dei cittadini.

Sul fronte delle attività economiche (attività praticamente azzerate a causa degli ingenti danni provocati dalla furia delle acque) va detto che buona parte di esse, ad oggi, hanno ripreso solo parzialmente il lavoro e solo grazie all’impegno, sia fisico che finanziario, degli stessi esercenti.

Delle poco più di una decina di attività commerciali presenti nel piccolo borgo marinaro, almeno due hanno chiuso definitivamente i battenti nella piazza principale del paese subito dopo il tragico evento: una salumeria e un accattivante ristorante.

Mentre i bar (ve ne sono tre) due dei quali in piazza che lavorano con le poche attrezzature salvate dall’acqua e un terzo, collocato in prossimità della spiaggia, che è raggiungibile solo quando non piove a causa di un altro “problema idraulico” che avremo modo di trattare in seguito.  

Tutti sono in attesa di ricevere i parziali risarcimenti contemplati nell’Ordinanza n.3914 del 22 dicembre 2010 del Consiglio dei Ministri per ripristinare le attività, quanto meno, così come erano il giorno prima dell’alluvione.

Se da un lato l’ordinanza firmata da Berlusconi stabilisce puntualmente, nei vari articoli e commi, i metodi di attribuzione dei risarcimenti, dall’altro lato non vi è menzione di “quando” gli esercenti e i privati entreranno in possesso delle somme.

E sono proprio questi ritardi, che i commercianti giudicano “incomprensibili”, che stanno creando non poche tensioni.

Una nuova stagione estiva è alle porte ed essi non sono in grado di fare alcuna programmazione in materia di investimenti, se non…attingendo dal proprio portafoglio già prosciugato dalla traumatica interruzione della stagione estiva precedente e dal poco lavoro del dopo alluvione.

Gino Amato