LA FIGURA DELL´ANZIANO NEL CINEMA, TRA FANTASIA E REALTA´

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“La figura dell’anziano nel cinema, tra fantasia e realtà” è la conferenza che l’associazione El Ceppo Anteas presieduta da Rosmina Viscusi promuoverà lunedì 28 febbraio alle 16 presso la Sala delle Lauree dell’Università Suor Orsola Benincasa di Salerno, di fronte al Museo Diocesano in Piazza Plebiscito. La psicologa Carla Narni Mancinelli discuterà sulle dinamiche di emarginazione con cui spesso fanno i conti gli individui che hanno molti anni sulle spalle e saranno illustrati gli aspetti individuali e relazionali di un’età che ha tanto da dare, ma deve ancora difendere la propria specificità da pregiudizi duri a morire. Il collegamento con il cinema diventa dunque significativo. Dato l’impatto che ha sullo spettatore, il mezzo cinematografico si presta più di ogni altra forma d’arte a veicolare prospettive, abbagli, possibilità o fraintendimenti nel legame tra chi appartiene a diverse generazioni. È fin troppo facile imbattersi in un’immagine stereotipata dell’anziano non solo sul grande schermo. Sono due le tendenze che s’impongono tenacemente all’attenzione: attribuire in modo capzioso a chi non è più nella verde età lungimiranza, sagacia, comprensione o all’opposto puntare l’obiettivo su di un inaridimento senza sconti che è figlio della disillusione e che nella migliore delle ipotesi cede le armi alla speranza secondo le più scontate aspettative di chi assiste alla pellicola. Il carattere riduttivo di queste scelte rientra in una precisa logica della cinematografia odierna che, soprattutto in Italia, tende a porre al centro del proprio percorso tematiche dal fiato corto pur di incontrare il favore del pubblico. Si riscontra a conti fatti una difficoltà nel presentare la vecchiaia per ciò che è: una fase della vita in cui i giochi non sono conclusi, ma possono essere condotti con una consapevolezza sconosciuta ad altri periodi dell’esistenza. La proiezione di frammenti di lungometraggi non allineati nella descrizione di figure non più giovani, da “Sabrina” di Billy Wilder  a “Pranzo di ferragosto” di Gianni Di Gregorio, è un utile supporto a un itinerario all’insegna del dialogo e della comprensione di un momento dell’esistenza che non va sottovalutato o ignorato, ma riscoperto nelle sue potenzialità. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del progetto “Non è mai troppo tardi…per informarsi, comunicare e incontrarsi” (primo bando 2010 in favore del volontariato, codice 8) diventa così una preziosa occasione di aggregazione per chiunque desideri concentrare l’attenzione sulla tarda maturità.

Gemma Criscuoli