Considerazioni semi-serie e contro-corrente sul sequestro della struttura turistica a Erchie.

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Il partito della stagnazione economica, culturale e ambientale ha colpito ancora in Costiera Amalfitana. Dopo Fuenti, ora tocca  a Erchie. La struttura ricettiva che si stava ricavando da due fabbricati rurali in stato avanzato di degrado è stata sequestrata. Da erchietano vorrei proporre alcune considerazioni che possono apparire qualunquistiche ma non lo sono.

 

Premetto che non conosco i proprietari dell’immobile ristrutturato a Erchie, né i titolari della ditta costruttrice coinvolta. Non conosco neanche quale abuso sia stato loro contestato. Le mie considerazioni sono quelle di una persona del posto, senza interessi da difendere, che osserva e trae delle conclusioni.

 

Cosa c’era prima dell’intervento di ristrutturazione? C’erano due fatiscenti fabbricati abbandonati lungo la statale, c’erano le numerose  ‘chiazze’ degradanti verso la vallata, una volta coltivate a limoneti profumati, poi invase dagli arbusti e dai rovi e con ’murecene’ crollate in più punti.

 

Certo non era un bel vedere.

 

Cosa c’è ora a seguito della ristrutturazione? I fabbricati sono stati ristrutturati rispettando integralmente l’aspetto esterno originario. Le aperture di porte e finestre nei muri perimetrali sono rimaste invariate, addirittura sono state mantenute le stesse ringhiere dei balconi. Le ‘chiazze‘ sono state ripulite dai rovi e le ‘murecene’ stavano per essere rimesse a posto.

 

Ritengo che si possa affermare oggettivamente che non c’è stata alcuna offesa al paesaggio. La situazione post-restauro, secondo me, è senz’altro migliorativa rispetto a quella pre-restauro. C’è qualcuno che può sostenere in contrario? Consideriamo poi che la nuova struttura turistica avrebbe potuto offrire qualche posto di lavoro agli erchietani, avrebbe potuto portare qualche cliente in più nei negozi, nei ristoranti e negli stabilimenti balneari di Erchie.

 

Ora grazie alla denuncia di “Legambiente Campania Onlus” tutto è stato bloccato. Bene! Saranno soddisfatti gli integralisti eco-ambientali. Ma mi chiedo, dove vedono l’attacco all’ambiente questi integralisti? Ma sono mai stati a Erchie? Si sono mai guardati intorno? Lo sfregio all’ambiente a Erchie esiste e come ed è visibile anche da Salerno. Parlo della ferita orripilante nella roccia della ex-cava ILVA ma anche dei capannoni industriali in lamiera sulla spiaggia (li chiamano stabilimenti balneari). Perchè questi signori di Lega Ambiente non si fanno sentire per cancellare questi obbrobri paesaggistici e invece si accaniscono su situazioni ambientali marginali?

 

Semplice, costoro non amano veramente la natura e l’ambiente. Il loro unico obiettivo è bloccare sempre tutto. Non sono integralisti dell’ambiente ma integralisti della stagnazione, della conservazione dello status-quo. Contenti loro … fanno il loro mestiere …

 

Ma perché la gente della Costiera subisce passivamente questa strategia della stagnazione? Forse perché sperano che fra cento anni i turisti verranno in costiera a vedere come siamo stati bravi a conservare i nostri ruderi? Forse l’idea non è sbagliata: oltre che andare a vedere gli scavi di Pompei, i turisti verranno qui a Erchie fra cento anni per vedere come erano gli stabilimenti balneari della costiera negli anni intorno al 1960. L’archeologia della balneazione farà parte del pacchetto di offerte per i turisti del futuro.

 

Luigi Di Bianco

ldibianco@alice.it