Valico di Chiunzi trovato morto giovane di Pagani

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Francesco Russo,  giovane di 32 anni, padre di due bambini ,  originario di Pagani è stato ritrovato morto sul Valico di Chiunzi che porta alla costiera amalfitana, esattamente a Sant’Egidio Montalbino, a pochi chilometri da Tramonti e Ravello e la costa d’ Amalfi.

La sua auto Mercedes Classe A grigia è stata trovata parcheggiata a poca distanza dal burrone  a intervenire, su segnalazione del proprietario di un ristorante limitrofo, i  Carabinieri della compagnia di Nocera Inferiore, i Vigili Urbani di Sant’Egidio del Monte Albino e l’unità cinofila Papa Charlie di Pagani.

Sono le 17 di una giornata gelida quando Saigon, il labrador della protezione civile Papa Charlie, ripercorre per l’ultima volta il tratto che separa la Mercedes di Francesco Russo dal punto più alto dello strapiombo che affaccia sul valico di Chiunzi. L’uomo, un 31enne di Pagani, figlio di un vigile urbano, si era allontanato da casa nella notte di sabato senza lasciare tracce, lasciando nello sconforto i familiari. L’auto dell’uomo era stata ritrovata dai familiari.

La pista ripercorsa dal cane da soccorso è quella giusta: alcuni amici e parenti del giovane, facchino al mercato ortofrutticolo di Pagani, sposato e padre di due figli, scendono lungo un sentiero impervio nella vallata, seguiti da due carabinieri e dal comandante della polizia locale Guido Rossi. Quando la notizia del ritrovamento arriva nel punto di coordinamento delle ricerche, un vasto piazzale recintato dal nastro di sicurezza di fronte al ristorante “La Violetta”, tutte le speranze si dissolvono. “Lo abbiamo trovato”. Il corpo di Russo , come racconta il collega Alfonso T. Guerritore sul quotidiano La Città , è giù su uno spuntone di roccia, morto dopo un volo di decine di metri. • Sabato era rientrato a casa accompagnato da un amico, ma poi, quando erano circa le 14, se n’era andato di nuovo, con la sua auto, diretto verso il valico. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, coordinati dal tenente Beraldo e dal Capitano Scafarto, l’uomo, giá sofferente di crisi depressive, aveva pianificato consapevolmente il drammatico gesto. In passato c’erano stati episodi simili , ma Francesco era sempre tornato a casa. A lasciare senza parole sono le urla dei fratelli ,arrivati sul posto soltanto qualche minuto dopo il ritrovamento del corpo, dopo due giorni di attese, speranze e appelli agli organi di informazione. Sul cruscotto della vettura di Russo c’era un biglietto lasciato dalla moglie in mattinata, poco dopo la denuncia presentata ai carabinieri: “Daniele e Luigi ti aspettano, ti vogliamo bene, torna”. Poco dopo la spiazzo si riempie. Arrivano altre auto dell’Arma, parenti, curiosi. I vigili del fuoco iniziano le difficili operazioni di recupero del cadavere, finito su uno spuntone. Sale la tensione, e il fotografo del quotidiano “Metropolis” viene aggredito da ignoti. Sporgerá denuncia dopo il referto. Il magistrato della procura nocerina Elena Guarino, titolare dell’inchiesta, ha disposto l’autopsia. La prima ipotesi è quella del suicidio. Saigon, il cane di soccorso, abbaia. La sua accompagnatrice lo accarezza. “Ha sempre trovato i dispersi. In totale, otto casi. Ma solo uno vivo”

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