SUPER UDINESE VINCE 7-0 CON IL PALERMO LAZIO KO LA ROMA NON DECOLLA

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Pomeriggio pazzo quello della 27a di Serie A: l’Udinese strapazza il Palermo al Barbera con Sanchez (4 gol) e Di Natale (3); la Roma scialacqua un vantaggio di due reti contro il Parma (2-2); la Lazio scivola a Cagliari (0-1, autugol di Dias)

BARI-FIORENTINA 1-1 (Ghezzal 87’; Gilardino 21’)

Non sarà questo pareggio a fermare la contestazione dei tifosi del Bari contro la società, ma almeno la squadra non dovrà fare i conti con l’ennesima sconfitta stagionale. Una sconfitta che sarebbe stata davvero una punizione troppo severa contro una Fiorentina che può ringraziare solo l’estro di Alberto Gilardino, autore del gol (e che gol!) del momentaneo vantaggio. Per il resto la Viola ha fatto davvero poco, limitandosi a respingere gli attacchi dei galletti. Forse la forza della disperazione o quel minimo di dignità rimasta al Bari hanno permesso alla squadra di casa di trovare nei minuti finali il gol del definitivo 1-1 con Ghezzal. La crisi non è scacciata, ma questo è un punto da cui il Bari può ripartire. Forse non basterà per salvarsi dalla retrocessione. Ma almeno sarà utile per far pace con i tifosi…

BRESCIA-LECCE 2-2 (Caracciolo 17’, Zoboli 19’; Corvia 31’, Munari 70’)

Partita davvero incredibile al Rigamonti, dove il Brescia parte benissimo dominando la gara e costruendo un doppio vantaggio meritato. L’ingresso di Corvia, subito in gol, cambia però l’andamento della sfida, con il Lecce che cresce nella ripresa e pareggia al 70′ con Munari. Il meglio, anzi il peggio, deve ancora venire però: in pieno recupero infatti il pessimo Morganti ne combina un’altra delle sue, annullando il 3-2 decisivo di Caracciolo per un fuorigioco inesistente.

CAGLIARI-LAZIO 1-0 (Dias 40’ (aut.))

Nona vittoria per il Cagliari di Donadoni che riesce ad avere ragione della Lazio sul campo di casa grazie ad un’autorete di Andrè Dias al 40’ di un primo tempo in cui la squadra di Reja aveva prodotto molto più dei padroni di casa, colorando ben presto il possesso palla di biancoceleste. Acquafresca induce il brasiliano all’errore che regala tre punti ai sardi che, nella ripresa, riescono a coprirsi bene e a rispondere agli attacchi degli ospiti con ordine e senza disdegnare qualche tentativo in contropiede. Daniele Conti è il migliore in campo, sfiora il gol su punizione e si conferma anima di una squadra dalle mille risorse.

CESENA-CHIEVO 1-0 (Jiménez 90’ (rig.))

Al ‘Manuzzi’ il Cesena insegue contro il Chievo tre punti fondamentali per continuare a sperare nella salvezza. Nel primo tempo la squadra di Ficcadenti fa troppo poco per meritare il vantaggio, però alla mezz’ora Rosina fallisce una grande occasione da gol mandando a lato di testa. La sfida, per nulla spettacolare, si infiamma nel finale: all’88’ Antonioli è decisivo sulla conclusione ravvicinata di Fernandes, e un minuto dopo l’arbitro Valeri concede un rigore ai padroni di casa per una trattenuta in area di Mandelli su Bogdani: dal dischetto va Jimenez, che batte Sorrentino con un rasoterra angolato. E’ il gol che decide la sfida. Il Cesena torna ad assaporare il gusto della vittoria mentre i gialloblu incassano il terzo ko di fila dopo quelli contro il Cagliari e il Milan

PALERMO-UDINESE 0-7 (Di Natale 10’, 41’, 61’ (rig.), Sánchez 19’, 28’, 42’, 48’)

Un’Udinese formidabile travolge il Palermo al Barbera con un 7-0 quasi irreale; Sanchez e Di Natale divertono e si divertono, segnando a ripetizione e confermando come l’intuizione tattica dell’ex di turno Guidolin (questa coppia d'”attacco leggero”) sia in grado di produrre un calcio da Champions League. Il Barbera applaude gli ospiti e fischia sonoramente il Palermo, protagonista della peggiore sconfitta in Serie A della sua storia.

ROMA-PALERMO 2-2 (Totti 19’ (rig.), Juan 36′, Amauri 74’, 79′)

Niente da fare: la Roma non è ancora fuori dal tunnel. L’Aeroplanino di Montella, che sembrava aver spiccato il volo a Bologna, va in panne all’Olimpico, dove i giallorossi scialacquano un vantaggio di due reti, e si fanno riprendere incredibilmente dal Parma, bravo a crederci sino alla fine. Totti segna su rigore nel giorno del suo 600° compleanno, Juan raddoppia, poi nella ripresa la Roma perde Pizarro e arretra pericolosamente lasciando spazio agli avversari; Amauri ne approfitta e con la sua doppietta firma il 2-2 finale. La contestazione, che sembrava essersi bloccata, è pronta a ricominciare: i fischi di fine partita lo testimoniano: la Roma accende e spegne, non si vede ancora la luce.

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