Oscar 2011. Trionfa "Il Discorso del Re"

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 Ha sbaragliato qualsiasi concorrente, trionfando in tutte le categorie più importanti: è Il discorso del Re il miglior film di questa edizione 2011 degli Oscar, che si è svolta ieri sera (le prime ore del mattino qui in Italia) al Kodak Theatre di Los Angeles. La pellicola diretta da Tom Hooper conquista anche la statuetta per il miglior attore con la vittoria, scontatissima, di Colin Firth, e quelle per la migliore regia e per la migliore sceneggiatura originale. Quattro riconoscimenti pesantissimi, che relegano i principali avversari in secondo piano: l’aspirante più agguerrito, The Social Network di David Fincher, deve accontentarsi della sceneggiatura non originale, del montaggio e della colonna sonora (di Trent Reznor e Atticus Ross); Inception di Christopher Nolan di riconoscimenti tecnici come fotografia, effetti visivi, sonoro, montaggio sonoro. Ma il vero sconfitto è il grinta dei fratelli Coen, che aveva fatto il pieno di candidature, e che resta a bocca asciutta.

Sul fronte delle attrici protagoniste prevale come ampiamente annunciato Natalie Portman, intensa interprete del Cigno nero di Darren Aronofsky. L’attrice, affascinante nel suo abito vinaccia, in lacrime ringrazia – tra gli altri – il coreografo del film, Benjamin Millepied, da cui aspetta un bimbo: “Mi hai dato il ruolo più importante”, dichiara senza troppa originalità, tra gli ovvi applausi. Pure Firth ringrazia la moglie italiana, Livia. A dimostrazione del fatto che una vita familiare “regolare”, sul fronte divistico, in questo momento paga. Per i non protagonisti bel colpo di The Fighter; che porta a casa entrambi i riconoscimenti: uno va a Melissa Leo, l’altro a Christian Bale.

Quanto agli altri premi, la statuetta per il miglior film straniero va a In un mondo migliore della danese Susanne Bier, che sbaraglia concorrenti forti come Biutiful. Meritatissimo il premio a Toy Story 3 come migliore pellicola d’animazione, portato a casa insieme a quello per la miglior canzone, We belong together di Randy Newman. Tra le categorie tecniche, oltre alla quadrupla vittoria di Inception, vanno segnalati gli Oscar alla scenografia e ai costumi (sconfitta dunque la costumista Antonella Cannarozzi, unica candidata italiana per Io sono l’amore di Luca Guadagnino); e quello per il trucco, assegnato a Rick Baker e Dave Elsey per Wolfman. Ancora, il miglior documentario 2001 è Inside Job di Charles Ferguson e Audrey Marrs, sulla crisi finanziaria del 2008, che qui in Italia uscirà in dvd per Feltrinelli; il miglior cortometraggio God of Love di Luke Matheny; il miglior corto documentario Strangers No More di Karen Goodman e Kirk Simon.

La cerimonia di consegna è stata condotta dalla coppia di divi Anne Hathaway e James Franco, e al contrario delle entusiastiche previsioni della vigilia non è stata particolarmente scoppiettante: quasi nessuna trasgressione, tradizionali elogi dei valori familiari, discorsi dei vincitori lunghi con infiniti elenchi di nomi da ringraziare. Un po’ di pepe l’ha portato solo il novantaquattrenne Kirk Douglas, che ha consegnato il premio a Melissa Leo: ha flirtato con la Hathaway, ha preso in giro Franco e Colin Firth. Ma l’unica emozione vera, durante lo show, l’ha dato il video preparato per annunciare i titoli candidati a miglior film. Un montaggio bellissimo, una teoria di immagini emozionanti, e come sonoro le parole di Re Giorgio-Firth alla radio, per annunciare l’entrata in guerra dell’Inghilterra. Il cuore e l’anima del film trionfatore.

Fonte: Repubblica